Talk Radio

USA 1988 Regia: Oliver Stone Durata: 110 minuti

Cast: Ellen Greene, Alec Baldwin, Eric Bogosian

Oliver Stone non è di certo il mio regista preferito, a dimostrazione di ciò ho evitato tutti i suoi film recenti (a cominciare da World Trade Center, cui sono preconcettualmente contrario) e non ho apprezzato NBK (che tenterò di rivalutare fra qualche giorno).
Questo film non è il migliore di Stone, molto probabilmente, ma sicuramente è quello che mi è piaciuto di più.
Uno Stone meno dimostrativo, pretenzioso e qualunquista (avete letto bene) del solito ci descrive un personaggio molto particolare quale Barry Champlain, conduttore del programma radiofonico “voci della notte”.
Barry è dedito all’insulto programmatico nei confronti dell’interlocutore, si crede un messia, ma deve fare i conti con le conseguenze delle sue esternazioni estreme, che vengono colte con sfida da chi sta ad estremi opposti.
In realtà Barry non è un profeta, solo un antieroe metropolitano, che predica democrazia e tolleranza quando è il primo a non tollerare.
I suoi discorsi sono spesso banali e irritanti, ma la gente continua a volergli parlare, l’ambiente suburbano ne è assuefatto e ne ha bisogno per sfogarsi.
La vita privata di Barry, invece, non è molto interessante, e il film sarebbe risultato migliore tralasciandola.
Ricorsivo, paranoico e claustrofobico, “talk radio” offre il meglio negli scontri verbali tra Barry e il pubblico, nonchè nei monologhi del primo.
E’ soprattutto un film sulla difficoltà di comunicazione dell’America post-Vietnam, sul piacere dello scontro verbale (e non solo), sull’incapacità di ascoltare e di capire chi non la pensa come noi.
Mostra quanto il mondo di oggi sia troppo attaccato agli “indici di ascolto” più che al valore intrinseco del contenuto (Stone non è sincero, in questo caso).
Lo scontro verbale non controllato sfocia nella violenza, violenza di cui il mondo sembra non poter più fare a meno.
La voglia di raggiungere il successo intacca la qualità del contenuto (nei discorsi di Barry quanto in molti successivi film di Stone), di questo possiamo essere certi.
Gli Stati Uniti sono la vera patria del qualunquismo, dell’incomunicabilità, della depressione?
Il finale è quanto di più bello Stone abbia mai girato, struggente e toccante.

[otto]

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13 pensieri su “Talk Radio

  1. (giusto perchè si sappia, oliver stone mi piace eh! il suo film migliore, comunque, è platoon, anche se a talk radio sono molto affezionato, lo rivedrei più volentieri che non platoon)dome

  2. “”””Uno Stone meno dimostrativo, pretenzioso e qualunquista (avete letto bene)!””” BUUUUUUU-turn è un capolavoro anche se fa schifo!!!

  3. il buuuu me lo sono meritatoci tengo a sottolineare che non sono anti-stoniano, nel modo più assoluto, solo che se fosse un po’ meno pretenzioso (lui crede di sapere tutto) sarebbe molto più simpaticou-turn non l’ho visto, posso guardarlo senza pericolo di lancio del telecomando contro il televisore?

  4. io dico basta con i film post-vietnam…mi sa che l’america ne ha sfornati anche troppi di film del genere..è stata la più grande sconfitta (morale e non) dell’america e va bene…pero dopo Apocalypse now o goodmorning vietnam, cosi si può ancor dire di interessante?

  5. @bensg: esatto, uno di quei film a cui uno si affeziona@rovistata: non sono d’accordo, ad esempio full metal jacket dove lo metti?per talk radio il discorso è nettamente diverso, è un film post-vietnam nel senso che viene dopo la guerra, ma non è un film sul vietnam

  6. A partire da lunedì 28 maggio 2007 sarà on line su http://www.playthelab.it NseriesLovesCinema, il primo progetto nato dalla convergenza tra diversi media e strumenti di comunicazione che vedrà gli spettatori partecipare attivamente allo sviluppo e realizzazione della storia come autori o come attori. Collegandosi al laboratorio creativo http://www.playthelab.it si potrà accedere alla prima traccia da seguire per partecipare come autori o come attori all’episodio iniziale di “Tigri di carta”, l’unico serial movie interamente realizzato dali utenti. Un serial-movie, in 14 episodi della durata di 3 minuti ciascuno, che fonde il cinema con il fumetto. Due grandi attori italiani come Alessandro Haber e Rocco Papaleo saranno i protagonisti di questo serial che nasce sotto il segno del noir e porterà il pubblico in un mondo tanto surreale da essere reale. Sarà solo grazie ai contributi che gli spettatori vorranno fornire sia in qualità di autori che di attori che la storia prenderà vita nella sua forma più completa e finale. Il serial sarà coprodotto con On my Own di Roberto Cicutto e Luigi Musini, già fondatori della Mikado ed in collaborazione con Medusa Multicinema. Il risultato finale sarà una contaminazione di stili e tecniche: in fase di lavorazione del serial, alcune ambientazioni fotografate con il multimedia computer Nokia N95 o filmate con il Nokia N93i, saranno trattate in post produzione e integrate con il girato realizzato con la tecnica Chroma key che, inserendo gli attori in un ambiente costituito unicamente da un fondale verde, permette di ottenere effetti speciali di grande suggestione che imprimeranno al serial-movie un tono da Graphic Novel. Il fumetto diventa così uno degli elementi fondamentali nella realizzazione di questa sperimentazione e per questo Nokia Nseries non poteva che coinvolgere due grandi protagonisti di questo mondo. A “guidare” tutti i partecipanti sul sito http://www.playthelab.it , che da anni si è avvalso della partecipazione di alcuni grandi protagonisti del cinema internazionale tra i quali Terry Gilliam, Wim Wenders, Ferzan Ozpetek, Valeria Golino , ci saranno infatti Lorenzo Bartoli, autore del famosissimo fumetto cult John Doe, e Daniel Zezelj, visionario e poetico illustratore nonché autore di famosissime “graphic novels” per il New York Times Book Review, la DC Comics e non solo.

  7. [vedo che lo spammatore anonimo di P*** T** L** é arrivato pure da te.Auguro che affondi questo progetto, visto che mi ha decisamente rotto il suo spam.]Su talk radio non esprimerò nessun giudizio, però vorrei ricordare quanto é bello il finale con Telephone Line dell’Electric Light Orchestra.Dieci solo per quello.Byez

  8. Film stupendo, Eric Bogosian sfoggia un’interpretazione grandiosa, uno dei migliori film di Stone.Buon finesettimana!

  9. Secondo me è l’unico film davvero buono di Stone… ma forse sono di parte, chè lo odio da sempre!WTC è l’ennesima conferma della sua vacuità: la peggiore pellicola della stagione!

  10. wtc non l’ho visto e molto probabilmente non lo vedrò mai, non voglio arrabbiarmi con stone, che tutto sommato non è antipatico

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