Grindhouse – A prova di morte

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA

USA 2007 Regia: Quentin Tarantino Durata: 87 minuti

Cast: Kurt Russell, Sydney Tamiia Poitier, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Tracie Thoms, Rosario Dawson, Zoe Bell, Mary Elizabeth Winstead, Rose McGowan, Eli Roth, Omar Doom

Pensavo che la questione “sequenza dell’anno” fosse stata chiusa dalla scena dell’omicidio del tassista in Zodiac, mi sbagliavo.
Tarantino rilancia con un “incidente” automobilistico, accompagnato da una musica che aumenta il pathos prima dello scontro, truce quanto una carneficina da arma da fuoco, visivamente potente, tanto da turbare il sonno. L’iperbole visiva dell’anno? Vedremo.
L’incipit è straordinario (as usual), Quentin sa come attirare da subito l’attenzione dello spettatore (piedi e sederi in vista, tunes formidabile).
Tutte le componenti essenziali del cinema tarantiniano sono qui presenti: splatter (basta solo avere un po’ di pazienza), dialoghi sporchi e minimali, gli omaggi da buon cinefilo amante dei B-movies (genere a cui questo film VORREBBE appartenere), il feticismo per i piedi, la vendetta al femminile, la colonna sonora da capogiro. La fotografia, curata dallo stesso Quentin, da al film la giusta ambientazione anni 70.
Armi da fuoco e katana vari sono stati sostituiti da automobili, i personaggi non sono più dei killer o dei gangstar, ma la sostanza è sempre la stessa.
Qualche invenzione comunque c’è, una su tutte il taglio di una sequenza fondamentale, attraverso il trucco della bobina mancante (“bobina mancante, la direzione si scusa”), che lascia intuire allo spettatore (nonchè fantasticare…) cosa accada nel momento topico della vicenda.
I detrattori di Quentin avranno molte frecce al loro arco.
Troppi dialoghi, si potrà dire, ma gradevoli e divertenti.
Le parti che precedono le sequenze ad alto contenuto di violenza sono troppo lunghe, verrà obiettato, ma sono in realtà un’ottima preparazione alle stesse, e servono a creare il climax necessario.
La violenza è gratuita, si urlerà a gran voce, ma è sempre accompagnata da una forte dose di umorismo (forse un tantino meno forte del solito).
Lasciatemelo dire, nessuno vuole difendere Tarantino a tutti i costi (o forse sì?), ma parlare male di un film che ha così pochi difetti è veramente impossibile.
Il trittico le iene – pulp fiction – death proof è come salsiccia – birra – crauti (e poco importa che death proof rappresenti i crauti).
Sicuramente uno dei film più divertenti e piacevoli dell’anno (divertimento per adulti, sia chiaro). Il primo giugno, se cercate un’iniezione di adrenalina dritta in vena, SAPETE cosa fare.
[otto e mezzo]

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19 pensieri su “Grindhouse – A prova di morte

  1. graciasanch’io il primo giugno sarò in sala (ma che rodriguez si tolga dalla testa che io vada a vedere il suo di episodio eheh)non mi aspetto piaccia a tutti, comunque, potrebbe dividere abbastanza

  2. no, preso da cannes piuttosto ehehavevo talmente paura che tarantino potesse toppare che non ho resistito alla preview lo rivedrò sicuramente, comunque, fra una settimana, e sarò molto più tranquillo…

  3. dalla prima visione posso dirti che invece l’obiettivo del film è stato centratola seconda e necessaria visione non stravolgerà il mio punto di vista nè in positivo nè in negativo, ma se volete la mia opinione, quentin non ha toppato (prima o poi quasi tutti sbagliano, non è ancora il suo turno, a mon avis)

  4. Io sono incuriosita anche da quello di Rodriguez… più che altro per il personaggio della donna con la gamba/mitragliatrice.

  5. @delirio: se danno la palma a sokurov tutti in giro nudi a festeggiare eheholtre che per il premio, anche perchè così forse lo distribuiscono anche da noisperiamo@zed: rodriguez potrebbe essere la causa del flop americano di grind house… non so se lo guarderò, ma potrei cambiare idea

  6. Ma hai visto la versione integrale, quella che sarà distribuita in Italia, o la versione USA che era stata tagliata per far rientrare il film nel double-bill con rodriguez?

  7. L’unica cosa che non mi è chiara è perché con tante cose buone che ci sono da mangiare hai scelto proprio salsiccia, birra e crauti??Sulle critiche a tarantino sul mio blog trovi un divertente pezzo di un’intervista!ciao!

  8. grandissimo tarantino citazione-citazionista-omaggiante-rivisitato.sono ancora indeciso fra l’otto e mezzo e il nove ma siamo lì. good night….and good luck..^^

  9. Secndo me il desiderio di essere B, di uniformarsi quasi camaleonticamente a qul cinema è il tratto più distintivo di Death proof (anche più delle sue riflessioni pseudoteoriche sul cinema di genere). specialmente quel finale un po’ volutamente cheap è la sequenza forse più derivativa (e anche divertente) di questo atteggiamento.

  10. il finale volutamente cheap riassume decisamente bene l’atteggiamento tarantiniano, l’ho gradito molto, esattamente quello che ti aspetteresti da un B-moviedome

  11. visto ieri, infine.non è nemmeno un po’ al livello di quello che tarantino ha fatto prima, secondo me. Però ci ha provato.

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