Nosferatu il vampiro

Il Nosferatu di Murnau è immagine che esprime il reale nella sua forma più fantasiosa, un fulmine che colpisce ripetutamente la natura e le sue regole. La “condizione naturale” è dunque il punto di partenza attraverso il quale si crea l’agio, che deve essere poi sistematicamente rimpiazzato dal disagio (la “retta” tracciata inizialmente è fondamentale alla nascita del disturbo).
Murnau esprime senza particolari deformazioni e “colarazioni” dell’immagine (come invece avviene nel Caligari di Wiene) la sottrazione della sicurezza (tramite il “disegno vivente” della catastrofe).
A cambiare lo “stato delle cose” intervengono le luci e le ombre, se la luminosità è in un certo senso “familiare” è l’ombra a dover sconvolgere alterando la visione che scaturisce dal dentro (ovvero il “rielaborato” e non il “visto”: l’ombra, così come la luce, è Natura) fino a trasformarla in panico celebrale.
L’ombra, come il mostro, vive di notte (estremizzando il concetto, la notte proietta “un’ombra totale” sul circondario) e muore con la luce (si muove in stretta funzione degli oggetti a cui appartiene, ed è dunque inanimatamente vincolata). Estendendo il concetto di “appartenenza” a Nosferatu (in quanto entità mostruosa) ci accorgiamo quanto egli non possa più muoversi perchè stretto dalle catene dell’amore (è vincolato ad Ellen come l’ombra al suo “padrone”).
Quello che nasce è un secondo “scontro naturale” (dopo quello tra luce e ombra) tra amore e morte (ambedue condizioni naturali e irrinunciabili dell’uomo), che altro non è che appendice del precedente: se l’amore è “luminoso” e a suo modo dominante (e dunque l’oggetto del vincolo), la morte (da non confondersi con la vampiresca non-vita) è “buia” (e forse addirittura svincolante e liberatoria).
La figura del vampiro nasce (e svanisce) appunto grazie ad un incontro tra la natura romantica e quella funebre (nuovamente luce\ombra!), un bacio dato al sepolcro. Van Helsing e il suo scalpello qui non vi sono ma il cuore del Nosferatu viene comunque scalfito, questa volta dall’amore (sentimento in qualche modo “magico”, e un po’ “stregone” lo era anche il personaggio del libro di Stoker). L’aspetto umano del mostro (e probabilmente vale anche il viceversa, spesso nell’uomo si nasconde il mostro) si palesa attraverso l’intersezione di mondi apparentemente disgiunti: angelico\diabolico (Ellen\Orlok come “interiorità”), “bello”\”brutto” (Ellen\Orlok come “esteriorità”). Ed è per questo che la “bruttezza” (passatemi il termine) del vampiro è irrinunciabile, solo grazie a essa nasce quel contrasto che esprime in maniera potente il connubio amore\morte. Gli aspetti puramente metafisici del film di Murnau non sono quindi affatto disgiunti da quelli più “stilistici”.
Le atmosfere così realistiche sono le radici, le foglie sono l’inquietudine, ma il tronco deve metterlo lo spettatore (il rischio è quello di cercare di penetrare l’opera, mentre è decisamente più costruttivo lasciarsi penetrare dalla stessa).
Quando riesci ad entrare in perfetta armonia con “Nosferatu” le sue immagini ti entrano definitivamente sotto la pelle e non ti abbandonano più.
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21 pensieri su “Nosferatu il vampiro

  1. Mi hai fatto ricordare della piacevole re-visione che feci all’università, con un “pubblico”, la restituzione di un capolavoro al suo evento-spettacolo con spettatori. Sempre affascinante notare come i due grandi dell’espressionismo (Murnau e Lang) si muovano poi su direttrici pittoriche del tutto diverse: la curva e l’indefinito di Murnau contro le rette e l’ingegneria matematica di Murnau. Il vampiro curvo (e la sua ombra) contro le vertiginose altezze dei grattacieli di Metropolis.

  2. @damiani: non vi è alcun dubbio!(e ora voglio recuperare anche quello herzoghiano)@noodles: metropolis io dovrei ancora vederlo, ci provai, ma era il primo muto che tentavo di guardare e dopo circa 5 minuti ho alzato bandiera bianca! @chimy: questo è il primo murnau che vedo, ma non mancherò, a questo punto, di gustarmi il resto del suo operato!

  3. Questa tua riflessione su luci/ombre mi è piaciuta tantissimo, molto molto pertinente… l’ho trovata “illuminante”, direi. Il film poi è fuori discussione, un pezzo di storia del cinema che non ha perso un briciolo della sua forza espressiva. A proposito di Magritte, che vedo citato, e a proposito di “contrasti” tra luci e ombre mi è venuto in mente un quadro… lo splendido “L’impero delle luci”… A presto 😉

  4. ti ringrazio, questo film si presta molto a riflessioni su luce\ombra (secondo me l’aspetto predominante del film)dici bene, non ha perso un briciolo della sua forza espressiva, e questo è straordinariouh, l’impero delle luci… potrebbe essere l’oggetto del mio prossimo post magrittiano!

  5. Vengo a fare una capatina e… non smetto di leggere… ma quanto sei bravo! Sono invidiosissima! Và che t’aspetto fuori dal TUNELLELLE… del divertimentoooo!!! ;p

  6. Ottimo, ottimo, ottimo commento! Mi è piaciuta moltissimo la tua analisi ed interessantissima la tua prospettiva. Inoltre, anche se con sfumature diverse, vedo che siamo pienamente in sintonia. Grazie. Ciao.

  7. @chiara: arrossiscoma no ma no, niente invidia!he he, alla volta del tunnel!@luciano: grazie mille, sono contento tu abbia apprezzatoesatto, mi sono trovato in sintonia anch’io con quello che hai scritto tu su questo film (e mi piace molto l’idea delle “sfumature diverse”, arricchiscono assai!)

  8. Guardando L’ombra del vampiro che si rifa a questo grande film di Marnau, mi è venuta una voglia matta di vedere coi miei occhi quel grande personaggio che è Nosferatu, peccato che non ci sono ancora riuscita :(Ale55andra

  9. Quando ascolti i miei consigli mi rendi un cinefilo felice!Vuoi esagerare? Guarda il Vampyr di Carl Theodor Dreyer.La sequenza dell’ombra del soldato con una gamba di legno è una delle cose che basterebbero da sole a dare un senso all’idea di cinema!

  10. la smettete di parlare tutti di nosferatu??io lo devo ancora vedere e sono molto invidioso!bell’ analisi comunque!

  11. @avicenna: he heho guardato anche il Caligari ed è veramente stupendo, come mi dicestiil Vampyr di Dreyer DEVO vederlo, non c’è dubbio!@deneil: he he herecuperalo dai, e poi ci saprai dire!grazie!

  12. A me Murnau ha estasiato con Aurora..Da quel momento in poi ho visto quasi tutta la sua filmografia..E’ un grande precursore che la sapeva lunga in quanto a suscitare emozioni..Nosferatu è un bell’horror, no Avati col suo nascondiglio…;-)

  13. a me ne mancano parecchi, di murnau, ma rimedieròquello di Avati non posso giudicarlo, non l’ho visto (e non so se vederlo o meno ^^)

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