1.

Un esercito di fotografi davanti alla casa della bella addormentata. La bella addormentata è stata stuprata dal principe azzurro, dicono, dal Cavaliere. Dicono che la bella addormentata sia morta dopo lo stupro e che il Cavaliere, in sella al suo cavallo, si sia dileguato.
Sta uscendo dalla casa, scortata dai barellieri. Ripetono: è morta. Sentenziano: ferita profonda. Dimenticano: pietà.
L’esercito di fotografi avanza e inizia a sganciare decine di flash contro il corpo freddo della bella addormentata, milioni di armi stroboscopiche si abbattono sulla sua carne martoriata.
I fotografi si spingono, spinti a loro volta da una cieca mania, vanno a caccia dell’inquadratura ravvicinata. Il corpo della bella addormentata, quello vero, non significa niente finché non è impresso sulla pellicola. Qualcuno non ha ancora ottenuto il suo souvenir quando quel corpo viene portato via, qualcuno corre dietro l’ambulanza, scatta qualche foto mossa, sfocata, eterea, immortala e stupra fino a quando l’ambulanza diventa irraggiungibile, fuori dalla portata dell’obiettivo. Un ultimo fotografo, ormai stremato dalla corsa, sgancia un ultimo zoom.
Un tizio non ben identificato sta filmando l’avvenimento, filma i fotografi e sorride, scuote il capo, ma non è meglio di loro, è solo in seconda linea.
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6 pensieri su “1.

  1. Se è quel che penso… Sono d’accordo in tutto e per tutto, l’accanimento mediatico ha fatto il gioco degli approfittatori politici, e ognuno ha fatto il proprio gioco e cercato di prendere la propria fetta… e tutto è stato non solo un’abnorme stupro senza ritegno alcuno, ma anche una manifestazione di orrido cannibalismo,..senza pietà..come dici.
    I familiari della bella addormentata sono costretti a sottrarsi..dignitosamente, per non offrire ulteriore carne in pasto agli avvoltoi…

  2. Sono d’accordo con voi. Il triste è che, ora che il corpo della bella addormentata ha finalmente raggiunto la sua anima, nessuno si occuperà più del problema fino ad una nuova bella addormentata
    Lucia

  3. Una grande sofferenza portare il dolore nel teatrino del parlamento, in pasto ai cannibali mediatici. Post struggente e meraviglioso.

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