Arca Russa

Russia 2002 Regia: Aleksandr Sokurov Durata: 96

Cast: Maria Kzsnetsova, Leonid Mozgovoy, Alexander Chaban, Sergej Dreiden

Invisibile, perchè in soggettiva, un regista si trova come in un sogno nella San Pietroburgo settecentesca, all’interno dell’Hermitage. In compagnia di un enigmatico francese dell’Ottocento, compie un viaggio temporale fino ai giorni nostri.

Il digitale ha permesso a Sokurov di realizzare un pianosequenza di ben 90 minuti (l’intera durata del film).
Ogni cognizione spazio-tempo viene qui abbattuta, il senso di durata e quello d’orientamento ci vengono strappati di dosso da Sokurov.

L’utilizzo del piano sequenza consente di raggiungere la continuità temporale tanto desiderata.

Un viaggio nel passato, dunque nel presente, che riflette sul futuro. Un viaggio fatto di immagini stupende, di beatificazione dell’arte come strumento divino.
E’ un film che punta in alto, e che arriva molto più in là, anche grazie ai mezzi a disposizione (la stessa videocamera digitale usata da Lucas in Star Wars, il museo Hermitage e circa un migliaio di comparse).
Stupore e piacere sono le principali sensazioni che pervadono lo spettatore.
Nel passare da una stanza all’altra nel museo, nel trascorrere degli anni, arca russa ci porta in posti nemmeno lontanamente sognabili.
Arca russa è l’estetica, l’arte e la poesia coniugate.
Realtà e immaginazione non sono più distinguibili, persone reali e “fantasmi” entrano in gioco, le immagini rievocano, criticano, sentenziano.
Riflessione angosciante e angosciata sulla storia, raggiungimento di atmosfere esteticamente inarrivabili.
Il finale, uno dei più belli e incredibili mai visti, provoca uno degli orgasmi cinematografici più forti mai provabili.
Chef d’oeuvre.
[nove e mezzo]
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10 pensieri su “Arca Russa

  1. e poi quello stacco finale (che non riveleremo) è da paura davvero. Il suo secondo miglior film a mio parere dopo la vetta incontrastata assoluta di madre e figlio.

  2. @delirio: urge una mia revisione di madre e figlio (ed anche una visione di padre e figlio)@viadellaviola: spettacolo sul serio@diversipercorsi: giàe trasmette il suo amplesso allo spettatore (nel finale, inutile girarci troppo intorno, si (s)viene)dome

  3. Un film grandioso. Impressionante come si passi da scene intime con pochi personaggi a quell’immenso ballo con, soprattutto, l’immensa discesa della scalinata: se un solo attore avesse sbagliato, avrebbe dovuto girare di nuovo tutto il film dall’inizio! ^_^’

  4. Gran bella cosa trovare qui questo film. C’è tutta la dismisura russa, come c’è nella letteratura e nella musica, sia nell’Otticento che nel Novecento.La dismisura è un rischio, ma ne possono uscire dei capolavori che in nessun altro paese uscirebbero, così smisurati, sovrabbondanti, coraggiosi. C’è un nesso storico fra Tostoj, Stravinskj e Sokurov.Grazie, questo è un bel blog in cui tornerò volentieri.saludosSolimano

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