Million Dollar Baby

DOLORE SOTTOCUTANEO
Le gocce di sangue colano inesorabilmente, una ad una, e tracciano il percorso intrapreso da Eastwood. Parlare di Million Dollar Baby è impossibile senza dare il giusto spazio al dolore (dentro/fuori, ring/vita).
La vita è un ring in cui facciamo a pugni con noi stessi. Destro, sinistro, finisci a terra, parte il conteggio, quante volte riuscirai a rialzarti prima del K.O.?
E se il dolore offre la possibilità di risollevare finalmente il capo è il caso di soffrire col sorriso sulle labbra.
Il dolore è acqua e fuoco (elementi ora indistiunguibili) , acqua che arde la carne, fuoco che rinfresca l’anima.
La parabola Eastwoodiana sul dolore non ha qui vertici, cresce senza freno, accarezza il film fotogramma per fotogramma.
L’uomo è destinato ad eterno pianto, la sofferenza è il suo respiro.
Se il dolore può portare sugli altari della gloria è anche in grado di trascinare negli abissi ospedalieri.
SOGNI, RIVINCITE
Vita mediocre, sogno incantevole.
Il sogno nel cassetto inizia a stare scomodo.
Per quanto la si possa prendere a colpi d’ascia la speranza non crolla.
I sogni ululano (il pubblico urla), il grido è incessante, penetra l’orecchio e lo distrugge, giunge nel cervello e lo martella.
Perchè non rincorriamo i nostri più profondi desideri ma li lasciamo fuggire?
Sono loro a correre troppo veloci o le nostre gambe troppo stanche?
Perchè il sogno si tramuti in realtà è necessario crederci.
RINASCITA, “ROTTURE DEL CASO”
La vita di Maggie distrutta, ricostruita, ridistrutta.
A che vale vivere nel profondo dell’oceano quando anche per un solo istante si può salire sull’Olimpo?
Ribaltamenti.
La realizzazione del “dentro”, definitiva, porta alla distruzione del “fuori”.
Sorriso, pianto, lacrime agrodolci.
Il giocoliere lancia le sue palline in aria ma all’improvviso una cade al suolo.
Pugni allo stomaco.
ORTODOSSIE
Eastwood ci parla di soluzioni difficili, delle quali dobbiamo rispondere a noi stessi soltanto.
La guerra di secessione tra il dogma e l’antidogma vede il primo alzare bandiera bianca e ridere della vittoria del secondo.
Non sappiamo a priori se le nostre azioni possano essere acqua o benzina per il fuoco che ci arde dentro.
La teoria non serve a nulla (i dialoghi tra il Frankie e il prete sono illuminanti sotto questo punto di vista) davanti ad una decisione da prendersi col cuore.
“PADRE E FIGLIA” (no, non è un film di Sokurov)
Rapporti parentali a circuito chiuso, fili ad alta tensione oltre i confini di sangue ne riaprono altri.
Ritrovare in un’altra persona ciò che si era perso, guardarla negli occhi e costruire un legame di sangue.
Adozioni.
I film di Eastwood sono come un buon paio di jeans, non vanno fuori moda, resistono al tempo e all’usura (quante volte potreste guardare MDB nell’arco della vostra vita?).
Million Dollar Baby non è assolutamente furbo e “strappalacrime”, ma la giusta continuazione del percorso intrapreso dall’autore (in particolare è la perfetta prosecuzione poetica dello splendido Mystic River).
Molto “orizzontale”, anche nella descrizione della sofferenza, segue una poetica armoniosa e lineare, priva di contrasti.
Non è assolutamente un film sull’eutanasia.
Che dire di Eastwood, della Swank, di Freeman? Semplicemente perfetti.
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31 pensieri su “Million Dollar Baby

  1. Lacrime, sudore e sangue in questo post eastwoodiano… cuore e testa, emozione e riflessione…ed avevi pure dubbi. Sul film aggiungo solo una cosa: è un film che “fa bene” all’anima. Salutoni 😉

  2. @pickpocket: lacrime ne versai davvero tante!ti ringraziofa benissimo all’anima!@luciano: gentilissimoè un concetto che mi piace esternare :-)a presto!

  3. Anche secondo me non è un film sull’eutanasia. La cosa dell’eutanasia però secondo me ha fatto da depistaggio. Comunque meno male che te ne lamentavi, della recensione. Quelle che ti piacciono come sono?

  4. MDB non è un film sull’eutanasia ma un nuovo capitolo dell’umanità secondo Eastwood. Tu lo scrivevi anche nelle recensione: il ring come vita, niente di più eastwoodiano. Una sorta di distillato alla Hemingway, un noir tra le corde (non solo stilisticamente, fotograficamente): per quanto si batta e digrigni i denti Maggie è destinata a perdere (almeno in parte).

  5. Uno dei grandi capolavori (e sono pochi…un’altro come t’avevo scritto è “Big Fish”) del nuovo millennio..Bellissima recensioneChimy

  6. quoto tutta la parte dal titolo “dolore sottocutaneo”. “ortodossie” applausi. adozioni. ancora. capolavoro. ancora. clint. ancora.p.s.: come ti dicevo ero pronto anch’io e già che c’ero, l’ho postato, così che sembra un film di nuovo nelle sale, di nuovo e sempre nel cuore.

  7. Partii davvero prevenuto su questo film… per essere facilmente smentito.E complimenti per la particolare recensione.Pagare e farsi rovinare le vacanze: ADESSO BASTA!

  8. Giacometto? LOLUno dei migliori film degli ultimi anni. La recensione è stupenda come quella di Delirio (ma vi siete mess d’accordo?). Concordo pienamente: MDB non è un film sull’eutanasia, nè sulla boxe. E’ un film sulla vita, quella vera, quella profondamente vissuta che porta irrimediabilmente con sè il dolore (anche se prima c’è stata tanta gioia). Ale55andra

  9. se vogliamo vedere la vita così come è, non guardiamo Eastwood, ma M.Leigh o K.Loach.Concordo che non è un film sulla boxe; concordo che non è un film sull’eutanasia:Non ho visto gioia nella vicenda.Ale55andra nega l’idea di anonimato.Massimo rispetto

  10. rispondiamo a tutti^^@missblum: io mi lamento sempre ^^tutto sommato pare sia piaciuta!@noodles: concorso perfettamente con tutto quello che dici!@delirio: ti ringrazio! volo a leggere la tua!che coordinazione!@amosgitai: ti ringrazio!@iggy: grandissima, da abbracciare!@poppystuff: non esageriamo ^^il film è 300 volte meglio di qualunque cosa possa io scriveremagari la soluzione è questa: prova a rivederlo!@avicenna: commerciale??? averne di film commerciali come questo!ed è, a mio modo di vedere, ben lungi dall’essere americanata (amesso che poi questo termine abbia realmente un senso ^^)@ale: no no ^^io è delirio abbiamo agito indipendentemente!grazie mille!@avicenna: “se vogliamo vedere la vita così come è, non guardiamo Eastwood”, dissento totalmente!

  11. Forse, se fosse nato in Europa (Italia esclusa)…Commerciale non l’ho detto io.Americanata non l’ho detto io, ma posso capire che in genere quelli della mia età lo considerino un po’ mainstream.Personalmente, ho apprezzato molto la figura dell’antagonista scorretta, perchè iconizza un sempre più comune modo di essere, un vuoto totale di principi e di valori, che quasi quasi noi ci sentiamo migliori.E forse, qui sta l’americanata.

  12. Ma io non nego l’anonimato…mi faceva ridere il nome Giacometto, non c’era nessun giudizio in quella mia ingenua risata…Ale55andra

  13. La boxe funziona, mawoody allen col tennis ha fatto meglio. i buoni sono buoni e distrutti (i vecchi inaciditi sono buoni e molto affascinanti). i cattivi sono senza spessore, senza profondità.sono delle semirette (l’afroamericana ringhia e basta).il regista traccia una linea pesante tra bene e male senza neanche spiegarla. il film era okay, era bello. ma perchè la paralisi l’ha portata il male e non il caso? non capisco io (qui sono, lo ammetto, limitato), perchè bisogna dare una forma al male (che non esiste) quando si ha bisogno di giustificare il dolore.oranon c’entra del tutto quello che sto per scrivere. ma i pugni di fight club (film sicuramente meno bello e sicuramente più adolescenziale) erano secondo me molto più “reali”

  14. Non posso aggiungere altro, questa pellicola fu per me conferma che il grandeschermo era in grado di donare più di immagini e suoni.Qui le immagini arrivavano dritte al cuore e i suoni (del dolore, soprattutto) prendono l’anima.Un film che ha lasciato molto dentro di me, tutt’ora. Ed io ho lasciato tanto di me in quello schermo. A presto

  15. Dio, se solo ricordo le lacrime che ho versato…e chi se l’aspettava che si svoltasse in questa maniera?Non sono più riuscito a rivederlo…

  16. @poppystuff:io non ci vedo linee spesse di separazione bene\maleper me è una questione di caso, più o menone riparleremo! (ora sono stanchissimo)@chiara: dritte al cuore, senza intermediari!a presto!@filippo: io l’ho visto e rivisto e rivisto!@deneil: ti ringrazio!

  17. ho trovato questo film stupendo e adesso lo rivaluto maggiormente dopo la tua recensione.Avevo solo apprezzato l’nterpretazione di I. Swank tanto che più tardi sono stata estasiata da “Boys dont’ cry”, ma adesso riconsidero la regia.Grazie

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