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	<title>Un lento apprendistato</title>
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		<title>Un lento apprendistato</title>
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		<title>un apprendistato interminabile</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fitzcarraldo]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte vorrei essere un grillo. Uno come quello che quando apro la finestra rompe il silenzio, perché c&#8217;è solo &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2012/01/23/un-apprendistato-interminabile/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=846&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">A volte vorrei essere un grillo. Uno come quello che quando apro la finestra rompe il silenzio, perché c&#8217;è solo lui, o almeno così pare. Un grillo. Cosa bisogna scrivere, nelle lettere d&#8217;amore? Continuo a spostare le palline dell&#8217;abaco dei fallimenti sperando di imbattermi nel &#8220;grazie per averci provato&#8221;. C&#8217;è una sorta di aspirapolvere, nella nostra cultura, che risucchia i tentativi sfociati nel fallimento per lasciare sul pavimento i traguardi effettivamente raggiunti. Non c&#8217;è spazio per i pionieri claudicanti se non nell&#8217;oblio. Prima dei Wright un sacco di gente aveva provato a volare fratturandosi ossa e cuore, è una cosa che ricordo ancora, ma se mi aveste chiesto spiegazioni quand&#8217;ero bambino sarei entrato nello specifico. Da bambino sapevo un sacco di cose, e sapevo commuovermi davanti a quelle fratture. Chissà quanti Fitzcarraldo aspettano una pacca sulle spalle. Chissà quanti Fitzcarraldo dovrebbero darne una a chi non sogna di spostare le montagne. Cosa bisogna scrivere, nelle lettere d&#8217;amore? Ci sono cose che vorrei spiegarti, e sono tante, non le ho contate. Come un Newton senza mela, mi agito nel buio. Non è grave, ma cade. Non so perché cada. Dal tonfo immagino si tratti di qualcosa di grande. La definizione di indefinibilità continua a essere una definizione. Cos&#8217;è allora l&#8217;indefinibile? &#8220;L&#8217;impossibilità di rispondere a questa domanda&#8221; continua a essere una definizione. Cosa bisogna dunque scrivere, nelle lettere d&#8217;amore? Una storia. L&#8217;amore è un discorso, diceva Baudrillard; se lo è, è spesso indiscutibile. Le storie che racconto sono la mia realtà. Ognuno dovrebbe (accettare di) averne una. Nella mia gli oggetti pensano, hanno dei sentimenti. Questa è la mia membrana di protezione dalla meccanica passiva, non tanto spensierata quanto impossibilitante il pensiero. Sento di aver bisogno di un rapporto intimo con il mio ombrello per accettare che si bagni al posto mio. Sento di aver bisogno di un rapporto intimo con te per accettare che ci divideremo il temporale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/846/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=846&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>J.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 10:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[istantanee]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un dolore stalagmitico steso su corridoio da attraversare a piedi scalzi. La fiamma della stufa da poco accesa ti &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/28/j/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=838&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">C&#8217;è un dolore stalagmitico steso su corridoio da attraversare a piedi scalzi. La fiamma della stufa da poco accesa ti percorre come una lama; com&#8217;è la tua isola, J.? Un coro di tosaerba fa capolino da una finestra semiaperta. Chilometri di solitudine t&#8217;investono. Una mela abbandonata su un piatto pare madida di sudore, l&#8217;analizzi rigirandola fra le mani. Piccole sensazioni dentro di te smettono di sommarsi fra loro e si moltiplicano come in una prostaferesi; l&#8217;effetto ti stende sul divano. Folle disordinate di pensieri si accumulano senza essere tracciate dalla memoria. Che ti succede J.? Che fine ha fatto tutto quello in cui speravi, dove si è nascosto? Perché le tue mani tremano al pensiero di cercarlo? La nebbia si gonfia a vestire gli alberi nudi come fosse un accappatoio; si gela. L&#8217;eco di un&#8217;ansia generica rimbomba, si affievolisce, scompare. Da qualche parte mancano dei mattoni, la struttura regge ma alcune cose che vorresti tenere fuori riescono a filtrare e s&#8217;infuriano intorno a te. Non c&#8217;è una bilancia su cui valutare le assenze &#8211; pensi &#8211; e questo pensiero incomprensibilmente ti rasserena. Il divano ti schiaccia col suo peso in un&#8217;inversione immaginaria di posizioni. Le fotografie sono lì &#8211; immobili &#8211; a rivestire le pareti, la loro quantità ti ricorda tutte le promesse che non sei riuscito a mantenere. Nessun motore di innovazione pare volerti agitare. La temperatura della casa cresce lentamente, si assesta. Una parentesi di tempo si fa ruga. Dov&#8217;è il paracadute, J.? L&#8217;esistenza è un girare intorno a un Monopoli che non risarcisce ogni volta che passi dal <em>Via! </em>- rifletti. La bancarotta è dietro l&#8217;angolo. Ti alzi dal divano per ambientarti in un mondo-fuori disteso in attesa di un abbraccio, che infine gli offri, e avvii la giornata in un bagno di caffeina.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/838/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=838&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Spread</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 14:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[tra le cose che ti ho detto e quelle che avrei voluto dirti: abissale tra simulacro e realtà: evanescente tra &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/25/spread/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=836&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tra le cose che ti ho detto e quelle che avrei voluto dirti: abissale<br />
tra simulacro e realtà: evanescente<br />
tra la mia inutilità e la tua utilitaria: autostradale<br />
tra il dire e il fare: marino<br />
tra il dito e la Luna: di prospettiva<br />
tra Achille e la tartaruga: regressivo<br />
tra sguardi: di posizione<br />
tra Stan Laurel e Oliver Hardy: di conformazione<br />
tra vincitori e vinti: storico<br />
tra speranze e illusioni: di sfumatura<br />
tra coerenza estrema e incapacità di adattamento: non pervenuto<br />
tra noi due: oscillante</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/836/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=836&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uomo metallico /7</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 14:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[uomo metallico]]></category>
		<category><![CDATA[grafici]]></category>
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		<description><![CDATA[La clessidra dell&#8217;evoluzione * PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! PROGRESSO! DEGRADO! DEGRADO! DEGRADO! DEGRADO! DEGRADO! DEGRADO! &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/24/luomo-metallico-7/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=818&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La clessidra dell&#8217;evoluzione *</h3>
<h1 style="text-align:center;"><strong><span style="font-size:27px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:25px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:23px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:21px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:19px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:17px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:15px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:13px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:11px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:9px;">PROGRESSO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:9px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:11px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:13px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:15px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:17px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:19px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:21px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:23px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:25px;">DEGRADO!</span></strong><br />
<strong> <span style="font-size:27px;">DEGRADO!</span></strong></h1>
<p>* ↑ Darwin ↓ Dracula</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;uomo metallico avrebbe assistito varie volte all&#8217;invertirsi della clessidra evolutiva, ma se questa generalmente ruotava ben prima di esaurire i granelli di sabbia da una parte o dall&#8217;altra, quando la Guerra finalmente ebbe fine non ne rimase più alcuno nella metà del Progresso: l&#8217;umanità avrebbe dovuto ricostruire sulla cenere.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/818/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=818&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uomo metallico /6</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 19:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[uomo metallico]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[GUERRA!GUERRA!GUERRA!GUERRA!GUERRA! Quando la Guerra detonò con tutta la furia devastatrice inimmaginabile l&#8217;uomo metallico lasciò impronte sul suo terreno, ma si &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/23/uomo-metallico-parte-se/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=810&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><span style="font-size:17px;">GUERRA!</span></strong><strong><span style="font-size:19px;">GUERRA!</span></strong><strong><span style="font-size:21px;">GUERRA!</span></strong><strong><span style="font-size:23px;">GUERRA!</span></strong><strong><span style="font-size:25px;">GUERRA!</span></strong></h3>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong>Quando la Guerra detonò con tutta la furia devastatrice inimmaginabile l&#8217;uomo metallico lasciò impronte sul suo terreno, ma si sarebbero presto dissolte: fu la Guerra a lasciargli un&#8217;impronta indelebile sull&#8217;hard disk. Quel che successe fu di tale portata che tutti i libri di Storia andarono a fuoco; solo l&#8217;uomo metallico avrebbe poi potuto testimoniare l&#8217;esistenza di un <em>prima, </em>dell&#8217;<em>attraverso. </em>Furono le città a gonfiarsi di uomini fino a traboccare, la claustrofobia incedeva senza sosta con lo spazio vitale in picchiata verso zero, così come le risorse disponibili, costringendo gli uomini a dichiararsi guerra, senza frange, ognuno contro gli altri; successe che questa furia si fece martello pneumatico perpetuo, gli uomini una volta persa la propria umanità continuarono a massacrarsi anche dopo aver recuperato lo spazio vitale necessario: i sopravvissuti furono briciole. L&#8217;uomo metallico avrebbe registrato le immagini con dedizione: per questo compito era stato costruito. Zigzagando fra i corpi inanimati, devastati, trovò un uomo con il cranio perforato da un trapano a energia solare: lo aggiunse all&#8217;archivio; parte del suo corpo di metallo era stato ricavato da un pezzo di un trapano simile, ma per lui questo era un puro dato di fatto, giacché scevro d&#8217;emozioni.  Poco oltre un uomo gli chiese soccorso con intensità di tono morente, in proporzione inversa rispetto a quella dei passi affrettati da ciò che i suoi circuiti interpretarono come un ordine: fu come un frastuono di ferraglia agitata con foga all&#8217;interno di un gargantuesco shaker; quando finalmente giunse fu troppo tardi. Proseguì nel suo cammino imbevuto di sangue: vide uomini costringersi le budella dentro il ventre con le mani, avviati all&#8217;inevitabile. Non una volta si sarebbe voltato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/810/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=810&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Hal Incandenza</media:title>
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		<title>Cinque minuti con una lattina di Sprite</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[la coop sei tu]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;infinito è alla nostra portata intuitiva. Fermatevi un minuto nel bel mezzo di un centro commerciale e osservate quello che &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/23/cinque-minuti-con-una-lattina-di-sprite/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=798&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">L&#8217;infinito è alla nostra portata intuitiva. Fermatevi un minuto nel bel mezzo di un centro commerciale e osservate quello che accade mentre il vostro flusso di pensieri scorre per descriverlo, le persone e le cose che si spostano &#8211; rispettando reciproci ruoli &#8211; in traiettorie multiformi mosse da impulsi e motivi poliedrici vari di attimo in attimo; immaginate che dentro tutte queste persone scorrano ulteriori flussi di pensiero che descrivono in maniera più o meno attenta o affrettata una porzione visiva diversa dalla vostra, che può comprendervi centralmente, perifericamente o non comprendervi del tutto, che queste porzioni di spazio contengano persone e cose che spostandosi ne includono ed escludono continuamente di altre, che nello spazio di queste altre persone immediatamente incluse ve ne siano altre e che si possa ripassare da voi facendo il giro di qualche continente, se non del mondo intero attraverso navi aerei mongolfiere, e come la catena finisca per coinvolgere tutti quindi anche qualche astronomo in procinto di osservare l&#8217;universo con un telescopio, e chissà quante cose accadono nell&#8217;universo in un minuto. Intanto il tempo scorre.</p>
<p style="text-align:justify;">Supermercato Coop, ore 10:01, aria condizionata glaciale, illuminazione quasi ustionante. La lattina di Sprite è esposta in prima fila: scintilla, riflette, aspetta impaziente il consumatore quasi fosse un cucciolo ingabbiato in un negozio di animali. Ci sono (almeno) tre tipi di atteggiamento riscontrabili verso le merci in prima fila:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li>Diffidenza: il consumatore pensa che la merce in prima fila sia esposta in bella vista perché «qualcosa non va»: data di scadenza imminente, variegati difetti formali (tipo ammaccature da caduta), possibili alterazioni qualitative; il risultato è che il consumatore scavalca con la mano la prima fila e afferra un prodotto dietro la trincea; nel caso non vi fosse nulla e la prima fila potesse dunque essere considerata ragionevolmente l&#8217;<em>unica,</em> il consumatore diffidente immagina che questo sia avvenuto per successiva erosione di prime file precedenti, e che quindi prima quei prodotti si trovassero in fondo a tutti gli altri, così va a pescare dalla fila in questione in tutta tranquillità.</li>
<li>Frettolosità: sforzo minimo; il consumatore si limita ad afferrare il primo prodotto che gli capita a tiro all&#8217;interno della tipologia che gli serve, che tipicamente è situato in qualche punto della prima fila; lo sforzo può considerarsi ancor minore se il consumatore in questione si è portato dietro una lista della spesa.</li>
<li>Catatonia: raro ma riscontrabile; lo sguardo del consumatore rimane bloccato davanti alla mole terrificante della merce, si rianima dopo qualche secondo, dunque (il consumatore) afferra un prodotto dalla prima fila; non è detto che gli servisse.</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Una donna &#8211; atteggiamento di tipo 2. &#8211; afferra con gesto repentino la lattina di Sprite situata accanto a quella di questa storia: una voragine prende forma. Se &#8211; come prima appurato &#8211; non è detto che si scelga una data lattina di Sprite piuttosto che un&#8217;altra per un qualche motivo, possono essercene vari &#8211; più o meno razionali &#8211; per cui scegliamo una lattina di Sprite piuttosto che una di Fanta, e sono motivi molto diversi da quelli che ci spingono a preferirla a una lattina di 7 Up.<br />
Questa voragine apre una corsia preferenziale verso la <em>nostra</em> lattina, che in effetti viene subito agganciata da un ragazzo fino a poco prima a mani vuote: si dirige immediatamente verso una cassa. La lattina è l&#8217;unica cosa per cui è entrato nel supermercato o ha appagato il bisogno residuo dopo diverse mancanze? E se invece &#8211; non avendo il ragazzo trovato quello che cercava &#8211; la lattina fosse solo un ripiego per non uscire a mani vuote? O, ancora, se si fosse dimenticato lo scopo per cui è entrato nel supermercato e avesse &#8211; vagando per i corridoi alla vana ricerca di una fulminante illuminazione &#8211; sviluppato una <em>certa</em> sete? E se la lattina fosse il risultato di quella illuminazione?<br />
Il ragazzo &#8211; appena fuori dal negozio &#8211; travasa con rapidità furiosa nell&#8217;esofago il contenuto della lattina, la accartoccia e la lancia in un cestino della spazzatura a lato. Dopo l&#8217;assimilazione del frizzante liquido anche questa storia è destinata &#8211; con esso &#8211; a spostarsi da una lattina a un corpo, ma la continueremo un&#8217;altra volta.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/798/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=798&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Zeta, la ragazza sul filo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 13:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[funambolismo]]></category>
		<category><![CDATA[Georg Cantor]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto ciò che ci circonda ha un potenziale illimitabile che non necessariamente tradurrà; ogni albero è in contemporanea potenzialmente: {tavolo, &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/21/zeta-la-ragazza-sul-filo/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=784&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Tutto ciò che ci circonda ha un potenziale illimitabile che non necessariamente tradurrà; ogni albero è in contemporanea potenzialmente: {tavolo, sedia, libro&#8230;}. Per quanto riguarda Zeta, l&#8217;insieme &#8211; alla nascita - delle sue potenzialità non comprendeva: {commercialista, ingegnere, avvocato&#8230;}.<br />
Zeta portava un caschetto di capelli color eclissi totale e aveva una minuta corporatura fragile, quasi vetrosa, e a chi capitasse di urtarla saliva il terrore di averla frantumata, ma fortunatamente non accadde mai, che si frantumasse. Zeta ti cadeva sulle ginocchia in un movimento tanto rapido quanto inconsistente e appena percepibile, quasi cotone,  e poi ti chiedeva &#8211; con la sua voce squillante a debordare entusiasmo &#8211; di raccontarle una storia. Di solito era sua zia a raccontarle le storie, dato che i suoi genitori lavoravano tutto il giorno, e quando tornavano a casa, la sera molto tardi, somigliavano a dei fantasmi sgonfi senza espressione. La zia Emme le raccontava le avventure della forchetta che avevano appena usato per mangiare i rigatoni, o l&#8217;incredibile solitudine dello spazzolino fra due lavaggi dentali successivi; Zeta amava questo genere di storie.<br />
Emme, che degli uomini non avrebbe mai voluto saperne, e bisogna dire che ne rifiutò parecchi, o forse &#8211; ancora meglio &#8211; che non ne prese mai davvero in considerazione nemmeno uno, era ormai una donna anziana con parecchi dolori ramificati qua e là, e per quanto le dispiacesse non riusciva a portare Zeta a fare qualche passeggiata fuori casa. Così accadde che all&#8217;età di quasi sei anni &#8211; in uno dei rari giorni di ferie di sua madre, Acca &#8211; Zeta fosse portata per la prima volta in un parco pubblico; si voltò meravigliata a cercare lo sguardo di Acca e disse: «Guarda mamma quanti spinaci!».</p>
<p style="text-align:justify;">All&#8217;età di otto anni Zeta assaggiò il suo primo caffè: le piacque. Si innamorò di Pi, il ragazzo grande che abitava nell&#8217;appartamento attaccato a quello di Emme, anche se era più un ragazzo esternamente grande, dato che stava cercando di vivere &#8211; con ampio ritardo &#8211; quell&#8217;infanzia che non aveva mai avuto, perché trovatosi troppo presto di fronte a decisioni che di solito si prendono da adulti, e a viverne conseguenze . Zeta bussava alla porta di Pi ma il suono prodotto era così debole che in pratica ogni volta era costretta a suonare il campanello, e poi Pi apriva la porta senza trattenere uno spontaneo, eloquente sorriso. Pi le raccontava tante storie, ma le sue preferite erano quelle sui paradossi di Zenone, che Pi era solito rimodellare mettendo la lumaca al posto della tartaruga piuttosto che Superman al posto di Achille o il proiettile cartaceo di una cerbottana &#8211; costruita con una biro avente esaurita la propria funzione scrittoria &#8211; al posto della freccia. Non sempre Zeta riusciva ad afferrare certi concetti, ma era bello, pensava, poter correre per sempre senza arrivare mai, in qualsiasi posto si volesse andare. Un giorno, comunque preannunciato, Pi dovette trasferirsi lontano per andare a studiare all&#8217;Università; prima di andarsene regalò la sua piccola tartaruga di ceramica a Zeta, che l&#8217;avrebbe conservata per sempre, non solo appoggiata su una mensola ma ben conficcata in quel quadrilocale attraversato senza tregua dal sangue.</p>
<p style="text-align:justify;">A dodici anni, Zeta, che era ancora eterea e si nutriva prevalentemente di latte, mele e biscotti, capì di avere uno spiccato senso dell&#8217;equilibrio, quasi per caso, quando le capitò di imbattersi in una di quelle travi che ogni tanto vengono disposte nei giardinetti pubblici, <em>dalla</em> quale lei non solo non cadde ma <em>sulla</em> quale si mise a correre, volteggiare, saltare senza la minima incertezza corporea. Iniziò a replicare gli stessi gesti su funi, fili, cavi via via più sottili, sempre con immutabile eleganza.</p>
<p style="text-align:justify;">Zeta, al liceo, percorreva i corrimano tra lo stupore di chi saliva o scendeva le scale, a fianco, anche se presto quella finì col divenire &#8220;una cosa come tante&#8221; e lo stupore lentamente ma inevitabilmente si placò, drenato dall&#8217;abitudine. Cominciò a frequentare qualche ragazzo della sua età; zia Emme non fece nulla per nascondere la portata &#8211; uraganica &#8211; della propria disapprovazione. Consumava tra i cinque e i sei caffè al giorno, questo nelle giornate che lei stessa definiva &#8220;normali&#8221;, anche se non si era mai presa la briga di specificare cosa intendesse davvero, forse perché una definizione esplicita avrebbe trasformato tutte le giornate in &#8220;normali&#8221; con l&#8217;acquisizione di certe consapevolezze, e sono consapevolezze il cui peso non tutti sono in grado di reggere.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando Emme morì, Zeta, che aveva compiuto da poco diciannove anni, rivolse &#8211; d&#8217;istinto &#8211; lo sguardo al cielo, senza ricevere risposta; si fermò un attimo, i segni della sua tristezza cominciavano a grondare, e poi capì dove cercare: fra le posate, accanto ai lavandini, dentro gli scaffali, sui tavoli; un sorriso monco si fece timidamente strada sul suo viso.</p>
<p style="text-align:justify;">Un giorno d&#8217;autunno, Zeta distese obliquamente un filo appena visibile fra due balconi di via Lagrange a Torino. Sistemare qualcosa di obliquo in un qualche punto di Torino è come fare dei ghirigori su un quadro di Mondrian. Poi iniziò a percorrerlo, alla sua maniera, e insistette nelle sue evoluzioni così a fondo che da un certo punto si smise di capire dove finisse lei e dove iniziasse il filo, quasi fosse un suo organo esosomatico; colmò un vuoto nell&#8217;aria: cose prima graniticamente distanti parvero toccarsi per qualche istante; dilaniò centinaia di processi induttivi, fece gemere di dolore altrettanti occhi trascinandoli nel sogno per poi sbatterli di nuovo a terra, dov&#8217;erano sempre stati, come una caduta di gravi dall&#8217;altezza del Prodigio; sembrava volare, una sua giravolta nell&#8217;aria fu come lava quando fugge da un cratere.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi iniziò a stendere fili da ogni parte, tesseva la sua tela sopra la città, e un giorno passò sopra la mia testa e me ne innamorai, la seguii ovunque pur non potendo che guardarla dal basso: anche solo tendere una mano nella sua direzione mi sarebbe parso meschino, irrispettoso. Dopo qualche giorno scomparve nel nulla e nessuno l&#8217;avrebbe mai più rivista, anche se presenzia ancora oggi nei racconti delle persone; si dice che fu una folata improvvisa di vento a portarla via, chissà dove. Chissà dove.</p>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/784/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=784&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Metacibernetica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Von Foerster]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenico Gullia, malinconicamente alla finestra, osserva il mondo-fuori; la zanzariera gli offre una visione reticolare delle cose. A un tratto &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/17/metacibernetica/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=781&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Domenico Gullia, malinconicamente alla finestra, osserva il mondo-fuori; la zanzariera gli offre una visione reticolare delle cose. A un tratto un altro Domenico Gullia si materializza sul prato in corrispondenza dell&#8217;altalena; non si tratta di una visione/allucinazione ma di una entità fisica reale e palpabile. Il non-doppio saltella, fa le capriole sull&#8217;erba, ride di gusto, ma con evidente sforzo, forse sta sbeffeggiando il Domenico Gullia dall&#8217;altra parte della finestra. Gli sguardi dei due entrano in asse e si incastrano, paralizzati: Domenico Gullia guarda se stesso guardare se stesso guardare se stesso guardare se stesso guardare se stesso guardare se stesso guardare se stesso guardare se stesso&#8230; Questo moltiplicarsi di sguardi autoreferenziali è un semplice accumulo visivo che esplode con andamento esponenziale (fig. -&gt; <a title="&quot;scoppia&quot; a infinito" href="http://www.ripmat.it/mate/a/immagini/esponenziale02.jpg">[1]</a>) oppure ogni sguardo che getta e riceve su di sé accresce la sua autoconsapevolezza (fig. -&gt; <a title="ciclo vonfoersteriano" href="http://www.pep-web.org/document.php?id=irp.04.01810.fig_2.jpg">[2]</a>) ?<br />
Domenico Gullia definisce la solitudine: «è quando hai appena finito di vedere un film e ti chiedi se a lei sarebbe piaciuto, ti rispondi di sì, e allora immagini quanto sarebbe stato bello averlo visto insieme, ma ormai non è successo».<br />
Il Sistema ci ha insegnato a ragionare in maniera causale, ovvero che le cose accadono secondo lo schema: scelte -&gt; conseguenze, il che si verifica nei processi lineari, che sono rari. Generalmente i processi in cui siamo coinvolti sono circolari e retroattivi: schiaccio l&#8217;interruttore e mi illumino: causo un effetto che causa un effetto sulla causa, che sono io stesso. Quando prendo una scelta la conseguenza incide su ogni mia scelta simile successiva e così via, e ogni scelta è influenzata da ogni conseguenza precedente di scelte altrui che mi riguardano che sono a loro volta, insomma avete capito; perdere tempo a stabilire se vengano prima le scelte o le conseguenze è un po&#8217; come perderlo con la storiella dell&#8217;uovo e della gallina: a voi la scelta. A questo punto distinguere tra scelte e conseguenze è addirittura ridondante e adotterei il seguente schema: conseguenze -&gt; conseguenze, sempre che non crediate in un qualche dio, in quel caso potreste attribuirgli la scelta da cui tutto è partito (a braccetto con Tommaso d&#8217;Aquino, che onestamente parlando è un buon abbracciarsi), ma non ringraziatelo da parte di Domenico Gullia per questo, che ne avrebbe fatto volentieri a meno, della scelta originaria.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/781/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=781&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Hal Incandenza</media:title>
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		<title>La struggente nostalgia di una formica di peluche</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nel cassettone vige un&#8217;atmosfera plumbea, lo spazio si comprime di settimana in settimana, esplode la claustrofobia, gli oggetti si ammassano, si schiacciano, premono. Sei soffocata da un trenino di plastica. Non sempre le cose sono state così, per te. Un tempo posavi sul comodino a fianco al letto della bambina, i suoi polpastrelli di caramella mou carezzavano piacevolmente la tua superficie morbida e nera, potevi sentire la sua voce come una brezza, l&#8217;odore di biscotti o di dentifricio alla menta, a seconda, e i suoi enormi, pieni, occhi verdi vigilare su di te. Ma ora sei qui, nel cassettone generalista, lo scarto percepito fra il prima e il dopo si dilata a raggiungere proporzioni galattiche, preme sulla tua testa insieme al treno. Ogni tanto la bambina lo apre, il cassettone, ma raramente ti afferra, perché sei archiviata troppo in basso, e anche quando ciò succede non fa che peggiorare le cose: l&#8217;illusione si accende come nafta ma nessuno ti ha munito di estintori.</p>
<p style="text-align:justify;">Succede qualcosa di simile anche tra esseri umani. Una persona ti chiude in un cassetto perché fa comodo avere qualcuno su cui poter contare, nel caso disperato, nel caso di un vuoto, nel caso di una fulminante nostalgia; probabilmente questa persona non la convinci, anche se non riesce a illustrarti i motivi, magari ti dice che non c&#8217;è niente che non vada però non è così, altrimenti che motivo ci sarebbe di chiuderti in un cassetto?, allora ti lascia lì in attesa e va a farsi un giro per vedere cosa trova intorno, ogni tanto torna ad aprire il cassetto per controllare che non ti sia mosso, e la conferma è potentemente consolatoria, perché là fuori non sempre si trova qualcosa e può capitare di dover aprire &#8211; in via definitiva &#8211; quel cassetto, eventualmente sbuffando un po&#8217;. Io, per esempio, preferisco andare a nascondermi in cantina, dove sono sicuro che non verrai a cercarmi mai.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/777/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=777&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La fugace estasi di un frullatore Moulinex</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gesti]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Temperatura 21.6 °C, umore sotto la media, luce spettrale al neon. Ci sono decisioni che investono in un senso quasi &#8230;<p><a href="http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2011/11/15/la-fugace-estasi-di-un-frullatore-moulinex/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=771&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Temperatura 21.6 °C, umore sotto la media, luce spettrale al neon. Ci sono decisioni che investono in un senso quasi automobilistico. Il ragazzo è  incollato catatonicamente con lo sguardo al cartone del latte, i suoi pensieri smettono di disperdersi in tutte le direzioni per convergere in un unico punto. A ridosso di quel punto una sensazione si fa strada come una trivella: apre, sventra, dilania. Vorrebbe poter applicare una sostituzione, il ragazzo, ma in cuor suo è consapevole che certi legami non si possono rimpiazzare, che quando decidi di reciderli, per un motivo o per l&#8217;altro, sarai costretto per sempre a fissarne le macerie. Se bisogna buttare giù degli edifici non è tanto per riassegnare quella fetta di spazio quanto per evitare che proiettino annichilenti ombre su quelli nuovi, eventuali, quando sono ancora bassi e in fase di costruzione. Pensa: sei stata come una famiglia; non le dirà nulla di simile perché è sicuro che non ci crederebbe. Ha sempre avuto problemi a dimostrare i suoi sentimenti, forse perché fin dal liceo ha associato le dimostrazioni ai teoremi matematici, con tesi ipotesi procedimenti; non riesce a procedere sul piano sentimentale come su quello cartesiano, spera non sia necessario.<br />
Il frullatore alle sue spalle scalpita, freme, brama i suoi due minuti circa di psichedelia rotatoria. Il ragazzo è pronto a soddisfarlo: affetta le banane in rondelle ben proporzionate e le fa scivolare al suo interno, poi versa del latte, nella giusta quantità, che stabilisce nel momento in cui le rondelle iniziano a galleggiare, infine incastra il coperchio e pigia il tasto ON. Le cose intorno al frullatore iniziano a confondersi, sfumano una dentro l&#8217;altra fino a omogeneizzarsi, il suo punto di vista in piena rotazione costeggia l&#8217;irracontabile per poi gettarvisi, si esauriscono i colori, il movimento è implacabilmente emicranico, spaesante, tornadico, è la fine di ogni possibile percezione del fuori, il contatto intimo con il proprio epicentro, l&#8217;immersione; i fantasmi si manifestano nel loro silenzio tombale, sono allucinazioni o proiezioni di sé nello spazio omogeneizzato circostante?, dipinti cangianti su tela incolore; ogni forma si fa nuda, una nudità sfacciata e senza candore, ossimoricamente innaturale; OFF.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/illustrazioniallegoriche.wordpress.com/771/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=illustrazioniallegoriche.wordpress.com&amp;blog=6540399&amp;post=771&amp;subd=illustrazioniallegoriche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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