Bowling For Columbine

IN MOORE WE TRUST!

USA 2002 Regia: Michael Moore Durata: 123 minuti
Bisogna proprio dirlo, questi sono i veri horror.
Difficile che un film possa sollevare così tante domande, assai più raro che cerchi di dare anche delle risposte plausibili.
Per quanto riguarda il lato prettamente tecnico è stupefacente: montato da dio con un ritmo da action movie, non c’è un solo minuto di noia.
I contenuti, comunque, sono la cosa più importante in questo caso.
Il regista usa come “scusa” la strage studentesca, avvenuta il 20-4-1999, alla Columbine High School di Littleton (Colorado) come punto di partenza per la sua atroce satira.
Il simpaticissimo Moore sa che ogni piccolo dettaglio può e deve essere usato a sostegno della sua tesi e, seppur il documentario sia sfegatatamente partigiano, dovrebbe essere motivo di riflessione per tutti.
Perchè gli americani si odiano tra di loro? Perchè negli U.S.A. c’è il numero di morti da arma da fuoco più alta del globo (circa 11.000 annui)?
Sarà colpa del passato violento? E allora la Germania non dovrebbe essere un Far West?
Sarà allora colpa della facilità con cui si possono reperire le armi (scandaloso, tra l’altro, il regalo del fucile con l’apertura del conto in banca)? E perchè in Canada allora c’è meno di un decimo degli omici che non negli USA?
Non sarà per caso colpa della disomogeneità “razziale”? In Francia e in Gran Bretagna perchè non è così, allora?
E’ colpa di Marilyn Manson, sentenziano i media.
E’ colpa del regime della paura e del sospetto generato, tra gli altri, dai media, sentenzia Moore.
E non (h)a torto. Le mie argomentazioni? Le stesse del regista.
L’11 settembre ha fatto toccare al regime il suo vertice massimo.
Spettacolare quando riesce a far togliere i proiettili dagli scaffali di K-Mart (ma vi immaginate comprare dei proiettili in un ipermercato?) ma anche quando, un po’ troppo affascinato, un po’ troppo voglioso di dimostrare, Moore si fa prendere la mano e descrive il Canada come la Terra Promessa.
Le frecciate alla politica di Bush non mancano, e nemmeno quelle nei confronti di alcune associazioni, Moore ne ha davvero per tutti.
E’ un film educativo, che aiuta a capire i motivi della violenza cercando di scavare a fondo, non fermandosi in superficie. Moore e la sua satira vanno a bersaglio, ripetutamente.
Grande successo e premi un po’ ovunque (tra cui l’oscar al miglior documentario).
Fa molto riflettere, ma anche molta paura.
Monumentario.

[nove]

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23 pensieri su “Bowling For Columbine

  1. Dire che le sole prime due righe che hai scritto sono efficaci è dire poco..Questo non l’ho visto, ma immagino che non differisca molto da Farenheit 9/11 nei piglio polemico e nella validità dei contenuti.Inutile dirti che aspetto Sicko, quanto un bambino aspetta la notte di natale!Nb: che i media dicano che è colpa di Marilyn Manson non mi stupisce.. E’ uno dei motivi per cui non farei mai il giornalista, neanche se mi offrissero la poltrona del tg1 in prima serata!Che schifo..

  2. sicko deve essere quantomeno interessante, ho letto di cosa parlaio amo quest’uomo perchè, oltre ad avere una grande dimestichezza col mezzo cinematografico dice cose per cui vale la pena spalancare le orecchiedome

  3. “Bowling a Columbine” è il film di Moore che mi è piaciuto di più fra quelli che ho visto. Memorabile l’intervista a Charlton Heston, che inizialmente non capisce il reale punto di vista dell’intervistatore…

  4. Secondo me molto meglio di Fahrenheit…Moore comunque in fatto di documentari sa il fatto suo…montaggi stupendi e argomenti di sicura presa.Furbo e Bravo 😉

  5. il suo miglior film, fonde meravigliosamente intento documentaristioc e informativo (davvero hai ragione, questo sì che è horror anche perchè molto reale) e montaggio e sequenze genialmente creative (i cartoon sono bellissimi).

  6. Mi trovi d’accordo praticamente su tutto, un’opera che dovrebbe essere fatta vedere alle scuole medie.La scena con quella cariatide fascista di Heston è agghiacciante.Meno spettacolare di FAHRENHEIT ma più integro e compatto.

  7. @noodles: già i cartoon sono molto bellisì un horror in presa diretta sulla realtà, proprio il genere che amo (molto più dell’horror in senso classico)@countryfeedback: sì sono d’accordo, andrebbe fatto vedere più e più volte

  8. Fatto.Moore piace anche a me, non lo definirei monumentario, ma merita : sia per temi trattati che per tecnica di montaggio.cmqbel blog..anzi, se permetti, ti linko subito..spero farai lo stessograzie

  9. E’ il documentario di Moore che preferisco: fa davvero riflettere oltre che mettere molta paura!!! Ciao, Ale.

  10. Grandioso Moore!Questo devo ancora vederlo, ma gli altri li ho visti tutti!Quest’uomo apre gli occhi su questioni che, per una ragione o per un’altra (ma mai giustificata), gli uomini al comando non sanno (e non vogliono) guardare…per fortuna c’è il cinema… quello vero ;pChiara (UnaFinestraSulCinema)

  11. anche roger & me?quello mi mancaio direi che lo vedono, eccome, è per questo che cercano di nasconderlo al popoloper fortuna c’è moore (che poi molte cose si sappiano già poco importa, bisogna avere anche il coraggio di dirle!)

  12. Ehm, no… hai ragione anche “Roger & Me” mi manca, ma non so dove trovarlo.Lo vedono, e sanno anche che se non se ne avrà cura si arriverà a conseguenze spaventose… eppure, proprio perchè il tutto avverrà in un altro tempo, sembra che non spetti a loro decidere.Che società… per fortuna c’è Michael!!! ;pMoore for President!!!

  13. Semplicista, un po’ qualunquista, populista al punto giusto, sensazionalista sempre, eccessivamente imbrigliato da stereotipi ideologici vecchi come il cucco, mediocre e ruffiano dal pdv strettamente cinematografico. Come tutto il cinema dimostrativo nasce già morto. Trovo scandaloso poi che si siano tributati profluvi di premi ai suoi film in nome di una comune militanza politica anti-Bush, mandando a farsi fottere tanti film che artisticamente avrebbero meritato di più. Ho visto entrambi i suoi documentari e continuo a ritenerli una poco riuscita (e rozza) operazione di manipolazione dei fatti, a scopo banalmente politico. Byby

  14. quello che dici, a mio modo di vedere, vale solo per la seconda metà di fahrenheit 9\11sarà pure semplicistico, vero, ma dice cose che tutti pensano e nessuno ha le palle di direriguardo la comune militanza anti-Bush, io ne faccio parte quindi mi riesce facile apprezzare questo tipo di prodotto dimostrativocapisco facilmente questa sua voglia di dimostrare a tutti i costi, è quello che farei anch’ioaltrimenti si corre il più grande rischio, quello di stare in silenzio quando si ha qualcosa da dire, Moore ha qualcosa da dire e lo dice in modo partigiano, senza comunque rinunciare alla forma (il valore artistico c’è, eccome)la manipolazione dei fatti è quella che fa i media tutti i santi giorni, non certo quella di Moorepoi si può essere d’accordo o meno, arrabbiarsi dove forza la mano, oppure perdonargli tutto (o quasi, ma avrò modo di parlare di quello che non funziona in fahrenheit un’altra volta)dome

  15. OK.. è evidente che partiamo da punti di vista differenti,e questo inevitabilmente condiziona il giudizio finale. Vive la difference, però.. e guai a pensare che la verità stia sempre dalla stessa parte!!!!!! byby

  16. parole saggela verità assoluta non è raggingiubile, ed è anche per questo che dibattiamo confrontandoci (sempre un piacere confrontarsi con te)se poi la pensassimo tutti allo stesso modo sarebbe una noia tremenda

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