Sicko

USA 2007 Regia: Michael Moore Durata: 120 minuti (imdb)
Francamente non mi aspettavo che Moore tornasse sui livelli dello stupendo “Bowling for Columbine” dopo il mezzo passo falso di “Fahreneit 9\11”.
Moore ha una invidiabile padronanza del mezzo, il montaggio come sempre è magistrale e le sequenze non sono mai casuali, le scelte musicali sono ben studiate.
Spettacolare e potente la scena starwarsiana in cui ci vengono elencate le malattie che impossibilitano l’acceso all’assicurazione sanitaria negli USA.
Moore parte dalla sua madre patria e ce ne mostra il degadro sociale, l’assenza di solidarietà, la paura che la collettivizzazione del sistema sanitario possa portare al socialismo (parola che negli States fa ancora tanta paura).
Non solo chi non ha assicurazione medica è destinato a penare (l’uomo che tagliatosi due dita deve scegliere quale delle due farsi ricucire), anche chi la possiede deve fare i conti con mille cavilli (patologie retroattive, cure giudicate sperimentali …) e sotterfugi atti ad aumentare i conti delle società e riempire le tasche dei politici.
Interessante come negli USA la vita non sia un diritto, quando poi si ha il diritto di scegliere a chi toglierla…
Moore non ama il contraddittorio, attacca e si serve di tutti i mezzi possibili senza lasciare possibilità di difesa, gente che scrive la parola “rifiutato” sulle speranze di una madre molto probabilmente non se lo merita.
Moore si sposta in Canada e in Europa e capisce quanto dal sogno americano ci si possa risvegliare bastonati.
Come Jack Skeletron anche il nostro Moore giunge nel “paese del Natale”: (a sottolinearlo c’è anche un motivo musicale ripreso da N.B.C.) assistenza sanitaria completamente gratuita, 3 mesi di malattia pagata, badanti pagate dal governo per le giovani madri, e settimane di vacanza garantite. Michael si sente spaesato in questo mondo, stenta a credere a quello che si prostra davanti ai suoi occhi.
Non è una questione politica, ma una questione di dovere verso chi ha bisogno, con la sicurezza di poter ricevere aiuto quando il turno, ahimè, è il nostro.
L’individualismo, la politica dell’ “ognuno badi per sè” porta solo a morte e squallore.
Scene più spaventose di un horror: l’ospedale è come il ristorante, negli states, se non hai i soldi per pagare il conto vieni sbattuto fuori, con tutte le drammatiche conseguenze del caso.
I grandi eroi dell’ 11 settembre vengono ricoperti dalle stesse macerie che con tanto zelo e tanta solidarietà e fatica ebbero tolto da Ground Zero.
Il sacrificio per gli States non viene ricompensato, eppure questi “eroi”, incensati dal governo per aver messo a repentaglio la propria salute per amore verso i connazionali non ricevono amore a loro volta (e basterebbe un ricovero).
Chi altro può tendere la mano, riconoscere davvero l’eroismo di queste persone speciali, se non uno dei più grandi nemici di sempre, il demonio fatto a isola, Cuba?
Moore ci mostra non solo l’ottima qualità del sistema sanitario cubano, i bassi costi dei medicinali, ma anche, e aggiungerei finalmente, quanto stupido possa essere l’odio americano nei confronti di quest’isola.
La scena dell’abbraccio tra i pompieri cubani e gli eroi americani, l’ammirazione mostrata dai primi, le parole di commiato che non sono di circostanza, ma sentite: tutto questo ci aiuta a capire quanto la politica debba rimanere fuori dai rapporti umani. Ci si commuove e si spera che l’odio tra popoli possa divenire un giorno un amaro ricordo lontano.
La pesante critica ad una america chiusa in stessa, cui il mondo sta velocemente scivolando di mano, che vorrebbe insegnare al circondario quando invece avrebbe molto da apprendere, non viene risparmiata.
Moore si ricongiunge a Bowling for Columbine nel discorso che concerne la “paura”, e di nuovo cerca risposte al di fuori del suolo americano, trovandole in Francia.
Negli states gli americani hanno paura del governo, in Francia il governo ha paura dei francesi.
Basta mantenere un regime di “paura” elevato, indurre il popolo al pessimismo, e tutto può passare sotto silenzio, anche un taxi che preleva persone bisognose da un ospedale che non può tenerle dentro.
Non dobbiamo sentire questi temi come distanti, ma riflettere sul fatto che in fondo siamo fortunati e su quanto un’eventuale privatizzazione del sistema sanitario possa risultare dannosa.
I film di Moore sono utili, perchè muovono qualcosa, noi speriamo che il primo a muoversi sia il popolo statunitense.
Dobbiamo esser grati a questo simpatico grassone.
[otto]
dome
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43 pensieri su “Sicko

  1. Buona recensione, anche se io sono un po’ meno entusiasta. Il paragone con gli altri Paesi è sicuramente utile e efficace ai fini dell’argomentazione, ma anche stavolta Moora si lascia un po’ andare, anche se per fortuna in maniera molto più pacata rispetto a Fahrenheit.Ho trovato interessantissima invece la riflessione sul sistema americano (non solo sanitario) di costrizione al lavoro. I debiti contratti in gioventù, sommati alla necessità di una copertura assicurativa, rendono le persone schiave del proprio lavoro e quindi incapaci di reagire e insorgere.SiCKO rimane comunque un film importantissimo, di quelli che andrebbero fatti vedere nelle scuole. Un po’ come An Inconvenient Truth

  2. Andrò presto a vedere questo film. Sai io mi sono laureata con una tesi in bioetica sul costo dei farmaci nei paesi in via di sviluppo perciò questo tema, come immaginerai, mi appassiona molto…Tra l’altro mi sono piaciuti davvero molto sia Bowling che Farenheit…

  3. @jecke: sì si lascia andare un po’, cosa che io gli perdono sempre un po’ troppo facilmente ^^la questione sui debiti dovuti allo studio e l’impossibilità di reagire hanno colpito molto anche meconcordo, da mostrare nelle scuole@zia petunia: immagino!allora aspetto il tuo parere esperto!grazie per il passaggio!(dome)

  4. Alcuni hanno criticato Moore perché nel documentario non c’è il contraddittorio. Ma… è cinema. Anche se le sue denunce sono reali e riscontrabili è ovvio che il regista/autore è il “padrone” assoluto del suo film, perché è lui a dettare le regole. Non vedo l’ora di vedere Sicko.Grazie per la tua precisa ed esauriente recensione.A presto.

  5. concordo con la recensione. questo film è riuscito perché anche se hai idee politiche differenti da quelle di Moore, ti fa riflettere e fa venire voglia di discutere di temi importanti. Più pacato, ma anche più ficcante. Invece Fahrenheit semplicemente ti faceva incazzare (vuoi con Bush, vuoi con la faziosità di Moore, vuoi per aver visto un film noioso).

  6. @luciano: ma esatto… è la stessa cosa che ho pensato anch’ioquesto è cinema, prima che altro (infatti moore non trascura affatto la forma)grazie a te!@ds: penetra a fondoed hai ragione su fahreneit (specie nella seconda metà, ove tutti i difetti di moore vengono a galla)fa riflettere, è questa alla fine credo sia la cosa più importante

  7. “Negli states gli americani hanno paura del governo, in Francia il governo ha paura dei francesi.”Verità assoluta!Comunque è sicuramente vero che i sistemi sanitari degli altri paesi sono migliori di quello americano, però c’è il rischio che qualcuno finisca col pensare che da altre parti è tutto rose e fiori, quando anche noi in Italia sappiamo che non è propriamente così…

  8. già, il problema è questol’europa non è certo la terra promessa (e l’italia ancor meno), anche se moore ne è affascinato e ne ritrae solo gli aspetti positivi…comunque, quando si vedono certe cose, si capisce che in fondo non siamo così sfortunati, potrebbe andar peggio (speriamo di no ^^)

  9. Recensione molto equilibrata, mi aspettavo toni più entusiastici…comunque: il sistema sanitario americano ha semplicemente del criminale (ho sentito con le mie orecchie storie aggiaccianti, prima che ne parlasse Moore) e in molte occasioni giunge a negare persino il fondamentale diritto alla vita e alle cure mediche, cosa imprescindibile per ogni essere umano. Come sanno i bene informati, personalmente non amo Moore per la sua faziosità a senso unico. Però questo film appena posso lo andrò a vedere… sperando di trovare più amore e partecipazione per le persone sofferenti, che odio a vagonate contro il demonio-Bush…alla prossima!

  10. anch’io ho sentito di cose agghiaccianti, e ne ho trovato conferma quise poi trova l’europa un paradiso vuol dire che lì se la passano proprio male ^^c’è amore verso i sofferenti, anche se moore dovrebbe imparare a lasciar parlare di più le immagini, a volte ^^

  11. ottimo! allora attendo di leggere la tua receti dirò, in realtà ho voluto trattenere un po’ il castrismo (la versione originale prevedeva un inno a fidel con tanto di foto e applausi scroscianti come effetto sonoro ^^) grazie!(dome)

  12. però… , non so bene come sia arrivato qua,ma devo dire che tornerò , non sono molti i siti che parlano di cinema in modo cosi esperto ed interessato, è stato un piacere, ciao

  13. Mercoledì sera andrò a vederelo. Sono molto curioso: ho trovato Bowling fo Columbine stupendo, un film davvero geniale per come un argomento così delicato e drammatica è stato affrontato e descritto. Spero di ritrovare lo stesso Moore di 5 anni fa! Ciao, Ale

  14. “ti dirò, in realtà ho voluto trattenere un po’ il castrismo (la versione originale prevedeva un inno a fidel con tanto di foto e applausi scroscianti come effetto sonoro” infatti è quello che mi sarei aspettato, allora forse per Guerrilla di Soderbergh ci farai l’onore.

  15. puoi contarci!facendo finta che non ci sia Soderbergh alla regia ^^e poi c’è benicio del toro nei panni del che, e questo basta e avanza a dar vita ad un’hype devastante ^^spero che steven non mi deluda…sì sì, inno assicurato!

  16. pare che però abbia buttato nel cesso la sceneggiatura che era di Malick per riscriverla lui? muuuuaaaaaaaahhhhhhhhhh. questo basta per il voto UNO preventivo.Dai Steven rovina anche questo film come Solaris! Inbubbleveritas.

  17. “pare che però abbia buttato nel cesso la sceneggiatura che era di Malick per riscriverla lui”oh mio dioma come si permette?uno, appoggioio il remake di solaris non troverò mai il coraggio di vederlonon ci sono speranze, vabbè ci resta del toro, dai, e se è il del toro visto in traffic, vale la pena di vedere il film solo per quello ^^IMNOTSTEVEN!

  18. Moore è grandioso! Non ho ancora visto “Sicko” ma Bowling e Farenheit sì e mi hanno “scossa” molto… è naturale che, denunciando un fatto e schierandosi anche, noi vediamo un solo lato della medaglia ma… certamente il migliore!Ti farò sapere, intanto ottima recensione. Moore for President… Chiara

  19. Ehi ehi… dal commento di Dome sono risalito a questa recensione e per lo stile faccio tanti complimenti. Mi sa che finirete nella mia lista di feed e trai miei link. Bravi bravi.Alla prossima!Filippo da Lezioniamericane.wordpress.com

  20. “Negli states gli americani hanno paura del governo, in Francia il governo ha paura dei francesi”ecco, questa è una delle banalizzazioni più grossolane di tutto il filme purtroppo non è l’unica…

  21. non sono affatto d’accordoin francia, seppur il fenomeno sia un po’ in calando, la popolazione è decisamente più attiva per far valere i propri diritti, e il governo deve tener conto dell’opinione pubblicanegli states pare che ci si sorbisca tutto in maniera un po’ troppo passiva (e te lo dice un italo-francese con madre americana ^^)

  22. non sono molto d’accordoquesto è un gradino sopra a fahreneit, secondo mecomunque su potente ed acuto sono d’accordo ^^dome

  23. E’ vero è un’ironia più sommessa e forse anche più sottile stavolta (anche se mi mancava un po’ il Moore esagitato e più iconoclasta di Columbine): l’esempio che citavi di Nightmare è il migliore credo.

  24. più sottilediciamo molto diverso dal primissimo (ed anche al secondo, a dire il vero) moore, sotto questo e molti altri aspettiho apprezzato comunqueanche se prefirisco anch’io il “vecchio” moore

  25. Molto bella questa recensione.E in questo film Moore si veste troppo nei panni dell’eroe per i miei gusti.Vedi: la parte del sito anti-Moore. Però, me ne importa poco.W Michael Moore

  26. finalmente l’ho visto. bel film, ma mi ha lasciato alcune perplessità. ho scritto la mia recensione sul blog. voto 6.5, per me

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