L’uomo metallico /5

Un gesto filmico

Una piazza rettangolare. Il campo visivo di un musicista, da un lato, un andirivieni di figure in fulminea dissolvenza. Un violino dal quale la melodia sembrò per un istante evaporare, un canto asfissiato a suggerire la fine di qualcosa. La fine di una vita, una forca al centro della piazza. L’uomo metallico eseguiva panoramiche orizzontali, fermandosi ogni tanto ad immortalare una qualche espressione facciale, a catalogare le reazioni più svariate. L’impazienza, la paura, l’impotenza, l’orrore, l’orrore. Arrivò il condannato, l’uomo mettalico zoommò sul suo volto, inquadrò uno sguardo che aveva già rinunciato alla vita ancor prima di abbandonare il respiro. Vedi anche: rassegnazione. Il condannato venne incappucciato. Una donna cominciò a piangere, un’altra ancora coprì con le proprie mani gli occhi del piccolo figlio. Se sei fortunato ti si spezza l’osso del collo. Una gran fortuna, non c’è che dire. L’inquadratura a questo punto si allargò, a mostrare l’intero scenario, l’uomo che muore e lo strumento di morte. Il condannato venne condotto sul patibolo, e la corda pendeva ancora lì a dispetto di qualche preghiera andata a vuoto. Una sedia, un calcio, un uomo che barcolla agonizzante, un respiro rarefatto, i battiti assenti del cuore. La donna che piangeva si accasciò al suolo, inquadrata dall’uomo metallico, e trattenne il fiato a lungo, l’apnea per dileguarsi altrove, l’apnea che sfoca la vista e regala l’incertezza laddove tutto pareva tristemente limpido, l’apnea come singhiozzo strozzato in gola, il silenzio di un dolore troppo grande da poter uscire fuori.
Poi la donna si alzò da terra, imbeverata di polvere, e corse del tutto impulsivamente verso l’uomo metallico, per abbracciarlo, e lo serrò con tale veemenza che la ferraglia scricchiolò. L’uomo metallico lasciò che la logica in lui implementata prendesse una decisione, quindi contraccambiò l’abbraccio. Non era questo, ciò per cui era stato assemblato.

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2 pensieri su “L’uomo metallico /5

  1. E questa è una delle pagine più importanti (finora^^) nella vicenda dell’Uomo Metallico…

    Lui continua a “smuovere” nelle persone che lo incontrano sentimenti, nonostante non sia programmato per fare questo. E nonostante, forse (e dico forse) non riesca a percepirli pienamente lui stesso… o forse sì.

  2. “non era questo, ciò per cui speravamo di esser nati”
    “non era questo, ciò per cui era stato assemblato”

    mi piace molto questo parallelismo finale.
    nel primo c’è la rassegnazione (pari a quella del condannato a morte, qui)
    nel secondo c’è lo spiraglio di una nuova (eventuale) possibilità.

    poi il fatto che io ci trovi degli echi montaliani – ciò che non siamo, ciò che non vogliamo – me lo fa piacere ancora di più.

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