Piano urbanistico #2

il cosmo stratificato
di bitume fresco
deturpato da imprevedibili frenate
inchiodate, a terra
le tue mani
mentre i capelli piombano
nelle ceneri di un pianto
verso la strada, dentro casa

l’autovelox a distanza ravvicinata
fulmina passanti e proprietari
di vite stanche
agganciate ad un ancora
e al fiume del traffico
che accompagna l’apnea
ma non c’è diga
e non ho fiato

consumeremo il piacere
nel tempo residuo
le ore piovute
i minuti sgocciolati in tombini di ghisa
sotto una coperta che tiene ancora caldo
nonostante una nuvola grigia
sia atterrata adagio
sopra ciò che resta dei nostri corpi asfaltati

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