Raymond Carver

LE GÉNIE DU MINIMALISME

Desolazione, rovina, abbandono: di questo ci parla Raymond Carver. Pagine che ci mostrano quella faccia dell’America troppo spesso occultata da grattacieli e da un’immagine di vacua prosperità e richezza.
I personaggi dei racconti di Carver se la passano male, sono persone vere, di tutti i giorni, così reali da fare paura. C’è molta più poesia di quello che si possa pensare nella quotidianità, nel malessere di un ubriacone, nelle lacrime di una moglie picchiata.
Uno stile levigato e essenziale, un modo di raccontare che fonda le sue radici nel puro e crudo realismo.
Uno dei grandi maestri della short story.
“Carver non era un minimalista: era un artista” (David Foster Wallace)

“Il linguaggio di Carver era inequivocabilmente simile a quello di Hemingway, solo, i caffè, le pensioni e i campi di battaglia europei erano sostituiti da parcheggi per case mobili e dai complessi residenziali, i lavori affascinanti da impieghi senza futuro. L’ottimo vin du pays era rimpiazzato dal gin a buon mercato, il fascino del bere dall’opaca routine dell’alcolismo a tempo pieno.” (Jay McInerny)

Da leggere:

– “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”
– “Vuoi star zitta, per favore?”

Da vedere:

– “America Oggi” di Altman
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17 pensieri su “Raymond Carver

  1. non ho mai letto nulla di Carver ma mi fido di Wallace…^^ siamo tutti sulla stessa barca, “piango anch’io”…attenzione, stiamo riempiendo la barca…^^

  2. attenzione, stiamo affondando…. ^^ho comprato infinite jest, a proposito di wallaceche dire, è di un certo “spessore” (un po’ mi sono spaventato ^^)

  3. Sto leggendo ora Se hai bisogno chiama, l’ultima sua raccolta che mi mancava (escludendo i tre libri di poesie). Carver mi piace ma confesso che non ci impazzisco. Capisco il “minimalismo” del suo stile ma forse a volte mi lascia un po’ troppo a bocca asciutta. Lo stile è eccellente, sono le storie che a volte mi prnedono poco, anche se è chiaro che uello stile è intimamente legato a quelle storie.

  4. a me qualcuno manca ancoraguarda, se non avesse quello stile non sarebbe carver, no?a me prese molto quella del bambino investito dall’auto, per dirne unaa me piace veramente tanto, ma capisco che possa non far impazziredome

  5. ‘di cosa parliamo quando parliamo d’amore’ è un capolavoro. ha anche fatto una sceneggiatura a 4 mani su dostoevskij che ho letto e non è male. bel blog, complimenti. ciao

  6. @luciano: guarda io cattedrale sono mesi che lo ordino in giro e che non arriva mai, ma prima o poi devo leggerlo@simone: sì un vero capolavorograzie per il passaggio!dome

  7. I might lend you the original American version of Carver’s short stories, but my duty has come to an end by now – I sure wouldn’t like you to think I’m still giving you hell. By the way, if you fancy the book, let me know…

  8. Piace moltissimo ache a me Carver. Ma cosa diresti se ti dicessi che frugando tra le sue bozze hanno scoperto che buona parte del suo stile minimal deriva dalle correzioni e dai depennamenti del suo correttore di bozze? (Letto su Repubblica in un articolo di Alessandro Baricco un annetto fa)

  9. yankee hotel foxtrot è un ottimo album dei wilco. jim o’rourke ha messo le mani ovunque. yankee hotel foxtrot è un ottimo album, e la scritta wilco dietro i palazzi è solo un modo per riconoscerlo.leggere carver sarebbe piacevole anche se scoprissi che “carver” è un altro pseudonimo della posh spice.

  10. @lilith: ha risposto poppystuff per me “leggere carver sarebbe piacevole anche se scoprissi che carver è un altro pseudonimo della posh spice”applausi

  11. quella del bambino, “Una cosa piccola ma buona”, tra l’altro è in due versioni in due diverse raccolte, ed è vero è una delle sue migliori anche a me è piaciuta molto. Nella seconda c’è un prosieguo della storia. Tra l’altro è una delle storie che compongono America oggi di Altman.

  12. “”leggere carver sarebbe piacevole anche se scoprissi che carver è un altro pseudonimo della posh spice”applausi” Applaudo anche io, con inchino. E comunque era solo una provocazione… e nemmeno tanto perché ho detto subito che piace anche a me! E ho letto entrambi i libri citati! Ciao belli!

  13. Cattedrale fu il primo libro di Carver che comprai, ricordo che l’acquisto avvenne ad un salone del libro di Torino, ora non ricordo l’anno, spinto dalla curiosità, dopo aver letto buona parte dei romanzi di McInerney.Riguardo la polemica, mi piacerebbe leggere qualcosa di Gordon Lish.Byez

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