La fine di qualcosa

Il tuo sguardo inchiodato al pavimento. La cucina, vuota. Un paio di valigie. I punti di sutura sono saltati. Lei è in bagno, non ti concede un addio. I bambini ti chiedono dove stai andando. Papà torna presto, papà torna presto. L’eco delle parole ti suona poco familiare. La porta che si chiude alle tue spalle, le valigie gettate di peso nel bagagliaio. Il motore si accende e sancisce la fine di qualcosa. Poi ti volti verso la porta per qualche secondo e la saluti con un cenno del capo.
Qualcosa si è spezzato là dentro, cara porta. Nulla sembra poter durare abbastanza a lungo, vecchia mia. L’entropia domina ogni legame, le asce del tempo colpiscono implacabilmente.
Il tuo piede sull’acceleratore. I metri che aumentano inesorabilmente. I rimpianti che lasciano strada ai ricordi. Tre lacrime che percorrono il viso, cadono, si adagiano sul tappetino.
Domani, macerie dalle quali ripartire. La colpa non è tua, lo sai, ma questo non ti rincuora.

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2 pensieri su “La fine di qualcosa

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