Sotto i riflettori

I riflettori si accendono, come una gamba tesa contro ogni mio presunto tentativo di fuga. Le luci mi abbagliano facendomi sentire cinque o sei anni più vecchio, come se il tempo si fosse trasformato in una giostra trotterellante. Prima la sua ombra, poi il suo profilo, poi l’intera figura. Il mio boia sopraggiunge. Ha una falce lucente in mano, e la luce dei riflettori ci si sbriciola sopra come fosse un prisma. No, rispondo, non voglio incappucciare le nostre emozioni, la gratuità del tuo gesto definitivo. Voglio vedere.
Una ballerina in candido vestito da sposa volteggia sul palcoscenico, qualche metro davanti a me, atterra sulle punte dei piedi, poi con due passi enfi di grazia esprime la sua visione d’insieme dell’universo, le gambe e le braccia a delineare traiettorie di corpi celesti. La ballerina orbita intorno a noi, la falce resta sospesa a mezz’aria, categoricamente ferma come sostenuta da un pezzo di marmo. Anche il tempo è diventato marmoreo. Il pubblico si spazientisce.
Serve un rombo che cancelli le definizioni, chissà cosa si nasconde sotto la loro polvere.
Un cacciatore sopra un tetto, qualche isolato più in là, buca a fucilate i palloncini d’elio di alcuni bambini di ritorno da una fiera. Lacrime e singhiozzi lacerano l’aria. La ballerina, lieve, arriva sul posto e afferra un palloncino per la cordicina, e con il palloncino in mano si muove come una piuma, piroettando attorno ai proiettili in volo. Dopo un po’ di tiro al bersaglio il cacciatore si stufa.
Sotto il vestito delle definizioni il corpo nudo dell’esistenza.
Una clessidra piena di lacrime ha quasi finito di segnare il tempo, e aspetta che qualcuno la giri dall’altra parte, affinché possa ricominciare.
Un soffio tra il tic e il tac di un orologio trascina la ballerina con l’abito da sposa fra le nuvole, ora il suo danzare non ha più base d’appoggio. Poi la picchiata, dolce, interminabile. Una leggiadra fatalità.
Le luci si spengono, le immagini collidono le une sulle altre, il racconto si dissolve in nero.

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6 pensieri su “Sotto i riflettori

  1. non so cosa commentare ma non voglio non commentare quindi mi limito a mettere fra virgolette la mia frase preferita “Sotto il vestito delle definizioni il corpo nudo dell’esistenza”.

  2. Sembra un sogno bellissmo a parte l’incipit ma in fondo la falce sospesa è uno dei miei incubi notturni (anche se non sotto forma di falce). Paura delirio e poesia. Brividi.

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