Basta che funzioni

Woody Allen ripete il suo cinema (con davvero tutte le tematiche del suo repertorio) , come impone una certa coerenza autoriale, e lo fa (ri)filmando una New York ineditamente orizzontale (una metropoli(s) “schiacciata” dai grattacieli fuori campo). A New York lo script torna ad essere totalmente in balia di un maestoso caos e i personaggi “svoltano” ad uno ad uno, improvvisamente mossi dai fili dal caso.
La quarta parete viene lacerata fin dall’inizio, perché Boris (il protagonista) ha una “ampia visione” delle cose e sa, pur essendo personaggio, di essere inquadrato/proiettato. Questo rivolgersi direttamente (e ripetutamente) allo spettatore, come per chiedere attenzione (o amore), stabilisce da subito un contatto particolare, come quando troviamo un oggetto in un qualche cassetto remoto e il suo piacevole odore di vecchio ci ricorda qualcosa di familiare. I monologhi di Boris (pura soda caustica) non devono però ingannare: questo è uno dei film di Allen più ottimisti in assoluto, con una certa fiducia nella possibilità che l’uomo riesca ad inseguire ed infine acciuffare la felicità. Forse illusoria o forse no, forse basta che funzioni.

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10 pensieri su “Basta che funzioni

  1. Avevo sentore che questo dovesse essere un film da non mancare… ^^

    Ottimo post: chiaro, efficace ed affettuoso. A Woody vogliamo e vorremo sempre bene.

  2. “I monologhi di Boris (pura soda caustica) non devono però ingannare: questo è uno dei film di Allen più ottimisti in assoluto, con una certa fiducia nella possibilità che l’uomo riesca ad inseguire ed infine acciuffare la felicità. Forse illusoria o forse no, forse basta che funzioni.”

    è verissimo quanto dici, non l’ho percepito subito. grazie brother.

  3. Si percepisce soprattutto nella seconda parte, secondo me è un filmone altrochè. Del resto non poteva essere altrimenti con Allen che gioca in casa. Come sempre grandissimo post. Grazie Dome ^^

  4. sempre gentile alessandra 🙂
    grazie a te
    credo anche io che si percepisca soprattutto nella seconda parte, quando si avverte un certo distacco dalla concezione “borisiana” della vita

  5. Ecco com’è bello venire qui e leggere pareri felici. Non l’ho ancora visto, ma dev’essere una forza questo film, non può essere altrimenti. Su Woody sono un dittatore! Lui ha sempre ragione.

  6. Sono mesi che non vado al cinema 😦 e conto di ricominciare da questo che mi sembra un ottimo film. Poi, dopo aver letto la tua splendida recensione… basta che funzioni!

  7. A questo punto dovrei nascondermi, visto che son l’unico dubbioso di una platea-cineblogghica tutta in standing ovation…

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