Solaris

URSS 1971 Regia: Andrej Tarkovskyij Durata: 165 minuti (versione integrale)

Tutto parte dalla Terra, Kris Kelvin deve partire verso Solaris, pianeta pensante.
Attorno al pianeta vi è una base orbitante colma di scienziati in preda al delirio, una troupe incapace di giungere ad alcuna conclusione scientifica.
Kris Kelvin deve giungere alla base per capire cosa stia succedendo…
L’arte incarna l’ostinata ricerca da parte dell’uomo della verità assoluta, ed è in grado di spingersi ben oltre rispetto a scienza e religione.
La ricerca dell’oscuro nello spazio diventa una presa di coscienza: la più grande incognita è la mente umanca, non v’è bisogno di viaggiare ad anni luce di distanza per tentar di forare le montagne dell’ignoto. Cercare di decifrare Solaris, pianeta pensante, è vano.
Oceani riflessivi, encefali mistificatori, specchi dell’anima, resurrezioni.
Isole apparse all’improvviso, risposte illusorie. Scontro (forse) definitivo tra vita e non-vita.
Se in Stalker vi era la possibilità non sfruttata di materializzare i propri sogni, in Solaris vi è l’impossibilità di sbarazzarsene.
Fantasmi che ritornano, rievocano e puniscono. Scintille neuronali partorite dall’immenso fuoco che arde nei mari dell’Io.
Coscienze che sussurrano, errori del passato che rimbalzano con forza nella vita di oggi, il tentativo di non ripeterli.
La conoscenza sfuma e lascia spazio all’oscuro prodotto del delirio mentale, che prima era immagine, ora si fa via via più tangibile e reale.
Conoscenza che corre troppo veloce cercando di abbattere gli esili muri della morale, spesso dimenticando ciò che si è lasciata alle spalle.
Umanità acquisita dall’inumano (un cumulo di neutrini), umanità ritrovata, situazioni alle quali la scienza non può offrire risposta.
Che non sia tempo di abbandonare queste desolanti lande per trovare rifugio in se stessi?
Un viaggio verso un amore immaginario forse più vero che mai.
Ritrovare, riscoprire, diminuire le distanze. Terra, ignoto, distacco, annichilimento, ancora Terra, ricongiungimento, oscurità.
Ci si accorge di quanto l’uomo sia una creatura potenzialmente straordinaria grazie ad un pianeta la cui straordinarietà si è già manifestata.
Solaris è innanzi tutto un film introspettivo, che inquieta con le sue immagini, che vale non solo per quel che racconta, anche per come lo fa.
Lentezza e poesia al servizio dell’occhio.
Solaris non è una risposta russa, piuttosto una domanda che giunge con impeto alle nostre orecchie, tapparle è solo un atto di vigliaccheria.
[dieci]
dome
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12 pensieri su “Solaris

  1. grazie di cuore, caro conte, le tue parole sono incoraggianti!dal canto mio spero di continuare a metterci tutto l’entusiasmo che ho in corpo ^^(dome)

  2. All’epoca per pubblicizzare il film sulle locandine c’era scritto “Solaris: la risposta sovietica a 2001 Odissea nello spazio”. Non conoscendo il film non capivo come si potesse “rispondere” al capolavoro di Kubrick. Poi vidi il film… e… rimasi stupefatto da tanta bellezza e da tanta poesia.A presto

  3. per me il dieci è anche poco ^^comunque il voto è veramente un’aspetto marginale… tant’è che forse sarebbe anche meglio non metterlo proprio

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