Tag
GUERRA!GUERRA!GUERRA!GUERRA!GUERRA!
Quando la Guerra detonò con tutta la furia devastatrice inimmaginabile l’uomo metallico lasciò impronte sul suo terreno, ma si sarebbero presto dissolte: fu la Guerra a lasciargli un’impronta indelebile sull’hard disk. Quel che successe fu di tale portata che tutti i libri di Storia andarono a fuoco; solo l’uomo metallico avrebbe poi potuto testimoniare l’esistenza di un prima, dell’attraverso. Furono le città a gonfiarsi di uomini fino a traboccare, la claustrofobia incedeva senza sosta con lo spazio vitale in picchiata verso zero, così come le risorse disponibili, costringendo gli uomini a dichiararsi guerra, senza frange, ognuno contro gli altri; successe che questa furia si fece martello pneumatico perpetuo, gli uomini una volta persa la propria umanità continuarono a massacrarsi anche dopo aver recuperato lo spazio vitale necessario: i sopravvissuti furono briciole. L’uomo metallico avrebbe registrato le immagini con dedizione: per questo compito era stato costruito. Zigzagando fra i corpi inanimati, devastati, trovò un uomo con il cranio perforato da un trapano a energia solare: lo aggiunse all’archivio; parte del suo corpo di metallo era stato ricavato da un pezzo di un trapano simile, ma per lui questo era un puro dato di fatto, giacché scevro d’emozioni. Poco oltre un uomo gli chiese soccorso con intensità di tono morente, in proporzione inversa rispetto a quella dei passi affrettati da ciò che i suoi circuiti interpretarono come un ordine: fu come un frastuono di ferraglia agitata con foga all’interno di un gargantuesco shaker; quando finalmente giunse fu troppo tardi. Proseguì nel suo cammino imbevuto di sangue: vide uomini costringersi le budella dentro il ventre con le mani, avviati all’inevitabile. Non una volta si sarebbe voltato.