Tideland – Il mondo capovolto

La filosofia del cinema da salvadanaio (nel quale vien messa arte da quattro soldi) viene negata e malmenata in Tideland. Il panorama verso il quale possiamo puntare il binocolo è spesso triste: cinema-statico (un ossimoro) che si fa sopraffare dagli spazi senza porsi domande su come gestirli (e, peggio ancora, ricorrendo al pilota automatico). Gilliam propone un cinema con delle prospettive (in tutti i sensi), alla ricerca di angoli che non siano nè piatti nè retti, di spazi che siano profondamente obliqui. Questa è arte che respira, non cinema soffocato sul nascere (da trame che non si intrecciano ma si annodano).
Gilliam ondeggia (più o meno dolcemente), scandaglia, e soprattutto crea, gioca, “colora”.
Tideland è un film cattivo, visceralmente distopico (così come lo è Brazil), tanto duro da rifiutare l’aggiunta di un pizzico di umorismo alla pietanza (cosa che probabilmente da Gilliam non ti aspetti).
C’è pessimismo, tanto pessimismo non diluito (e necessario) che analizza il mondo che ci circonda senza lasciare speranze (no, nemmeno nei sogni).
Wilde richiese di tracciare l’utopia nella mappa del mondo poichè unico “Regno al quale l’Umanità approda di continuo”, Gilliam disegna la non-utopia nella cartina del mondo visto da lui.
Il dissenso è sprofondato nei mari del conformismo e il buon Terry tenta di riportarlo a galla. Il legame con l’ordine naturale delle cose è spezzato e nasce un forte contrasto, un viaggio attraverso il male “filtrato” con gli occhi innocenti di una bambina.
Nel “mondo capovolto” lo zucchero è amaro, l’infante non è un “bambolotto” da guidare ma egli stesso guida (e così dovrebbe essere). Il bambino è l’unico Virgilio possibile finchè il mondo adulto non deciderà di riappropiarsi dei sogni perduti, della “tavolozza dei colori” (splendido qui il lavoro cromatico sulla fotografia) divenuta “scala di grigi”.
Il gioco di contrasti diventa anche un “meccanismo” che ribalta: innocenza\nocività (il male può essere un concetto determinabile? perchè spesso si invertono a piacere gli schemi, secondo convenienza? chi sono i veri “mostri”?), morte vivente (vita illusioria certezza\morte certezza illusoria).
Questo mondo ha il mal di testa ed è confuso, i coach che disegnano gli schemi sono incapaci di assegnare dei ruoli (ha ancora senso il concetto di ruolo? la definizione dello stesso non è un atto troppo discriminante e prepotente?).
La trincea è stata scavata, io mi schiero con Gilliam.
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31 pensieri su “Tideland – Il mondo capovolto

  1. Bravi, bravi. Sempre più commenti positivi. Io vado martedì, ti farò sapere…le mie aspettative sono alte!

  2. Vedo che ti piacque…bene bene…”C’è pessimismo, tanto pessimismo non diluito (e necessario) che analizza il mondo che ci circonda senza lasciare speranze (no, nemmeno nei sogni).” quoto.

  3. mi piacque mi piacquegilliam mi piace sempre (premetto che ho evitato i grimm con tutta la forza del mio animo… 🙂 )

  4. Che bella rece potente, che hai partorito… davvero bella e ricca di spunti di riflessione, per un film che sicuramente ha tantissimo da dire e che (credo) non deluderà nemmeno le mie aspettative. C’è bisogno di film così,e c’è bisogno di sempre più gente che apprezzi questo tipo di cinema…spero di vederlo in settimana, intanto tienimi un posto in trincea 😉

  5. Fermo restando la tua bella recensione (ma ormai quella la do quasi per scontata, qui la qualità è sempre alta), resta il rammarico per la distribuzione del film: al solito criminale… :-(Spero di beccarlo in qualche rassegna…

  6. @pick: il posto è già riservato!intanto ti ringrazio, e aspetto con cuoriosità le tue impressioni!@mr hamlin: grazie!la guerra con la distribuzione italiana la abbiamo persa da tempo 😦

  7. Da me non è ancora arrivato. Spero di riuscire a vederlo, altrimenti… altrimenti… Bellissima recensione. Sempre di più i commenti positivi di coloro che l’hanno visto. Questo fa aumentare la mia ansia. Ciao e grazie.

  8. purtroppo non è arrivato ovunque, anzi è arrivato da poche parti :-(spero che tu riesca a vederlo, ne vale la pena!ti ringrazio!

  9. “Nel “mondo capovolto” (…) Il bambino è l’unico Virgilio possibile finchè il mondo adulto non deciderà di riappropiarsi dei sogni perduti, della “tavolozza dei colori” (splendido qui il lavoro cromatico sulla fotografia) divenuta “scala di grigi”. Concetto perfetto per riassumere il film. Terry Gilliam prima di mostrare il film al pubblico aveva detto: cercate di guardarlo con gli occhi di un bambino. Credo che, per capire la “bellezza” di “Tideland”, sia assolutamente necessario….Un saluto

  10. già, ma l’adulto è restio ad avvicinarsi alla fanciullezza, perchè la confonde con l’infantilismo (e quello invece non dipende dall’età, come tutti sanno 🙂 )un saluto! (e dopo coppola, siamo uniti anche sul fronte gilliam ^^)

  11. teniamo duro anche per “Tideland” come per “Un’altra giovinezza” ^^…tra l’altro si possono trovare alcuni punti in comune tra i due film: opere personalissime dei registi che le hanno fatte, originali, provocatorie “rischiose” e poco curanti di stupidi esiti commerciali. Vere opere d’arte insomma…^^Ciao, a presto

  12. un parallelismo, esile, c’ènon sul coraggio, per esempio, perchè Gilliam secondo me deve farsi più coraggio per girare film come i grimm che questo, che è ampiamente nelle sue corde sono ambedue dei film molto “intimi” e che se ne sbattono degli esiti commerciali, questo sicuramentediciamo che se per Coppola c’è stata una svolta, per Gilliam si tratta di ritorno(ed emotivamente parlando, questo di Terry regala qualcosa in più)

  13. Meno male meno male. Qui sembra che la connection si stia spaccando e stavo temendo. Recensione bellissima, corposa (e poi mi garba molto quando nella recensione si citano en passant i passati trascorsi di un regista – specie uno “autore” come Gilliam – legandoli all’ultima opera). Non vedo l’ora di vederlo. E purtroppo temo sarà dallo schermo del mio pc. Grazie distribuzione! <_<

  14. credo che non arriverà mai da me..che palle!ma appena esce in dvd lo prendo!assolutamente!mi ispira un sacco!la tua scrittura sta diventando quasi un flusso di coscienza controllato (e non mi chiedere che è perchè mi capisco solo io quando parlo)..le tue parole sembran quasi cullare il lettore eppure mi sento di dirti che il troppo stroppia..senza offesa per favore!io faccio un sacco di errori nelle mie recensioni, molte volte mi ingarbuglio tutto in quel che scrivo, sguazzo nelle mie stesse parole..quindi dovrei essere l’ultimo a dirti qualcosa..però una volta se non sbaglio mi hai detto (credo fossi tu se no ci faccio il figurone..)che le critiche sono ben accette..be la mia è una critichina..detto questo il tuo rimane uno dei blog più completi e meglio scritti che io conosca quindi bo..cosa ho voluto dire??non ne ho idea..sarà il sonno..scusami.

  15. Film delizioso, visionario come un trip. L’ho recensito anche io stamattina. Anche io mi schiero con Gilliam!Un solo appunto: secondo me l’umorismo (quello nero di cui parla Pirandello) c’è. Non è banale, è molto amaro, ma c’è.

  16. @noodles: ti ringrazio moltopurtroppo la distribuzione in italia è una associazione criminosa volta a far incazzare noi poveri amanti del cinema! 😦 (e ci riesce, uh se ci riesce!)@deneil: non ho capito molto bene il tuo discorso ^^comunque, le critiche sono sempre ben accetteperò mi piacerebbe capire cosa intendi con “flusso di coscienza controllato”, mentre sul troppo, posso capire (ma questo è il mio modo di scrivere, non credo ci si possa fare nulla ^^)@lilith: l’umorismo nero, c’èio mi riferivo a quello tipicamente gillaniano (le battute ormai leggendarie di Brazil o della Leggenda del re pescatore) ovvero quello che mira alla risata (riuscendoci)qui è tutto fondamentalmente macabro

  17. inutile ribadire che anche io sono con Gilliam. Con il suo cinema che va in direzioni non usuali non precotte e preconfezionate.Molto bello quello che hai scritto.Un saluto e un abbraccio.

  18. ti ringraziosì, anch’io sono stufo del cinema precotto, che non lascia nessun sapore in boccaquesto lascia dell’amaro, e va digerito lentamente

  19. credo che non riuscirò a spiegartelo..mmm..come dire..nel senso che sembran parole messe giu come pensieri che passano per la testa, anche se si capisce che sono strutturate in un certo modo..ecco..è molto bello come ti ho detto perchè le tue parole sembrano onde che cullano il lettore eppure a volte mi sembra di perdermi..sembra quasi di affogare in un mare di concetti che forse meriterebbero più spazio..mm..non mi sembro chiaro comunque!Comunque ripeto: trovo il tuo blog uno dei più completi e personali e quindi non so perchè ogni tanto me ne esco con certe cazzate…

  20. @ale: DEVI vederlo ^^ (grazie!!)@deneil: capisconon sai quanto tempo passo a chiedermi come scrivere e impostare una “recensione” (uso un termine impegnativo, non mi viene altro ^^), ma raramente (forse purtroppo) sono per la “diluizione” dei concetti (ovvero dare più spazio)prenderò in considerazione la cosa, qui è un continuo work in progressti ringrazio!(fai bene a dire quello che pensi, io apprezzo!)

  21. Anche io avrei altri aggettivi! ^^Anche io mi schiero con Gilliam, allucinato e fuori dagli schemi per descrivere lo strampalato mondo di Jeliza-Rose!

  22. uff purtroppo non mi garbò troppo. E’ una disdetta ultimamente… Volevo arrivare qui e appoggiare lo scritto anche dopo averlo visto e invece… 😦

  23. mannaggia! è già la seconda! :-(e vabbè dai il cinema è bello anche per questo, torneremo a essere d’accordo prossimamente, si spera!

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