Ponyo sulla scogliera

Forse per apprezzare a dovere quest’ultimo lavoro del Maestro bisognerebbe riuscire a osservarlo con gli occhi di un bambino e “pensarlo” col cervello di un adulto. Ponyo sulla scogliera è di una gioia visiva davvero ineguagliabile: ogni contatto con la natura raggiunge la meraviglia, ogni immagine sbalordisce la retina e lo stupore fa capolino fra le onde. Proprio sul concetto di “stupore” si fondano i film di Miyazaki, il mettere in gioco dei mondi con molti punti in comune, appartenenti alla stessa galassia, ma sempre e comunque talmente nuovi, affascinanti e inattesi, pronti ad immergere lo spettatore nella purezza della visione. Vedere le cose come la sincerità degli occhi ce le restituisce, questa la prima cosa da imparare da un bambino.
Oltre a trovare la purezza visiva il Maestro ci mostra anche la verginità del sentimento infantile, l’amore incondizionato al di là della forma e della sembianza, l’eterna promessa di un non-abbandono. E ancora, relazioni umane fantasiose perché fondate sul reciproco ascolto (l’adulto non impone ma sa ascoltare, oltre che spiegare).
Film meraviglioso, che riempie d’armonia, che spezza il cuore proprio mentre ti abbandona perché sai che fuori dalla sala le cose non stanno così, che lì è più difficile trovare speranza, comunicazione, persone disposte a promesse di non-abbandono e ad un amore senza condizioni, qualcuno disposto ad ascoltarti per davvero. Sarebbe meraviglioso poter abitare nel film, ma dato che questo è impossibile non sarebbe male, almeno, prendere esempio.

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19 pensieri su “Ponyo sulla scogliera

  1. sì, sarebbe stupendo abitare nel film. Il pianto sale, in parte, proprio perchè sai che là fuori le cose non stanno così. E ti senti fuori posto. Ti abbraccio.

  2. “l’adulto non impone ma sa ascoltare, oltre che spiegare”
    Uno degli aspetti più belli di un altro suo capolavoro precedente, Totoro!
    Ponyo sarà mio domani ^__*

  3. stefano: non hai resistito ^^ meraviglia allo stato puro
    souffle: già…
    weltall: totoro capolavoro assoluto, uno dei miei preferiti del maestro. fammi sapere su ponyo!

  4. Sono incerto se andare a vedere prima questo o il Cassell di “Nemico pubblico n. 1”
    Diciamo comunque che la tua recensione contribuisce a far pendere la bilancia verso Miyazaki.
    Onore alla Lucky Red che l’ha degnamente distribuito.

  5. Uno stupore che riporta gli adulti dei bambini… e fa diventare i bambini adulti cinematograficamente parlando 🙂

  6. “Forse per apprezzare a dovere quest’ultimo lavoro del Maestro bisognerebbe riuscire a osservarlo con gli occhi di un bambino e “pensarlo” col cervello di un adulto.” frase splendida!
    Gli altri fanno cinema, Miyazaki fa miracoli. Riesce a connetterci con la parte più infantile di noi e ci commuove ogni volta, parlando a tutti e a ognuno singolarmente. Se questi non sono miracoli…

  7. lo andrò a vedere sicuramente sta settimana..
    il problema èche la proiezione è solo di pomeriggio, e a quanto pare è così in tutte le sale..
    certo che la pubblicità e la programmazione per quest’altro capolavoro di miyazaki sono oscene.. come al solito certi prodotti e certe opere d’arte del sol levante vengono presentati come prodotti solo ed esclusivamente per bambini.. mentre nei film di miyazaki c’è molto di più: radici filosofiche e concettuali che credo che i bambini non possano granchè capire (ma non per questo non lo possono guardare..)

  8. non sono sicuro che i bambini non possano capire granchè, forse sottovalutiamo un po’ troppo i bambini. secondo me ci sono (molti) aspetti del cinema Miyazakiano che un bambino può afferrare meglio di un adulto
    scegliere di distribuirlo come prodotto per bambini, comunque, non ha molto senso
    e gli adulti che ci vanno alla fine sono quelli che Miyazaki già lo conoscevano, mi sa. una diffusione davvero totale e “come si deve” di questo autore nel nostro paese è ancora lontana (e non c’è da meravigliarsi…)

  9. Il mio ragazzo sta trepidando per questo film, adora Miyazaki, io grazie a lui lo sto scoprendo… anche se avevo visto già qualche opera sua (per es. Il Castello errante di Howl) e non lo sapevo!
    Sono d’accordo con quel che dici dei bambini: io ero bambina che guardava ‘Anna dai capelli rossi’, sempre di Miyazaki (ovviamente non lo sapevo), e lo trovavo ‘diverso’, mi attirava molto, a differenza di altre cose passate dalla tv…

  10. io, per sostanziare quello che diceva honeyboy, direi che, proprio seguendo le parole del Maestro, questo film lo si può percepire appieno solo se bambini.
    Per gli adulti, dice Miyazaki, occorre fare un sforzo in più per ricordare come erano.
    Quanto ho letto queste parole ho compreso il senso di tutta l’operazione di Ponyo.

  11. Miyazaki dice che i suoi film colpiscono soprattutto i bambini, perché esprimono un linguaggio che riflette il loro punto di vista, un punto di vista aperto che noi abbiamo perso o dimenticato e con cui il cinema di questo genio ci riconnette.

  12. “una diffusione davvero totale e “come si deve” di questo autore nel nostro paese è ancora lontana (e non c’è da meravigliarsi…)”

    Anche perchè ho notato (perlomeno dalle mie parti) che molte sale lo proiettavano solo durante il primo spettacolo pomeridiano, max secondo, (quello delle 17 e 30 per intenderci), cosa che non sarebbe mai avvenuta per un film Pixar o Dreamworks…
    Non ce la faremo mai…
    Byez

  13. L’ho visto ieri con mia figlia Luna, 3 anni. Siamo rimaste letteralmente incantate…Nell’intervallo la mia bimba mi ha detto: “Mamma, a me piace Ponyo!” parafrasando quanto Ponyo aveva detto nel film a Soske.
    Una poesia e uno stupore che non si ritrovano nei cartoons americani…bellissimo.

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