Hiroshima mon amour

Piccola e sentita dedica ad un’amica speciale (della quale posso dirvi che risiede nella comunità europea, ma nulla più).
VISIONI (BIN)OCULARI
Occhio, cannocchiale proiattetato in direzione del disastro atomico.
Le immagini ci schizzano addosso ma possono solo essere captate, non vissute. “Tu non hai visto nulla”. Noi non possiamo capire a fondo cosa sia quel male perchè non ne abbiamo una reale coscienza. Divoriamo le immagini con lo sguardo, ma cosa ne sappiamo di Hiroshima?
Rimasto cieco, abbagliato dalla bellezza delle pennellate di Resnais, lo spettatore viene chiamato a vivere la vicenda, che ora si sposta sul piano amoroso.
AMORE (IM)POSSIBILE
Distanze terametriche diventano microscopiche. Dovranno tornare infinite.
Amore impulsivo, atomico, che esplode con una forza tanto strepitosa quanto breve.
Un’amore impossibile perchè non vi può essere abbandono della dimensione “reale” (la propria vita “normale”), perchè le distanze spaziali rendono impossibile al ragno l’unione delle due tele.
Ci si ricerca per le piazze, nelle vie, in un caffè e infine in una sala d’attesa. Folle rincorsa ad un tempo che sta per esaurirsi.
La notte non intende spegnersi, l’ultimo buio sarà eterno.
NEVERS, PROIEZIONI MENTALI
I ricordi che i due si portano dentro affiorano pian piano.
Lui divora voracemente quelli di lei, vuole viverli, vuole penetrarla (i doppi sensi sono vietatissimi).
Lei, a Nevers, sua città natale, amò un uomo che vide morire davanti ai suoi occhi. Lei, sempre a Nevers, perse completamente il senno. Lei, ora a Hiroshima, riscopre l’amore e ritorna indietro con la mente. Dopo anni di caccia al tesoro, eccolo, davanti a lei, il gioello per cui perse la testa.
MEMORIA SEPOLTA DALL’OBLIO
Viene scavata una buca profonda ove poter seppellire i ricordi. Purtroppo essi sono parte intergrante della nostra vita, si disotterrano.
Un’intera città torna a vivere nella mente e nel cuore di una donna.
Tra Hiroshima e Nevers nasce un parallelismo, che ci indica quanto sia importante la memoria.
Coscienza storica e “biografica” che tende ad essere cancellata con gli anni, lenta distruzione alla quale bisogna opporsi.
La mano dell’oblio, purtroppo, avrà qui modo di tirare il suo schiaffo.
CONSIDERAZIONI FINALI
Resnais usa Hiroshima come sfondo per raccontare una storia d’amore, Resnais mette l’amore sullo sfondo e ci parla di Hiroshima.
Questo grande dialogo (e al contempo monologo) poetico di Resnais è una dolce “perquisizione” di luoghi, di personaggi, della coscienza. Una esplorazione del passato (intimo o collettivo che sia), una sonata per la viola del nostro cuore.
Capolavoro senza tempo.
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19 pensieri su “Hiroshima mon amour

  1. Film splendido; anche se il mio preferito del maestro Resnais è “L’anno scorso a Marienbad”. L’hai visto?

  2. Hiroshima mon amour: una poesia. Dalla distruzione atomica, dalla nefanda accusa di collaborazionismo per aver amato un tedesco, da Hiroshima a Nevers. Una francese, un giapponese, un incontro, un amore. In queste semplici situazioni un film che ha fatto epoca. Film da 5 stelle, non a caso sceneggiatura di Marguerite Duras. Come sempre ottima recensione in sintonia col film.A presto.

  3. @luciano: 5 stelle in scala da uno a 4 vero? ^^da hiroshima a nevers, di nuovo a hiroshima, e ancora a nevers ^^grazie mille!@pickpocket: la ringrazio, gentilissimo!

  4. Allora attendo il tuo post… quello, per me ancor di più di “Hiroshima mon amour”, è un capolavoro da strapparsi i capelli…Ciao

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