Munich

USA 2005 Regia: Steven Spielberg Durata: 164 minuti

Cast: Eric Bana, Daniel Craig, Mathieu Kassovitz, Geoffrey Rush, Hanns Zischler, Ayelet Zorer, Sharon Alexander, Bijan Daneshmand, Marie-Josée Croze, Ciarán Hinds

Il cinema di Spielberg è fondato sullo sguardo, e Munich ne è un’orgia.
Da grande osservatore qual’è, Spielberg non ha bisogno di giudicare la storia, essa è fonte d’insegnamento, ognuno la giudica a suo modo. Il recente passato ci aiuta a riflettere sul nostro presente, sull’inutilità della violenza e sul fenomeno del terrorismo.
Terrorismo terrorizzante e terrorizzato a sua volta.
Volti che non riescono a compiacersi di un omicidio, terroristi che uccidono innocenti con la riluttanza dipinta sul viso, “certamente non erano felici di farlo” dice Spielberg, e ha ragione.
Sguardi angosciati, distrutti dalla violenza, sguardi che denunciano.
E ancora sguardi che cercano verità, sguardi che sanno che la lealtà esiste solo all’interno del nucleo famigliare, sguardi interrogativi ed esclamativi.
Anche lo spettatore è chiamato a partecipare a quest’orgia visiva.
La violenza porta solo altra violenza e la vendetta, seppur legittima, è inutile, così come sembra essere vano uccidere i cattivi di turno: ad essi spesso subentrano persone ancor peggiori.
L’estetica di Spielberg giunge a somma altezza lirica, le immagini, finalmente, comunicano. Purtroppo ci parlano anche dell’enorme disagio con cui questo film è venuto alla luce, ci mostrano la paura di sbilancarsi da una parte o dall’altra. Il regista cerca l’equilibrio, e lo trova, lasciando però molte cose in sospeso. Gli orrori della storia non sono mai facili da raccontare.
Sul piano tecnico c’è poco da dire: stiamo parlando di Spielberg (criticabile per molti aspetti, ma tecnicamente è pur sempre un mostro). Il montaggio, in particolare, è qualcosa di divino.
Purtoppo l’ultima ora è priva di idee, spielberg, come sempre, inizia ad interessarsi alle vicende famigliari e perde un po’ le redini della storia, mettendo troppa carne al fuoco e confondendo il messaggio finale, che avrebbe dovuto risultare decisamente più chiaro. Ma la storia famigliare è meno banale del solito, perchè la nostra vera patria è la famiglia, non un pezzo di terra. Torna grande, comunque, nel finale, e la prima mezz’ora è da capolavoro secco.
Una cosa che non si può negare a questo regista è di essere onesto, anche se non sempre riesce nell’intento espressivo-contenutistico. Munich è vera arte perchè parla prima al cuore che al cervello, la poetica di Spielberg, questa volta, rapisce.
Non è di sicuro il mio regista preferito, ma quando gira film del genere, non mi resta che dire “chapeau”.
[otto]
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31 pensieri su “Munich

  1. il finale è molto belloil montaggio parellelo pure mi ha colpito moltose ha convinto due antispielberghiani vuol dire che è roba grossa, questo film ^^dome

  2. già un mostro in quanto a tecnica, solo che a volte non bastain questo film, fortunamente, c’è qualcosa di più oltre l’impatto visivo

  3. Amore per Craig a parte, trovo che questo film rappresenti senza troppa vergogna l’orrore dell’odio e della vendetta.Un argomento difficile e purtroppo attuale, che però ci fa riflettere.La pace, si ottiene prima di tutto dentro di ognuno di noi.O raggiungerla sarà impossibile.Gran film, davvero. Grande Spielberg…questo film mancava fra queste recensioni, ottima scelta!Chia (unafinestrasulcinema)

  4. condivido pienamente…so che non è il vostro regista preferito e per questo apprezzo ancora di più la vostra imparzialità…riuscire ad andare oltre il pregiudizio e cosa che pochi riescono a fare…ma a mio parere è una qualità fondamentale per chi parla di cinema…ciao

  5. @chiara: sì, veramente attualemolti hanno attaccato spielberg per questo film, ingiustamente@filippo: è come andare ad applaudire kaka allo stadio….non bisogna essere per forza milanisti per farloin genere il cinema di spielberg e il cinema che piace a me sono distanti, ma quando gira un film così sono il primo ad applaudiredome

  6. Bravo dome! E’ vero che con un film così si possono avere tutti i pregiudizi di questo mondo, ma durano poco!!Ma da un antispielbergiano come te non si sa mai!! 😉

  7. @pogo: il miglior spielberg per me è schindler’s listper me munich, au contraire, è uno dei migliori di steven@trinity: eheh fai benecomunque seppur io sia antispielberghiano alcuni film di spielberg per me sono irrinunciabili, munich è uno di questi

  8. Un film davvero intenso e ben fatto. Un Spielberg al meglio, privo di retorica ed onesto con lo spettatore. Concordo col voto! Ciao, Ale

  9. Invece a me è proprio il finale a non avermi convinto, con quel montaggio parallelo un pò retorico e stucchevole.Però uno Spielberg duro e coinciso, asciutto e senza cedimenti.Tecnicamente ineccepibile è però anche troppo glaciale per i miei gusti.Insomma mi è piaciuto ma non troppo.I miei Spielberg preferiti sono, in ordine sparso:I PREDATORI DELL’ARCA PERDUTAPROVA A PRENDERMIMINORITY REPORTDUELSCHINDLER’S LISTE in parte anche IL COLORE VIOLA

  10. prova a prendermi è veramente un signor filmil montaggio parellelo a me è rimasto in testa per un po’, l’ho apprezzato moltosecondo me non è glaciale, i volti dei terroristi fanno capire molto in questo sensoè meno freddo di quello che sembradome

  11. ” è il trionfo del cinema spielberghiano. l’ho visto e mi ha fatto lo stesso effetto della pubblicità, pura indifferenza”religiosissimi applausidome

  12. Il miglior Spielberg è quello di “E. T.” e “I predatori dell’arca perduta”.Per non parlare de “L’impero del sole”.Che diavolo vuol dire, Delirio, che “Il colore viola” (gran film) è il trionfo del cinema spielberghiano? Cos’è, politica, sport? Famme capì.

  13. @ale55andra: concordo@anonimo/pogoopossum?: E.T. e i predatori dell’arca perduta sono due film per cui mi considero antispielberghiano ^^

  14. @anonimo: sto parlando di Cinema, non di Sport, nè di Politica e soprattutto non di Sceneggiature, ne è il trionfo perchè è il contenitore di tanto “cinema di Storia” e poco “cinema di Cinema”, Spielbergh, estremizzando potrebbe essere l’anti-Greenaway e viceversa. Togli la storia e cade qualsiasi film. Togli la storia a Greenaway e lui se la ride.

  15. Si, ma nn per questo il fatto che ti piaccia uno esclude il fatto che ti piaccia anche l’altro. A me piacciono entrambi ad esempio ^^Certo Et e altri film di quel filone nn sono proprio tra i miei preferiti, ma alcuni come L’impero del sole, Il colore viola, Munich, Prova a prendermi, Minority Report, Schindler’s list, Amistad, Intelligenza artificiale, The terminal sono dei film validissimi e bellissimi, almeno secondo il mio giudizio. Ale55andra

  16. @ale: tu hai sempre ragione, per farla breve e chiara parlavo di un concetto fondamentale, poi è ovvio che possano piacere spunti da entrambi i filoni e anche non piacere spunti da entrambi i filoni. A me Spielbergh non fa schifo ma trovo che sia un tantino sopravvalutato rispetto ad altri registi che secondo il mio parere sono molto ma molto più validi o perlomeno hanno un’idea di cinema che mi entusiasma ed accalora. Insomma Malick o Lynch ce li vedi a dirigere Indiana Jones e produrre Bay?

  17. Sì ero io… E che siamo su blogspot…Allora, Delirio: validità. È obiettivo. Su cosa si basa? Sulla capacità tangibile. Tangibile è ciò che è. Mi sembra un tantino azzardato considerare alcuni registi molto ma molto più “validi” di zio Steven. Anche perché non c’è neanche da discutere.Greenway non potrebbe mai essere anti-Spielberg. Perché manco lo è un regista.E per chiudere, “E.T.” è un capolavoro, talmente tangibile (dai contenuti allo sviluppo tecnico, passando per una modalità della narrazione che lascia senza fiato – e stiamo parlando del 1982 – e una prova di autobiografia da un sapore agrodolce) che c’è da discutere come sul fatto che Biancaneve è un travestito…Pogo.

  18. @pogoOpossum, ti ripeto quanto ti ho risposto da mrdavis:1 per te la tecnica è tutto tranne che tangibile, visto che ti affidi a quella di soderbergh e spielberg. è come andare a vedere una mostra di Munch con la calcolatrice. 2 leggi meno libri di cinema e apri gli occhi davanti allo schermo.3 se ti fa piacere IGNORAMI.4 non credo di esserti inferiore nè a capacità di valutazione tecnica nè artistica.5 ET è un capolavoro PER TE, neanche se mi snoccioli tutti i libri che vuoi mi convinci.

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