Michael Clayton

Divide et impera: raccolta differenziata

Aggiustare i meccanismi inceppati, ripulire lo sporco dei palazzi dai vetri opachi.
L’incessante ricerca di una sedia sulla quale sedersi.
Il film accelera lentamente e ciò purtroppo danneggia irrimediabilmente il ritmo, che se nella prima parte è quasi del tutto assente (l’impressione è quella del “pilota automatico”) finisce col diventare troppo affrettato nella seconda. Gilroy non “aggredisce” la pellicola, si lascia sopraffare dalla trama e si accontenta di girare un film canonico (soprattutto a livello stilistico).
Ripercorre strade già sfruttate in precedenza per evitare dossi e buche.
La pellicola risulta priva di mordente e l’intrigo non riesce a conquistare l’attenzione che meriterebbe, la suspence e l’azione ci sono, ma non ai livelli che era lecito attendersi.
Funziona, invece, assai bene per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e affonda bene la trivella nella dimensione umana degli stessi.
Se lo si considera un film sulla crescita di Michael Clayton, tra dubbi e false certezze, alla ricerca di un posto al tavolo della verità, allora il risultato è più che discreto. Purtroppo non si può ignorare che quello che doveva essere il piatto portante della vicenda, ovvero la “costruzione” e la falsificazione dei fatti, finisce col divenire contorno.
Clooney veramente in grande spolvero.
[sei]
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37 pensieri su “Michael Clayton

  1. concordo pienamente… senza nè particolari pregi, nè particolari difetti. Come dici tu, un film molto canonico…Ciao

  2. A me non è dispiaciuto per nulla, nonostante qualche lentezza eccessiva nella fase centrale. Per il resto ti/vi rimando (se vi va) alla recensione sul mio blog. Trovo che il confronto di opinioni (soprattutto se divergenti) arricchisca sempre Ciao e complimenti per il blog!

  3. certo, sono d’accordo, il confronto di opinioni arricchisce sempre e assai di più se esse sono divergentiti ringrazio

  4. Questo proprio non mi era mai venuto in mente di vederlo, sia per il tempo, ma anche perché ho deciso di fare altre scelte. Forse lo vedrò sul DVD, e se il film mi dovesse appassionare, mi darò uno schiaffo per non essere andato al cinema. A presto.

  5. guarda, è un film che si va a vedere con gli amici o la ragazzaio il secondo problema non ce l’ho ^^però non è il caso di affannarsi a recuperarlo, a mio avviso

  6. Io l ho visto da solo e ne son felice:probabilmente in compagnia alal fine del film tutti avrebbero detto “c ho preso!sapevo che sarebbe andata a finire cosi’!” quando invece l’intenzione era di rappresentare un personaggio ai suoi occhi perdente.Mr.DAVIS

  7. Io andrò a vederlo in settimana. Non so perchè ma dalle mie parti sono rimasti nelle sale i film della settimana scorsa eccetto questo. Il mio film della settimana era Angel ma a questo punto dubito di riuscire a vederlo. Comunque non mi aspetto tanto da questo film

  8. @pick: lo so bene… infatti per come la vedo io questo film a te non ha nulla da dire ^^@mrdavis: concordo sul finale, che forse può sembrare “telefonato”, ma per come la vedo io “necessario”@edo: angel qui non si vede nemmeno col telescopio :-(non aspettarti molto e qualcosa riceverai!

  9. “la suspence e l’azione ci sono, ma non ai livelli che era lecito attendersi.”ma chissenefrega dell’azione?ti aspettavi un film d’azione?”affonda bene la trivella nella dimensione umana degli stessi.” che è l’unico scopo del film.”Purtroppo non si può ignorare che quello che doveva essere il piatto portante della vicenda, ovvero la “costruzione” e la falsificazione dei fatti, finisce col divenire contorno.” chi l’ha detto che non sia l’introspezione di Clayton e il personaggio interpretato da Wilkinson il piatto portante del film?

  10. non mi aspettavo un film d’azione, ma nemmeno un film tanto piatto(e poi azione è da intendersi anche come movimento, e questo film è parecchio statico)no, non è l’unico scopo del film, è l’unico fine centrato del filmperchè ve ne sono altri abbozzati e portati avanti in modo sommario (e io credo proprio che la parte da thriller legale fosse a priori importante quanto la dimensione umana)allora che senso ha mettere della carne al fuoco se poi se ne deve cuocere bene solo una parte, lasciando cruda la rimanente?il fatto che un veicolo prevalga sugli altri non lo rende uniconon basta fare introspezione sui personaggi per costruire un film, a mio avviso

  11. “non mi aspettavo un film d’azione, ma nemmeno un film tanto piatto” statico, piatto? ma da cosa si giudica un film statico? per me statico è l’occhio di chi lo ha guardato e si è addormentato (in generale), si tratta solo di profondità di sguardo e prospettiva, tutto soggettivo e diversificato in base ai film. Io vedo cose e tu no, poi in un altro film tu vedi cose e io non vedo niente.”bene solo una parte, lasciando cruda la rimanente?” ad un film serve anche solo una sequenza per eccellere o poco di più. ad esempio in the insider, qual’è il piatto portante? la suspence legata al tabacco, la dualità parallela Pacino/Crowe. é troppo semplice ragionare per compartimenti stagni.”non basta fare introspezione sui personaggi per costruire un film, a mio avviso” in questo caso si’, ammesso che non è solo introspezione. Ci sono film d’azione statici e film statici in perenne movimento.

  12. ammesso che per me in the insider vengono messe sulla griglia diverse cose, tutte arrostite in sintonia senza trascurare un qualcosa che si era introdotto (essenzialmente dualità tra i due\tabacco\libertà di stampa)”ad un film serve anche solo una sequenza per eccellere o poco di più” fosse così planet terror sarebbe un film da conservare negli annali :-)”Ci sono film d’azione statici e film statici in perenne movimento” e ci sono anche film tanto statici da rimanere attraccati a terra, salvo poi voler raggiungere la destinazione con impeto e furia nella seconda metàquello che avrei voluto è un minimo di coerenza ritmica”Io vedo cose e tu no, poi in un altro film tu vedi cose e io non vedo niente.” o a volte ci vediam le stesse cose, solo che l’occhio e la mente scelgono su quali focalizzarsi

  13. “planet terror sarebbe un film da conservare negli annali :-)” negli annali delle porcate cinematografiche. (io parlo di sequenze ad esempio “alla coit tower in zodiac”, comunque era un’esagerazione la mia…)”solo che l’occhio e la mente scelgono su quali focalizzarsi” questo sì ed in tutti i film, sta alle varie sensibilità soggettive zoomate o meno sul caso specifico dell’oggetto-film.tutti a roma da malick.Malickkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk!

  14. E non era male, come hai scrutrto da me? Aleggere quel che scrivi sembrerebbe un film tranquillamente evitabile, parzialmente pensoso. Senza apeal. Bah!

  15. bè per me un film sufficiente è lontano dall’essere “evitabile” ^^(comunque è vero, non è male, certamente non peggio della media)

  16. Concordo pienamente col tuo post. Clooney in grande spolvero davvero, e la povera Tilda Swinton?sacrificatissima a mio parere…

  17. Davvero niente di che. Anzi la prima parte io l’ho trovata proprio brutta: scritta male,in modo confusionario.

  18. Esattamente ciò che ho pensato dopo averlo visto. Personaggi magnificamente descritti e attori ben diretti, ma un po’ fiacca la trama. Un film che poteva essere molto di più, ma in fin dei conti non è male.

  19. torno ora dal cinema…d’accordissimo con quello che dici!Per me un bel semaforo giallo.Appena ho tempo lo posto…Ciao

  20. L’ho piacevolmente visto alla mostra del cinema di Venezia, dopo aver apprezzato la simpatia di Clooney, che ha coccolato il suo pubblico: che sia per quello che mi è piaciuto molto??Vera

  21. Secondo me è una pellicola che serve soprattutto agli attori … non mi stupirei se ci scappasse qualche nomination agli Oscar o ai Golden Globe! Ciao, Ale.

  22. Bravissimo Clooney, ma io insisto (lo so, sono testardo… :-)) nel sottolineare l’ottima prova di Wilkinson. Per tagliare la testa al toro facciamo che nominarli entrambi! :-)Mr. Hamlin

  23. Eppure a me Michael Clayton è piaciuto molto, e per motivi diametralmente opposti a quelli per cui a te (legittimamente) ha deluso.Io trovo il ritmo del film sempre abbastanza coerente, senza picchi e senza colpi di scena all’americana (leggi: americanate). Una pekllicola dal gusto piuttosto europeo, a mio giudizio, permeata di realismo e senza intenti moraleggianti (e la storia raccontata si sarebbe prestata moooolto). Pensa cosa ne avrebbe tratto Barry Levinson, alla melassa che sarebbe inevitabilmente tracimata dalla celluloide.Il bello del cinema sono, comunque, i diversi punti di vista.Approfitto per farti i complimenti per il tuo blog, provvederò a linkarti subito, e ti ringrazio per essere venuto a trovarmi su settimaarte. Torna presto, io continuerò a leggerti!

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