un bambino, atto secondo

Il vento scivolava verso nord facendo cantare manciate di scogli. Movimenti come sospiri tragici la cui unica fatica è l’addio, congedarsi dalla sbriciolata materia che, di volta in volta, si presenta sotto i piedi. A cancellare le orme, gli addii e i segni dalle spiagge ci pensano le maree, convogliando il tutto in un unico lamento quando l’acqua si ritira.
Alcuni passi sulla sabbia, lievi. Un fantasma, pensai. Vestiva un abito rosso, intenso, di quelli che a guardarli a lungo ti si brucia la pelle. Aveva la consistenza dello zucchero filato. Mi sfiorò appena: non riusciva ad afferrare le cose, le persone. Forse pensava non fosse giusto, decidere che qualcosa dovesse appartenerle. Era una bambina, la mia immaginazione a spasso.
Correva la giornata, su una gamba sola. La passai in compagnia di un pugno di conchiglie, grandi, quelle dentro cui sussurrare qualcosa nella speranza che qualcuno un giorno sappia accostarvi l’orecchio, per sentire il rumore delle onde.
Corse, verso l’acqua, poi nuotò per qualche metro. Sua madre gridò aiuto, perché la bambina non sapeva nuotare. La bambina però non sapeva di non saper nuotare, lo scoprì in quell’istante ascoltando le urla, cominciò ad affondare. Toccava a me, salvarla. Ero piccolo e goffo, quella responsabilità sembrava una montagna. Feci vari tentativi, ma non avevo gli strumenti adatti, due braccia forti, inciampai sulla sabbia mentre scappavo dal mare e a terra fui accerchiato, deriso. Piansi, perché non ero stato in grado di salvare la bambina. Piango ancora, perché non mi sembra giusto lasciare che un bambino vada a schiantarsi, tutto solo, contro le montagne.

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4 pensieri su “un bambino, atto secondo

  1. Non sembra giusto nemmeno a me. Proprio per niente. Avrei mandato ad affondare a largo qualche adulto che al posto del cuore ha uno scoglio, piuttosto. E che non sa fare il mestiere di genitore.

    Bellissimo post.

  2. Certo che se sei giù, leggere i tuoi post aiuta moltissimo, ahah. Ovviamente sai che scherzo e sai quanto apprezzo i tuoi scritti.

  3. Bellissimo, hai l’anima per strapparla a chi legge, calore e paura. Hai letto Caos calmo? Una storia simile, un inizio parallelo, un gran calore come il tuo.

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