L’arte del sogno

Premessa: post in sincrono con l’amico e grande cineblogger pickpocket83, la sua recensione qui

Bricolage immateriale di materiali, cellophane al servizio degli occhi, effetti speciali di un Méliès post-moderno. Ricordi in pellicola.
Amore per la creazione artigianale, creazione artigianale dell’amore. I sentimenti sono “(s)oggetti” plasmabili attraverso l’immaginazione.
Sogno e realtà sono martello e scalpello del nostro modo di essere.
“I sogni sono le pietre di paragone del nostro carattere” (Thoreau). Pietre irrunciabili, unica via per lapidare il tetro grigiume che ci circonda.
La denaturazione della superficie tangibile si compie attraverso la collisione con nuvole di cotone imbevute di alcol “interiore” (Gondry sceneggia, in pratica, se stesso).
Il visionario regista mette in scena un cinema fortemente personale anche nei movimenti di macchina, che paiono esitanti come lo è Stephane (il protagonista) di fronte alle circostanze della vita.
Un’esistenza oscillatoria in costante fase REM, pazzoide, autoingannevole.
Stephane, un David Copperfield che illude in primis se stesso, estrae dal cilindro i sogni. L’onirico si materializza e sfuma come un gas in quel grande recipiente che è il mondo.
Sognare di vivere un sogno ad occhi ermeticamente aperti oltrepassando le barriere della percezione “naturale”. Stephane colora con dei pastelli il mondo che lo circonda, è un artista a tutto tondo, ma non ha idea di come cancellare le tracce del suo delirio.
Gondry sogna cinema e lo materializza usando il set della propria vita, sottolineando che la settima arte è un “grande visione” asimmetrica alla realtà.
Le immagini diventano dunque mezzo disorientativo che permea “il supporto” (lo schermo, l’occhio e infine la vita).
Imperfetto, stravagante, è una parrucca tinta piena di nodi non sciolti, purtroppo nei punti sbagliati, ma piace anche per questo.
[otto e mezzo]
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32 pensieri su “L’arte del sogno

  1. in teoria questo film dovrebbe essere la realizzazione delle mie passioni di vita e di cinema eppure al cinema restai un po’… disorientato. Cioè m’era piaciuto, ma qualcosa non mi tornava e non capisco cosa. Dovrei riguardarlo.

  2. di difetti, comunque, ne hapersonalmente era da un po’ che non mi emozionavo a tal modo guardando un filmdovrei riguardare eternal sunshine, che invece non mi piacque

  3. E delle immagini del Film si è fatto una stupenda “mostra” dettagliata e affollatissima di oggetti!Grandioso…

  4. mmmm…secondo me eternal sunshine gli era superiore seppur molto diverso..qui c’è la visionarietà è vero, c’è quel che di artigianale voluto che è molto bello, ci sono dei buonissimi interpreti…ma la pellicola è fin troppo..fin troppo tutto.In somma in certi punti gondry ha esagerato e sembra di vedere un film che può comprendere solo chi l’ ha creato!Oltre a momenti di infinita lentezza dove davvero non si sa dove sbattere la testa..secondo me un buon film..ma non da 8,5..sette..sette e mezzo se vogliamo!

  5. il film io lo trovo meraviglioso ma in Italia fu penalizzato da un doppiaggio criminale!!!!!!!!!!!!!Basti pensare alla scena del bel Gael Garcia Bernal con le due tipe che si svolge in 3 lingue (inglese, francese, spagnolo) ed è fondamentale nel film: difficoltà nel capirsi e nei rapporti umani, presa in giro delle ragazze nei confronti del povero e ingenuo Gael, difficoltà di lui appena arrivato a Parigi. Che poi è la difficoltà di chi è un ganzo e un fico nel mondo dei sogni, ed è un po’ imbranato nella “vita vera”.A Milano quando uscì il film ci fu anche una mostra sulle scenografie della pellicola. Assolutamente favolosa!!Gondry è un artista, prima e oltre che un regista.Human Nature, il suo primo lungometraggio è strepitoso quanto incompreso.Un saluto al dolce dome. ^^

  6. Molto bello, mi piace tantissimo Gondry. Rimane il fatto che comunque Eternal era di una spanna, se non di più, sopra. ^_-Ale55andra

  7. Non l’ho visto (l’eccessiva “sperimentazione” un po’ mi ha spaventato, l’ammetto…) ma non posso che accodarmi a chi ha lodato Eternal sunshine of spotless minds. Un vero capolavoro: scritto, diretto ed interpretato magistralmente.

  8. Questo lo persi e non ho mai trovato occasione di vederlo. Lo noleggio e presto ti faccio sapere il mio punto di vista. Grazie. A presto.

  9. @damiani: grandiosa la mostra di oggetti!@lilith: quando c’è il cuore di mezzo non bado a spese :-)@deneil: pensa che secondo me invece non ha esagerato abbastanza!!!! he hesette e mezzo lo avrei dato se avessi seguito il cervello ^^@souffle: io lo dico sempre, i film andrebbero guardati in lingua originale, potendo Human nature mi manca! provvederò, sicuramente@ale: eternal lo rivedo, promesso@mr. hamlin: bè, non è poi troppo eccessiva… anzi è quasi “delicata”@luciano: fammi sapere!

  10. Se ti facessi i complimenti per la rece sembrerebbe una cosa scontata, prevedibile e retorica? non fa niente.. io te li faccio lo stesso: te li meriti per tutta la passione che riesci a trasmettere con i tuoi scritti… una cosa non da tutti, te lo assicuro… salutone 😉

  11. IO LO ADORO! Per me è uno dei migliori film dell’anno,o anzi forse il migliore (sì,lo so che può sembrare azzardato perchè sono usciti Eastwood, Lynch e altri grandi nomi) ma mi sono innamorato di questo film. L’ho visto 4 o 5 volte e a ogni visione è coinvolgimento puro, è una sorpresa in bilico tra sogno e realtà. Scritto, diretto e interpretato perfettamente. Gondry ti amo.

  12. Oh no!E’ uno dei miei film preferiti.Non ho mai visto una pellicola francese che non avesse un qualcosa di particolare.Dome ho guardato i 400 colpi ed è nella lista dei film da vedere 100 volte!Un bacio

  13. @pick: troppo gentilesono commosso@edo: bè posso capire, sai? però difetti ne ha…non concordo a fondo, diretto e interpretato perfettamente, ma la sceneggiatura ha qualche problema di troppo (anche se effettivamente non è grave, data la “soggettività” della sceneggiatura stessa), ciò non mi permette di urlare al capolavoro

  14. @chiara: i 400 colpi! mi fa mooooolto piacere che ti sia piaciuto, è straordinario!questo è piaciuto molto pure a mevive la france! 🙂

  15. io l’ho visto parecchio tempo fa, su consiglio della BImbaPixie, e mi era piaciuto parecchio.Inoltre anche io voglio fare robo-peluches

  16. Sì infatti io ho fatto il paragone con Kauffman in Eternal Sunshine nella mia recensione. La sceneggiatura di Kauffman è più solida e compatta (e magistrale). Quella dell’arte del sogno è perfetta nel mantenere l’equilibrio (o il disequilibrio?) tra realtà e sogno;confonde lo spettatore ma è proprio quello che deve fare, solo così si entra in perfetta sintonia con l’atmosfera surreale e soprattutto con la mente di Stephane.

  17. piace, la recensione! anche a me è piaciuto molto molto. pieno di belle idee.però sono d’accordo sul fatto che eternal sunshine sia più sostanzioso e organico.

  18. @edo e poppy: sono d’accordo sulla maggior compatezza e solidità di eternal sunshinei meriti di Kauffman, sotto questo aspetto, sono evidenti

  19. Sono un estimatore di Gondry per prima cosa come regista di video-clip. Quella per lui è stata una grande palestra ma, rispetto a molti illustri predecessori, allo spontaneo talento immaginifico ha saputo coniugare una riflessione non indifferente sul valore contemporaneo dell’immagine contemporanea, ‘mezzo disorientativo che permea “il supporto”.

  20. “Il visionario regista mette in scena un cinema fortemente personale anche nei movimenti di macchina, che paiono esitanti come lo è Stephane (il protagonista) di fronte alle circostanze della vita.Un’esistenza oscillatoria in costante fase REM, pazzoide, autoingannevole.Stephane, un David Copperfield che illude in primis se stesso, estrae dal cilindro i sogni. L’onirico si materializza e sfuma come un gas in quel grande recipiente che è il mondo”…”Le immagini diventano dunque mezzo disorientativo che permea “il supporto” (lo schermo, l’occhio e infine la vita).Imperfetto, stravagante” Ecco cosa intendevo per eccessivamente sperimentale. Massimo rispetto per Gondry (anche se una sceneggiatura di Kaufman aiuta…), Lynch e gli altri visionari. Ma quando esco dalla sala amo aver capito il senso di quello che ho visto. Mi rendo conto che probabilmente è un mio limite, ma non posso farci nulla. 🙂

  21. @trinity: esatto!@Mr Hamlin: eh, io il senso (e con lui il realismo) è decisamente l’ultima cosa che cerco, miro prima al sogno e al coinvolgimento ^^inutile cercare per forza un senso a quello che si vede in sala, quando non lo si riesce a dare neppure alla propria vita, no?

  22. Diciamo che, da razionale quale sono, cerco sempre un senso nelle cose (partedo, ovviamente, da quello della mia vita).Però è lecito che ci sia chi la pensa diversamente, ci mancherebbe… 🙂

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