Soffio

Corea del Sud 2007 Regia: Kim Ki-Duk Durata: 84 minuti

Distese di dolore, catene che si spezzano all’assordante grido della morte.
Il trionfo del silenzio, cui le parole sono qui solo appendice, l’inabissamento nel lago di quotidianità stracolmo di vuoto. Emozioni che riemergono.
La comunicazione è repressa solo in apparenza, i suoni che riecheggiano nei vasti monti della sofferenza sono solo cornice, il non-verbo riempie il vuoto.
A che vale parlare quando la morte è fissata, inesorabile e solo di poco rinviabile?
Perchè il silenzio angoscia a tal punto? (Perchè in sala c’è chi deve parlarvi sopra costantemente? Perchè questa paura del non-detto? Perchè rompere la magia delle immagini?)
Non parliamo di impossibilità di esprimere concetti (mutismo), ma di consapevolezza che questi concetti vadano esternati in altro modo per risultare tanto profondi da spingersi ove le parole spesso non riescono a giungere: all’interno del cuore.
La sconfitta della quotidianità, arido deserto traboccante di cactus che graffiano l’anima lentamente ma altremodo inevitabilmente.
Vi è dunque la rinuncia ad una vita “normale” che non può più offrire emozioni (trovabili altrove attraverso la fuga dal tangibile e il rifugio nella “simulazione”).
L’importanza dell’immagine (fotografia, graffito), specchio interiore e unico appiglio verso i sentimenti soffocati dal braccio della morte.
Il dolore stipato e dunque accumulato nel cuore esplode, un’eruzione vulcanica con magma che sfocia nel desiderio di morte.
Simulazioni.
Il susseguirsi (fittizio) delle stagioni, interrotto dal ritorno alla vita (apparentemente) normale (con conseguente lancio di palle di neve riconciliante), è un viaggio al di fuori delle sbarre che ci opprimono. La suggestione diventa dunque rievocazione di ferite mai rimarginate.
Le azioni non vanno giustificate a tutti i costi ma vissute. Una cultura così profondamente diversa dalla nostra non è comprensibile fino in fondo, l’importante è sapersi mettere in gioco, confrontarsi, immergersi in questo mondo e uscirne con le lacrime agli occhi.
Ciclico, ripetitivo ma mai noioso, soffio è sicuramente una delle esperienze più strazianti (da me) provate in sala quest’anno.
Difetti ne ha, ma lo spettro della maniera che si aggirava pericoloso è stato qui “soffiato” via.
Kim riprende sì elementi del passato: il silenzio (ferro 3), la ciclicità (primavera estate autunno inverno … e ancora primavera), la quotidianità crudele (indirizzo sconosciuto), ma li illumina di nuova luce.
Il ciclo qui viene spezzato, il silenzio viene visto come risposta alle parole più che come loro sostituto (i silenzi non comunicano tra di loro, come in ferro 3).
Soprattutto si ha l’impressione che questa sia un’opera sincera, in grado di parlare direttamente allo spettatore come i migliori film dello stimato regista coreano.
Un vero e proprio fiume di emozioni in piena che scardina ogni possibilità di valutazione oggettiva; solo aprendo i canali del cuore si riesce ad apprezzare a dovere quest’ultimo grande film del regista.
Da vedere nella maniera più assoluta.
Dome
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35 pensieri su “Soffio

  1. Recensione davvero vibrante e sentita… il film sarà visionato appena possibile, promesso (sperando in una distribuzione almeno accettabile)… alla prossima…

  2. ..interessanti queste due recensioni sui film Kim Ki-Duk… del regista ho visto solo Primavera….mi è piaciuto molto e ho in programma Ferro3. questi 2 spero di trovarli presto!

  3. io lo ho trovato un po’ didascalico e quindi alla fine banale.E un po’ noioso perchè certe cose lui ce le ha già dette, e meglio.Ho idea che ci troviamo di fronte ad un regista che sta vivacchiando di rendita ed è un po’ in crisi di idee.Comunque è stato bello leggere quello che hai scritto. ^^ Un saluto.

  4. qualche difettuccio l’ho trovato, però la visione è stata veramente straziante, ho pianto in maniera pronunciatalasciando un attimo da parte le emozioni (che poi sono la cosa più importante)didascalico un pelino (e solo nella prima parte a mio avviso), ma non per questo banalee non credo dica le stesse cose riprende alcuni suoi temi, questo sì, ma non si tratta di “riciclo”ti ringrazio!dome

  5. Un film splendido per uno dei più grandi registi viventi…Ho appena ripostato su cineroom la recensione del film che avevo visto ai primi di luglio.Ciao, a presto

  6. non sapevo che era uscito un nuovo film di Kim Ki-Duk.tutti quelli che ho visto fino ad ora mi sono piaciuti molto.il silenzi è inquietante quando non si sta bene con il silenzio.io adoro il silenzio dei suoi film.un salutone.

  7. il silenzio è qualcosa di cui il mondo ha disimparato a godereper questo questo aspetto dei film di kim ki duk mi ha sempre molto affascinatodome

  8. Già sai che sto fremendo per il mio primo Kim…La paura che ho è:”mi incazzerò anche stavolta con le oche dietro di me??”Spero di godermi veramente il silenzio, quello in sala compreso!Bella rece, l’attesa cresce!

  9. rispondo da una connessione di fortuna@trinity: eheh, sarà dura per le oche!fammi poi sapere!@simonebocchetta: direi che ne vale la pena

  10. Pur con il poco tempo libero di cui dispongo in questo periodo (purtroppo sto perdendo al cinema molti film) per Kim Ki-Duk devo assolutamente rubarlo (il tempo). Grazie Dome.A presto

  11. E dopo un commento così… non mi rimane che precipitarmi al cinema… davvero carica di passione questa tua recensione, trasmette emozioni contrastanti ed assolutamente palpabili. Come prevede questo film…

  12. rieccomi tra voi!allora@luciano: devi, merita la spesa di tempo e denaro. grazie a te!@poppystuff: ci provo ^^ grazie!@chiara: gentilissima! precipitati, precipitati e fammi sapere!dome

  13. Bella rece. Non uno dei migliori Kim ma comunque bello ed emozionante. Dalle tue parole si capisce quanto ti sia abbandonato alla visione e ti sia lasciato condurre da Kim e dalle sue immagini.

  14. grazie millenon uno dei migliori kim, forse, ma sicuramente alla stregua dei miglioriprima di fare queste considerazioni, comunque, ho bisogno che passi un po’ di tempo dalla visione ^^

  15. Perfetto, queste ulteriori impressioni positive mi consolano e mi aiutano a ritrovare fiducia in uno degli autori che maggiormente mi hanno colpito negli ultimi anni….. e poi perentoriamente deluso (dopo L’ARCO e TIME).Quindi attendo speranzoso!

  16. Io se non fossi in questa fase di atarassia mi sarei sicuramente commossa. Ahimè…Questo non mi ha impedito di trovarlo un bel film.

  17. io ero entrato in sala triste, ne sono uscito tristissimo ^^”Questo non mi ha impedito di trovarlo un bel film”, alla fine è quello l’importante (certo la lacrimuccia è sempre un valore aggiunto!)dome

  18. sono tra i fortunati che hanno visto e … sentito “Soffio”. E’ un soffio di vento quello che libera suono nell’aria, quello che porta a terra i sogni sfumati dentro le quotidiane camicie; è un soffio quello che ci soffoca in gola la paura dell’ignoto e che genera lacrime; è un soffio la vita, dove i sensi si risvegliano, ad ogni stagione, se solo qualcuno ce ne fa dono ed altrettanto ne ruba. PSConvengo sul fascino del silenzio nel film. Alcuni uscendo dalla sala hanno commentato negativamente questo elemento in quanto causa di attese snervanti per mancanza di parole… Ahinoi,si vede che siamo abituati alle nevrosi, di quelle che si vedono nei film di Woody Allen (che, difatti, non amo…), nulla a che vedere con la pacatezza dei popoli d’oriente. Il silenzio è elemento caratterizzante anche un altro film bellissimo di Kim Ki Duk, “l’arco” che, personalmente, ritengo davvero stupendo, una poesia dall’inizio alla fine.

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