Un palloncino verde

C’era quel palloncino verde enfio d’elio annodato ad una sottile cordicina che tu tenevi stretta in mano. Ce ne stavamo seduti su una panchina di quella piazza trapezoidale e guardavamo passanti catodici tracciare crociere geometricamente sconnesse, una frenesia che se osservata a lungo rischia di annodarti gli assoni e mandarti in cortocircuito. La cosa davvero interessante del campo visivo è che c’è sempre qualcosa di periferico e poco nitido. Quel qualcosa ti permette di avere dei dubbi, almeno finché non ti volti. A metà circa del lato ovest del trapezio due sguardi si incrociarono, le incertezze si specchiarono per qualche istante le une dentro le altre.
Ci starebbe un discorso diretto, me ne rendo conto, ma quello funziona davvero solo nelle stanze insonorizzate, le piazze sono un convoglio di suoni e le parole dovrebbero essere in grado di accavallarsi, collidere, assumere più significati contemporaneamente.
E insomma tu cercavi di trovare il momento adatto per liberare il palloncino verde e farlo volteggiare nell’aria, e io ti chiedevo continuamente «adesso?» ma tu scuotevi il capo. Poi guardai il tuo viso e mi accorsi che stava cambiando espressione, e ti alzasti di scatto in piedi aprendo la mano, e il palloncino verde iniziò a fluttuare.
Ripensandoci ora mi sarebbe piaciuto poter assumere il punto di vista di quel palloncino, attaccare una microcamera ad una sua estremità, immergermi in una visione gassosa facendo breccia fra le nuvole, gli occhi persi nell’aria in balia di una lenta rotazione. Un’esperienza di quasi vita.
E ci mettemmo a guardare il palloncino verde che si involava fino a ridursi ad un puntino, fermi per una pallida frazione di tempo con i piedi incollati al pavé, e poi il palloncino verde con uno scoppio salutò le nuvole e i suoi resti cominciarono a precipitare, e noi ci risvegliammo dal nostro sogno icaresco. Con dei lividi sul cuore.

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3 pensieri su “Un palloncino verde

  1. Mi rammenta quando da piccolo nei sogni salivo faticosamente in alto con un guanciale per poi cadere precipitosamente a terra. Una gradita emozione^^

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