Breaking News

Hong Kong 2004 Regia: Johnnie To Durata: 90 minuti circa

Johnnie To aggredisce lo spazio, rifiutando il concetto di staticità delle immagini, perchè solo così si può cogliere il “tutto” (e l’utilizzo quasi massiccio dello split screen estremizza ulteriormente questa idea). I movimenti sono volti all’ipercinesi elastica che non comporta confusione quanto un poter abbracciare completamente la scena (con annessa crescita esponenziale dei punti di vista).
Sono grandi i spazi in cui muoversi, quasi illimitati (il grattacielo, ad esempio), ma To riesce a claustrofobizzare l’agorà, iniettando tensione in pellicola, ritmando a tal punto da risultare “sintetico” (quanto è più ampio lo spazio, tanto più è il tempo a doversi restringere).
Si parte con un gran bel piano sequenza, che ci immerge totalmente nel cuore dell’azione, preludendo con una sparatoria efficace (nel quale ci si mette un po’ a distinguere tra “buoni” e “cattivi”) al grande gioco fondato sulla “tensione”. Un “guardie e ladri” in cui criminali e poliziotti spuntano da tutte le parti sparando ovunque, salvo poi ripiegare nel nascondino.
I meccanismi adrenalinici sono ben incastonati e ruotano con maestria, con un ritmo che cresce parabolicamente (il montaggio non offre un attimo di tregua) andando a generare il necessario climax.
Breaking News è un film disseminato di personaggi che si credono registi, in realtà sono solo comparse del grande circo(lo) mediatico.
Lo Show è il re che (dis)ordina la violenza.
Un bel film, che magari non approfondisce a dovere la questione “mediatica” (è poi così necessario?), ma che sicuramente riesce ad “incollare alla poltrona”.
[sette e mezzo]
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23 pensieri su “Breaking News

  1. Letto con interesse… nonostante come ben sai il cinema di Hong Kong non sia proprio quello che bazzico con più frequenza… simpatica ed assai incuriosente la faccenda degli split-screen. Un saluto cinefilo di mezzanotte 😉

  2. nemmeno qualcosina di John Woo? (“the killer” e “bullet in the head” sono essenziali, e non sto esagerando 🙂 )di to io non ho visto molto, però per ora mi ha convinto molto (specialmente “election”)

  3. ora che ne sei a conoscenza non ci sono più scuse he he(prima o poi andrebbe visto, a mio avviso, ma c’è tempo, c’è tempo)

  4. Recupera asolutamente “A Hero never dies”, quindi “The Mission” e poi “PTU” se vuoi vendere il percorso estetco di questo regista! (avviso ai naviganti: in gennaio su To uscirà un libro con un intervento del Conte!)

  5. Come mi sento ignorante sulla materia “occhi a mandorla”… consigliamene uno di cui potrei innamorarmi… magari mi invoglia ad approfondire… ah come IGNORO!

  6. 5 film che mi vengono in mente così:in the mood for loveranferro 3 – la casa vuotayi yi e uno e duehana-bifai tu, qualsiasi cosa tu scelga tra questi è un capolavoro 🙂

  7. I primi tre li ho visti (capolavori!!!). Gli altri li ho recuperati!Questo non lo conoscevo, ma da come ne parli mi sa che devo recuperare anche questo!Ale55andra

  8. Questo mi manca. Eppure ho sempre saputo che è un capolavoro. Questa è l’occasione (grazie alla tua recensione) di recuperarlo. Grazie Honeyboy. Ciao.

  9. Mi dispiace, ma di questo film salvo giusto il bel piano sequenza iniziale. Il resto è da dimenticare, ed è un peccato, perché il tema e la trama erano anche interessanti ma mi sono sembrati svolti male e in maniera piatta, senza caratterizzare i personaggi e senza approfondire l’argomento della manipolazione delle notizie. Come miglior film di To continuo a preferire “The Mission”. Gli ultimi (“Exiled” a parte, effettivamente molto bello) non mi sono piaciuti. Ciao!

  10. non sono d’accordo, c’è tutto un discorso estetico (al di là del piano sequenza iniziale) che è al di sopra di temi e tramela cattura dello spazio, la ricerca di tutti i punti di vista possibilipiatto non è, se parliamo di ritmo e non di evoluzione narrativa tutto dipende da quanta importanza vogliamo dare alla trama, alla fine

  11. Per me in un film la trama ha sempre un’importanza fondamentale. In un film di genere, poi, ancora di più! ^_^ Dopo, sempre per me (ovviamente), subentra l’aspetto estetico-linguistico (più lucido ed essenziale è, meglio è). Solo per ultimo viene il messaggio, sul quale a volte non mi soffermo nemmeno. Non di rado apprezzo film che portano avanti messaggi o opinioni completamente differenti dalle mie, mentre non tollero incoerenze narrative o mancati approfondimenti psicologici dei personaggi.Purtroppo io guardando “breaking news” mi sono ben presto annoiato, e oltre il piano sequenza iniziale non ho trovato delizie “estetiche” come quelle, invece, di “The mission”. Ma questo mi succede spesso con To, anche con “Ptu”, “Election” e quasi tutti gli ultimi…

  12. ah allora non ci si può fare nulla, per me è sempre una questione soggettiva, se uno non lega a dovere con un regista (o anche con una fase del suo lavoro) c’è poco da fareil messaggio non è importante, su questo sono d’accordo, può anche essere assente l’introspezione sui personaggi è cosa buona e giusta, sempre a patto che non finisca con l’offuscare tutto il resto (come è successo, in tempi recenti, con michael clayton)in breaking news effettivamente i personaggi sono lasciati da parte, ci vedo più un’idea di “insieme”

  13. in questo film mi colpì sopratutto l’ironia sottesa che pervade tutto il film.E un fulminante riferimento cartoonesco quando il padre sequestrato con i figli che tenta di fuggire maldetramente si prende a schiaffi da solo per scusarsi di avere tentato la fuga.Per me, che da sempre sono interessato al gioco dei media, un film decisamente interessante.La conferenza stampa finale è in questo senso esemplare.Chi segue l’estetica del giornalismo televisivo ha degli spunti di riflessione dal film.

  14. favolosa la scena della tentata fuga!ecco, la conferenza stampa finale offre i suoi spunti, non lo nego(magari certe cose a chi non segue il giornalismo televisivo, e forse credo sia meglio non seguirlo ^^, potrebbero sfuggire, ma secondo me la forza del film non sta nel messaggio)

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