
Il massimalismo digitale manniano si incunea nella tradizione e la squarcia: Nemico Pubblico è un film moderno d’epoca. Nella ricostruzione meticolosa del passato c’è un linguaggio che parla costantemente al futuro. Il sempre lucido iperdinamismo, la ricchezza di dettagli fulminei e fulminanti, il rimescolamento etico di ogni ruolo, il corpo a corpo con i personaggi, l’immagine che vira in bianco e nero diventando televisione dentro il cinema, l’iperrealismo schietto di ogni dialogo e di ogni sparatoria, la poetica degli sguardi che si incrociano, si cercano, si perdono in uno zoom repentino. Se The Black Dahlia di Brian De Palma era un film/morte, Nemico Pubblico di Michael Mann è un film/resurrezione che rinasce dalle ceneri della storia e del classicismo come un’Araba Fenice dei nostri tempi.
La resurrezione del cinema e del mito all’interno del cinema. Lo stesso cinema che tolse la vita a Dillinger ora la restituisce, ripartendo dall’immagine per ricostruirne corpo ed essenza. Un cinema/mitologia pregno di un romanticismo che attraversa ogni gesto di Dillinger, ogni segno del e sul suo corpo. L’amore come ragione di vita, la sua assenza come ragione di morte. La necessità di uno sguardo dentro il quale tuffarsi con il proprio.
Altri corpi e altri sguardi, questa volta a sancire un dualismo, quello tra Purvis e Dillinger. La consapevolezza nello sguardo di Dillinger, il prosciugamento nella ricerca del mito in quello di Purvis. Due corpi che non si toccano, schegge impazzite che fuggono e si rincorrono nello spazio. E infine il mito dentro il quale i corpi si dissolvono.
Mann continua a scrutare le forme di oggi e di ieri con gli occhi di domani, il suo cinema è il sublime estetico che trascina gli occhi nelle sfaldature del tempo.


8 risposte finora ↓
Pickpocket83 // Novembre 9, 2009 a 1:05 pm
Grande!!
Grande post, grande film, e grande Mann.
Molto bello il riferimento al romanticismo di cui è immagine John Dillinger. Tutto il film ne è percorso, e dinamicamente rivitalizzato.
williamdollace // Novembre 9, 2009 a 2:11 pm
ancora! ancora! ancora!
Hal Incandenza // Novembre 9, 2009 a 2:16 pm
Peeping Tom // Novembre 9, 2009 a 6:08 pm
Accidenti.. questo filmazzo esce in un brutto periodo, tra l’altro ricco di titoli importanti. Già mi son perso l’ultimo di Jonze.
Spero di non mancare questo.
alessandra // Novembre 9, 2009 a 7:16 pm
Sto leggendo post veramente straordinari su questo film a partire da quelli di William e Pick fino ad arrivare a questo. Ovviamente concordo pienamente su tutto e mi soffermo particolarmente su alcuni passaggi che condivido e che ancora mi fanno riflettere sul film:
“la poetica degli sguardi che si incrociano, si cercano, si perdono in uno zoom repentino”
“Nemico Pubblico di Michael Mann è un film/resurrezione che rinasce dalle ceneri della storia e del classicismo come un’Araba Fenice dei nostri tempi.
La resurrezione del cinema e del mito all’interno del cinema. Lo stesso cinema che tolse la vita a Dillinger ora la restituisce, ripartendo dall’immagine per ricostruirne corpo ed essenza.”
“La necessità di uno sguardo dentro il quale tuffarsi con il proprio.”
Ma anche il paragrafo che precede la chiusa della tua recensione è veramente straordinario. Ma alla fine non è che posso ricopiare tutto il post ^^
marco // Novembre 9, 2009 a 9:12 pm
riflessioni interessanti
per un film davvero notevole
(il singolare della traduzione italiana del titolo toglie secondo me quel dualismo evidenziato da mann, ma si sa: mai aspettarsi qualcosa da chi decide i titoli italiani..)
Hal Incandenza // Novembre 10, 2009 a 6:46 pm
grazie ragazzi
il singolare della traduzione italiana è abbastanza inspiegabile…
Noodles // Novembre 13, 2009 a 5:43 pm
film moderno d-epoca, giustissima definizione. Avevo l-impressione di assistere a volte a un reportage in diretta… dal passato.