Vita da Bohème

Francia 1992 Regia: Aki Kaurismäki Durata: 100 minuti (bianco e nero)

La cornice è il quadro, il contorno la superficie.
“Vita da Bohème” è un film che punta la lente di ingrandimento sul margine, che concentra la sua attenzione su un micromondo.
Marginali sono i tre personaggi principali (lo scrittore, il compositore e il pittore): artisti eccentrici che non fanno parte di una precisa fetta di torta ma che orbitano intorno al mondo secondo orbite ellittiche sì ma al contempo discontinue, deformate, spezzate.
Marginale è anche l’ “irrisione” di Kaurismaki, il sarcasmo si trova in secondo piano rispetto all’immedesimazione dell’autore stesso (e il grande Aki è il quarto personaggio del film, l’artista “mancante”, regista eccentrico e marginale costretto ad essere “di nicchia”).
Lo sfondo (necessariamente sfocato) di questa cornice è pennellato a colpi di malinconia, quella tipicamente kaurismakiana “d’atmosfera”, che si respira in ogni singola inquadratura (non è un odore pungente ma delicato, destinato a rimanere nell’aria a lungo). L’occhio che osserva questo panorama si trova, suo malgrado, ad essere lucido.
Tutta questa “base” così costruita lascia comunque ampio spazio alla “follia” tipica del finlandese, ed è così che lo spettatore può assistere alla comparsa, sullo schermo, di trote a due teste (scelgo questa che è “la portata principale” di questo aspetto del film). Ed è proprio mangiando tale trota bicefala che nasce una profonda amicizia e soprattutto un’importante riflessione sulla ricerca della perfezione artistica (la perfezione uccide l’arte?).
Nasce una lieson imperfetta, in quel di Parigi, un gioco di esili contrapposizioni.
“L’artista di nicchia” si trova a rincorrere il successo, ad ambire e rifiutare al contempo lo stesso oggetto (e il successo qui è considerato un aspetto legato più alla logica “del soldo” rispetto alla filosofia della cultura), ma è lui stesso rincorso dalla vita e dalle proprie irraggiungibili ambizioni.
L’altro (fondamentale) contrasto è quello ironia\amore, che vede la prima componente issare bandiera bianca (come si fa a “prendere in giro” in maniera profonda un mondo che si ama?): anche situazioni potenzialmente “perculatorie” come il rubare l’osso al proprio cane per poter preparare un brodo all’amata diventano parti fondamentali dello sfondo malinconico di cui si parlava prima.
Quello di Kaurismaki è cinema da riscoprire, da gustare a fondo: i suoi ritratti senza speranze, il suo sguardo malinconico e la sua coinvolgente follia lo rendono grande.
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24 pensieri su “Vita da Bohème

  1. Vorrei fare un commento pertinente ma in tutta franchezza gli ultimi post che hai scritto riguardano film che non ho mai visto. Voglio però complimentarmi con te per la tua cultura cinematografica e per il taglio giornalistico delle tue recensioni che, fatte da chi nella vita si occupa di tutt’altro, valgono il doppio. Un saluto.

  2. ultimamente sto scoprendo e riscoprendo delle “piccole” (ma al contempo grandi) realtà che mi piace condividere con voi(quindi capisco che non abbia visto uno, in sostanza! ^^)soprattutto, grazie di cuore per i complimenti!

  3. Sono la solita voce fuori dal coro: sono iconoclasta dichiarato (tanto mica si muore…). Se guardo la TV o se vado al cinema, mi addormento in meno di 4 secondi. Però questo non mi impedisce né di leggerti, né di salutarti. No? Ciao, un abbraccio

  4. Su Kaurismaki svelo con vergogna profonda la mia grassa ignoranza…le parole e i toni che usi però non mancano certo di incuriosirmi. Cercherò di colmare la lacuna! prima o poi mi imbatterò nel finlandese, puoi starne sicuro 😉

  5. Uno dei suoi 3 migliori film a mio avviso, assieme a CALAMARI UNION e LENINGRAD COWBOYS. Anche se ripensandoci… anche gli altri sono dei piccoli gioielli eheh. EDO

  6. Di Aki ho visto “Ho affittato un killer”, “Leningrad Cowboys” ma questo (ed è una gravissima carenza) mi manca. Inoltre mi hanno detto che “Vita da Bohème” e forse il suo miglior film. Devo provvedere il più presto a vederlo. Recensione meravigliosa.Ciao.P.S. Una curiosità, conosci suo fratello maggiore (pure lui regista) Mika Kaurismaki, che ha vissuto un periodo della sua vita in Brasile?

  7. Tra Luciano e te qua sta da perderci la testa. Avete una cultura cinematografica talmente vasta da farmi venire i capogiri ^_-Questo regista ovviamente mi manca, ma come sono solita dire ultimanente (un pò troppo ahimè): recupererò!!Ale55andra

  8. è una vita che non vedo questo film.Lo presi a noleggio in videocassetta mille anni fa.Fu una piacevole scoperta.è sempre un piacere leggerti. un saluto.

  9. Ciao Dome,sono passata non soltanto per complimentarmi dei post,ma purtroppo non possiedo la capacità di commentarlo.Amo il cinema senz’altro,anzi ne vado pazza!Infatti,tutte le sere mi ritrovo chiusa in camera a guardare qualche pellicola di anni fa.Ieri sera,ho visto Goodbye Lenin…sinceramente mi sono persa di più nelle note di Yann Tiersen.Vabbè a te che può fregare?!A volte mi lascio andare.Scusami!Spero tu stia beneUn bacio

  10. davvero bella recensione, peccato che io odi, profondamente odi, kaurismaki e il suo modo di fare cinema. Ma probabilmente è una mia pecca.ciao

  11. @giovanna: ti ringrazio!@digito: certo!e comunque anch’io davanti alla tv mi addormento, con quello che danno ^^al cinema di solito no, invece :-)@pick: con tutte le lacune che ha il sottoscritto, altro che vergogna!comunque prima o poi ti consiglio di avventurarti nella visione di questo film, per iniziare, merita assai!@edo: sulla grandezza dei leningrad non bisogna nemmeno discutere :-)MI-TI-CI!dimentichi “l’uomo senza passato”, stupendo!@luciano: per me se la gioca con “l’uomo senza passato”, altrettanto bello e malinconicoi leningrad ti sono piaciuti? con i loro ciuffi e le scarpe a punta? io li trovo meravigliosi!il suo fratello maggiore non lo conosco, purtroppo :-(@amosgitai: non te ne pentirai, secondo me! ^^@ale: he he he grazie!qui per servirti, ovviamente quando recuperi fammi sapere!@souffle: ti ringrazio!sempre un piacere averti da queste parti!è bello scoprire queste pellicole un po’ “di nicchia”, io mi ci affeziono poi!@chiara: figurati, cara, ogni tuo commento è sempre gradito!@claudio: le luci della sera è molto bello, purtroppo il pubblico, anche quello cinefilo, lo snobbò, ingiustamente@anemicinema: capisco, il cinema del buon aki invece è proprio nelle mie cordegrazie!

  12. Adoro Kaurismaki in particolare e il cinema scandinavo tutto in generale… la mia tesi di laurea. Bellissima recensione, ottimo sguardo.Mika, all’inizio della loro carriera, faceva film col fratello, poi si sono separati. I primi film hanno temi che somigliano a questi: soprattutto una gran voglia di fuga e disadattati come protagonisti. Moro non Brasil di Mika l’ho trovato molto bello, un viaggio nella musica, nei colori, nella vitalità brasiliani.

  13. Ciao caro honeyboy! Ovviamente onorato della tua visita sul mio blog. Complimenti (non ipocriti) sulla selezione dei film: nonostante adori il cinema di genere ho visto tutti i titoli che hai recensito, strano lo so. Divertente l’idea dei critici in e out, ma Nazzaro e Bocchi? Che ne pensi? Ciao a presto

  14. @guccia: interessante trovare qualcuno che condivide questa mia passione per il mitico Akigrazie per i complimenti e anche per avermi delucidato un attimo su Mika!@jacopo: il pier maria bocchi è “in”, assolutamente, sono secoli che non aggiorno l’elenco, dovrei ^^ti ringrazio!

  15. a me è piaciuto anche Juha che è di una tristezza infinita… senza quei tocchi surreali che contraddistinguono i suo film…

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