The white diamond

L’arte del volo
Regia: Werner Herzog Durata: 90 minuti

Herzog nega il realismo della trama e sposa l’autenticità delle immagini.
Questo cinema, esperienza che diventa sempre più estrema quanto più entra in rotta di collisione con la vita, è esplorazione di luoghi, sguardi e maestosi microcosmi.
L’indescrivibile intimità della descrizione: il regista si immerge nel mondo “esterno” che vuole raccontare. Le immagini catturano colui che vorrebbe catturarle.

“The white diamond” è un atto di fede nei confronti del cinema, mezzo verso il quale Herzog mostra riconoscenza e di cui si serve per scoprire e raccontare.
I (de)frammenti visivi si susseguono con forza, la natura parla con una potenza tale da scalfire i timpani. L’uomo in piena contemplazione si smarrisce, si trova coinvolto in questa eco-orgia audio-visiva.
Quello che è da sempre il sogno dell’uomo, quello del volo, di poter staccare finalmente i piedi da terra e aleggiare sospinto dal vento, diventa una sfida “stupidamente” e non “eroicamente” estrema. Da questa sfida tecnologica ad uscire vincitore è solo il cinema (“in celluloid we trust!”).
Herzog prende a calci il semplice reportage, lo rifiuta perchè esso non può offrire la comprensione filosofica del circondario, che avviene solo quando vi è una rileaborazione soggettiva di quello che si ha davanti agli occhi.
Se il viaggio (più o meno “fisico”) è il generatore di emozioni in continua di questo cinema così estremo e sconfinante, la natura ne è l’amplificatore.
L’occhio si sostituisce al dirigibile, dove fallisce il prodotto della tecnologia (bilanciata, comunque, dal trionfo delle immagini ad alta definizione) è la componente umana a vincere.
E se il cinema ed il velivolo “invadono” riescono comunque a restituire un approfondimento poetico-levitante sulle disgiunzioni evolutive, ci offrono una visione delle “cose” dall’alto.
Davanti a un tale spettacolo armonioso, un’orchestra di cascate con stormi di violini fluttuanti accompagnati da sguardi di grandi sognatori “a terra” il primo a spiccare il volo è proprio lo spettatore.

[otto]

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19 pensieri su “The white diamond

  1. Ottimo, Ottimo… “Le immagini catturano colui che vorrebbe catturarle”: in queste tue parole c’è forse il senso profondo di tutto il cinema herzoghiano, cinema-sfida. Sfida ai limiti dell’uomo e della natura. Sfida sistematicamente persa. Ma come dici tu allo spettatore è concesso di spiccare il volo ugualmente. Un grande saluto cinefilo

  2. sì, la sfida è l’elemento fondante e basilare del cinema di herzog, che è uno a cui i limiti non piaciono ^^quella di portare uomo e natura “al di là dello schermo” è una sfida che sembra utopia, eppure herzog ci crede fino in fondo, con coerenzasaluti cinefili! ^^

  3. graziedi herzog non hai visto proprio nulla?questo è consigliatissimo, come tutti i suoi documentari (piano piano li posterò tutti 🙂 )

  4. Splendido…splendido… e pensare che con “Grizzly Man” è riuscito a fare ancor di più.Herzog è il miglior documentarista vivente… su questo non mi smuove nessuno.Ciao, a presto

  5. già, è questa la cosa incredibile, con “grizzly man” è riuscito ad arrivare oltreperò questo (insieme all’ignoto spazio profondo e ad apocalisse nel deserto) è di una suggestione visiva francamente stupefacente

  6. Sono d’accordo, una splendida suggestione visiva! Le immagini qui prendono il sopravvento sulle riprese stesse della macchina da pressa, creando una narrazione puramente visiva. Questa è l’arte di Herzog. Ottima recensione in simbiosi con il film. (Grazie Honeyboy). A presto.

  7. @souffle: grazie di cuorese riesci a vederlo ci tengo a sapere la tua opinione!@luciano: concordo, qui è puro Herzog 100% non distillato, le immagini regnano sovranograzie mille

  8. “aguirre furore di dio” (questo assolutamente, non può che piacerti)”fitzcarraldo” (devo vederlo anch’io, ma te lo consiglio lo stesso he he)”l’enigma di kaspar hauser” (capolavoro secco) e poi almeno 4 dei suoi documentari:”apocalisse nel deserto” (a mio modesto parere uno dei migliori documentari della storia)questo (e ho già scritto ^^)”l’ignoto spazio profondo” (mi ha convinto un po’ meno degli altri, ma è comunque grandioso)e infine “grizzly man” (esperienza che è oltre i limiti del cinema stesso)sono già una buona base, questi! :-)(ho in programma “fata morgana”, farò sapere anche di quello)

  9. grizzly man lo conosco!..nel senso so la storia..di sto pazzo che continuava a dire che un giorno o l’altro gli orsi l’avrebbero attaccato..alla fine se lo son magnato…ne ho visti anche dei grevi pezzetti molto belli..si!mi hai convinto!mi sto già attrezzando!

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