Stalker

Russia 1979 Regia: Andrej Tarkovskij Durata: 161 minuti

Cast: Anatolij Solonitsyn, Nikolaj Grinko, Aleksander Kajdanovski, Aleksandr Kajdanovsky, Alisa Frejndlikh, Anatoli Solonitsyn, Nikolai Grinko

La zona è il luogo dove i desideri più reconditi dell’uomo prendono forma, il territorio mistico in cui l’umana speranza non si è ancora spenta.
Lo Stalker è la guida attraverso la penetrazione dell’Io, il gondoliere lungo i canali dell’ignoto.
All’interno della mente umana vi è un forte potere nascosto, che permette di spostare montagne, di sfiorare per un attimo la tanto agognata verità. Tutto questo purchè si sappia sperare, purchè si sappia credere anche in quello che gli occhi non carpiscono (Dio?), nell’ignoto che non si deve necessariamente interpretare (i sogni).
Alla ricerca di un senso da dare alla vita ci si perde nella fitta foresta della zona, le migliori risposte arrivano dalla natura, dal dialogo, dal confronto, dalla meditazione martellante. La zona “colorata”, che ha qualcosa da offrire all’essenza umana costretta ad eterna sofferenza, diviene luogo di fuga da un mondo grigio e tetro ove regna l’infelicità (questa contrapposizione è resa in modo efficace dalla splendida fotografia).
Non ci si può liberare dalle strette catene dell’afflizione, la felicità non è che illusoria, un’allucinazione pronta a svanire. La zona diviene dunque una promessa non mantenuta, un sogno lasciato a metà.
Il viaggio (anche interiore) come esperienza riconciliante, con obiettivi che sfumano una volta giunti alla meta. Misteri che rimarranno tali, nonostante l’incessante ricerca. L’orizzonte si avvicina, viene valicato, si riallontana, torna a infinita distanza. Alba e tramonto dell’umanità sognante. L’osservatore cieco apre finalmente gli occhi: la natura (umana?) si manifesta in tutta la sua crudele bellezza.
Qual è il vero potere nascosto in ognuno di noi? Quali conseguenze può avere sul mondo circostante?
Non è dunque possibile che esso si manifesti nella realtà, piuttosto che nell’irreale? (ammesso che esista una linea netta di separazione tra tangibile e chimerico).
L’uso della scienza o dell’arte come veicolo per la gloria personale, piuttosto che come strumento per migliorare la condizione umana.
Uno scrittore e un fisico che non sanno credere, che non possono suonare i loro tamburi nell’immensa orchestra della zona.
Nulla è immortale, tutto svanisce, tutto è un miraggio. La zona in mezzo al grigiume non è altro che un’oasi in pieno deserto, forse l’ultima speranza per dissetarsi.
Fotografia a dir poco stupenda, si va dai tetri e deliranti colori seppiati dell’esterno della zona a quelli finalmente più “vivi” dell’interno, l’effetto cromatico è notevole.
Le sequenze dei primi minuti, in cui i tre fuggono dalla realtà, sono magistrali.
I dialoghi del finale, quasi in puro Bergman-style, sono efficaci e riflessivi.
Il lirismo nelle immagini, la trama che sfuma, la poesia del sogno.
Capolavoro.
[nove e mezzo]
dome
Annunci

15 pensieri su “Stalker

  1. uno delle massime opere del sommo tarkovsky.”Uno scrittore e un fisico che non sanno credere, che non possono suonare i loro tamburi nell’immensa orchestra della zona.”grazie

  2. grazie a te, sempre gentile!purtroppo sono lacunoso su Tarkovsky (edo credo li abbia visti tutti, invece)cercherò di rimediare, piano pianodome

  3. non è che abbia capito proprio bene bene bene ma comunque è una recensione che ispira a veder il film (per capirci qualcosa!)

  4. il mio preferito di tarkovsky resta Solaris a mio avviso non inferiore a 2001 odissea nello spazio e Zerkalo (Lo specchio), comunque se vi piace Sokurov va da sè che vi piace Tarkovsky…

  5. Anche io non sono molto ferrato su Tarkovsky, ma dopo la tua recensione e quella di Trinity, prometto di rimediare!

  6. Film immenso… oltre ai consigli di Delirio, ti suggerisco di vedere anche “Andrej Rublev”, altro capolavoro del regista.

  7. “In Stalker io esprimo il mio pensiero fino in fondo: l’amore umano è il miracolo che si può contrapporre a qualunque arida teorizzazione secondo cui non c’è speranza per il mondo.” (Tarkovskij in “Scolpire il tempo”). Hai scelto un film bellissimo.A presto

  8. Beh… come rientro dalle vacanze estive non potevo cascare meglio. Il film è meraviglioso (per quello che dice e per come lo dice), se poi l’estensore ci mette anche del suo nel recensirlo… grande!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...