Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans

Il cattivo tenente herzoghiano è più un’operazione che un film, un’operazione (sul genere) affrontata col biberon anziché col bisturi. E se non sarà per questo film che Herzog verrà ricordato, nonostante qualche gustoso squarcio iguanesco e la memorabile anima danzante, poco importa. Non si può però negare lo spasso di vedere un cineasta come Herzog baloccarsi con le convenzioni di un cinema che non gli appartiene, lavorare sull’uomo i suoi ambienti e le sue (in)certezze e non sull’alieno e lo Spazio ignoto e profondo. Eppure si ha la sensazione che i conti non tornino, che ci sia uno scarto dalla normalità, che la routine venga turbata dallo sguardo di un serpente, dai pensieri di un pesce. Come se la visione del “vecchio” Herzog facesse capolino, “allucinando” il quadro.

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