Astragalomanzia

Sfondare con il corpo la barriera del suono per non sentire più il clangore delle ossa che scricchiolano, il ronzio delle carni lacerate, il crepitio delle vetrate che lentamente si frantumano. Affidare la propria vita al lancio di un dado e poi rotolare insieme a lui. Essere il numero. Aumentare il numero di dadi e di combinazioni per poi accorgersi che apliando l’area della gabbia le sbarre non abdicano. Ridurre tutto a statistica, logica, calcolo. Programmare, ripetere, riprogrammare, resettare, ricominciare.
Oppure aprire gli occhi sulla disperazione, tentare di ascoltarla odorarla e toccarla. Prende atto delle cose, di cosa siamo. Carne che fluttua nel tempo. Per poi sbarazzarci del metronomo, del righello, del calcolo combinatorio. E  finalmente respirare Caos a pieni polmoni.

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9 pensieri su “Astragalomanzia

  1. belle parole!
    io però sono dubbioso anche nei confronti del caos e della emancipazione nei confronti di molte cose..

    forse perchè una parte di me (non saprei dire quale!) concorda con aldous huxley, quando disse: “se noi continuamo, in maggioranza, a non conoscere noi stessi, ciò dipende dal fatto che la conoscenza di sé è dolorosa, e noi preferiamo i piaceri dell’illusione”.

    questa affermazione implica una consapevolezza che va a sbattere contro una realtà che non è quella che vorremmo… ne la migliore possibile per noi (ne una lontana cugina!). ma è semplicemente quello che è, a prescindere dal nostro pensiero, dalle speranze e dalla volontà umana.

    certo è che già la libertà, o semplicemente subodorare il concetto di libertà e tentare di applicarlo alla nostra piccola esistenza, è un passo avanti rispetto ad una coscienza che ha abdicato dinnanzi alla routine e ai luoghi comuni(sebbene le parole stesse, in primis quelle dei poeti e dei filosofi, alla fine siano spesso gabbie dorate in cui cullarsi, in cui credere d’esser liberi)

    boh! O_o

  2. io credo che gran parte della grande armonia che regna là fuori, mentre guardo fuori dalla finestra (le foglie mosse dal vento, le coccinelle che volano secondo certe traiettorie etc) sia gran parte merito di un caos talmente spinto da essere arrivato ad un punto di equilibrio (elettroni che orbitano, centinaia di reazioni chimiche al nanonosecondo, etc).
    quindi la natura è armoniosa perché è caotica.
    io dico che respiriamo caos senza nemmeno accorgercene (o talvolta preferiamo non accorgercene), in mezzo ad una autostrada o in centro commerciale etc etc
    solo che non sappiamo bene come viverlo e quindi programmiamo, questo finché il programma funziona come una scatola nera e non ci sono guasti/problemi e non dobbiamo mettere mano, capire perché le cose funzionano
    l’armonia siamo noi a crearla, a vederla, ma è illusione o meglio apparenza, ciò che appare all’esterno, ma se solo potessimo aprire e vedere i meccanismi all’interno…
    dobbiamo costantemente fare la guerra a noi stessi per ottenere un’illusione di pace, a volte stare in pace dentro e vivere una guerra fuori è liberatorio
    detto questo, benvenuto Chris
    W.D., a volte anche l’ordine non è consigliabile, se è la vita a scegliere 🙂

  3. L’astragalomanzia ci salverà. L’armonia è nel polemos, nella battaglia tra gli opposti. In mezzo c’è il caos. O forse solo una sua apparenza, rivelata da un lancio di dadi. Chiamiamo caos il frutto dell’estenuante e decisiva lotta tra principi antitetici. La luce e l’ombra, l’ordine e il disordine, la vita e la morte.

    (Saluti astragalomantici)

  4. Io vivo perennemente nel caos dei miei pensieri. Ho scoperto che intorno a me la natura mi parla e mi manda messaggi a volte chiari altri no, ma pur sempre messaggi. Ovviamente solo io riesco a mettere ordine nei miei pensieri e nelle azioni quotidiane. Ho, non sò come, affinato un certo sentore nel percepire le forti emozioni che mi mandano le persone, come se avessi sviluppato un codice, non sò se sia segreto, che mi parla, specialmente quando si tratta di dolore. Purtroppo quel dolore mi arriva come, se quasi lo vivessi direttamente. Avrei bisogno di capire tante cose, purtroppo è talmente tanto vasto il campo che a volte mi sembra di perdermi, ma poi c’è sempre qualcosa, un piccolo tassello che mi riporta magicamente dove mi serve. Spero d’arrivare a capire quello che per me ancora rimane un sentore, visto che chi dovrebbe confermare si astiene; tuttavia qualche piccola conferma, per fortuna c’è. Sono una curiosa per eccellenza, e mi piace entrare nelle pieghe della vista, purtroppo a volte ciò fà soffrire, ma non c’è altro modo, che toccare con mano (come dico io).

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