i Giorni Della Coca-Cola

Era un giorno di pioggia quello in cui la Coca-Cola Company si aggiudicò l’appalto per la distribuzione dell’acqua nella città di Torino. In quel periodo nei giorni di pioggia me ne stavo vicino alla finestra, non tanto per guardare fuori ma perché il ticchettio delle gocce sull’asfalto mi dava quel senso di, come dire, pace profonda (ora non capita più). Insomma ad una certa ora mi accorsi di avere sete e mi diressi verso il lavandino e, «porca puttana addolorata!» (esclamai), dal rubinetto sgorgava proprio della cazzo di Fanta! Poi accesi la tv e afferrai; vidi un rappresentante della Coca-Cola Company scusarsi con l’utenza, dichiarare che presto l’Azienda avrebbe ripristinato il servizio e che nel mentre dai rubinetti sarebbero sgorgate a giorni alterni diverse bibite di proprietà dell’Azienda. «Fantastico!» pensai, ma non avevo ben valutato che con la Fanta avrei dovuto fare la doccia, lavarmi i denti e compiere tutte quelle altre pratiche quotidiane davvero quasi necessarie; le bibite della Coca-Cola Company sono terribilmente appiccicose, insomma, provate voi a lavarvi con della Fanta e a non sentirvi poi come precipitati per sbaglio in una enorme vasca colma di Vinavil! Nonostante tutto ciò attesi con grande trepidazione il Giorno Della Sprite, che scoprii venire subito dopo il disgustoso Giorno Della Coca-Cola Zero, questo perché amavo particolarmente la Sprite mentre ecco, ora come ora, non voglio neppure sentirne parlare, della fottuta Sprite, o rischio davvero di assumere atteggiamenti che potrebbero sfociare nella più truce violenza verso qualsiasi cosa (o finanche persona!) si trovi nel raggio di tot metri. E poi il Primo Giorno Della Sprite arrivò e fu, mi duole ammetterlo, un gran giorno; sprizzavo gioia salterina lungo via Verdi, con la Mole nei paraggi a proteggermi (probabilmente giusto dalle radiazioni ultraviolette) e vidi una donna davvero malconcia che stava seduta davanti al centro di produzione TV della Rai, teneva in braccio un pezzo di cartone con su scritto un tremolante «non è una questione di scelta»; quel precario pezzo di cartone mi ricordò il ragionamento che giusto il giorno prima (ovvero durante il vomitevole Primo Giorno Della Coca-Cola Zero) mi aveva illustrato un mio amico, quel mio amico che si masturbava mandando in loop su YouTube la pubblicità del Saratoga Fernovus (per intenderci); lui pensava che ormai bisognasse accettare il fatto di non poter effettuare delle scelte, che sarebbe tutto finito come era successo con la Coca-Cola Company, che ci imponeva ciò che sarebbe dovuto sgorgare dai nostri rubinetti. Mi sarei accorto tardi di questo fatto, perché trovavo tanto comodo delegare le mie scelte ad altre persone che giudicavo più competenti di me; a furia di delegare, le cose che mi restavano da scegliere diventavano ogni giorno sempre meno; così un giorno mi imposero i film che dovevo vedere e i libri che dovevo leggere, scelti secondo alcuni inopinabili Parametri, e il giorno dopo con quali persone avrei dovuto parlare e con quali invece no (selezionate probabilmente con gli stessi Parametri). Non era ciò che avevo sognato per me stesso, dato che speravo di poter esprimere dei gusti opinabili e discutibili al meglio di me stesso. Non era ciò che sognavo per la mia città, per la mia nazione.

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8 pensieri su “i Giorni Della Coca-Cola

  1. Anestetizzati dalla melassa dei cocalacei, in modo che il loro saccarosio produca carie destruenti senza farsene accorgere. Questa è forse la fine che farà la nostra razza di bipedi implumi.

    Grande scritto. Complimenti. : )

  2. Spengiamo la tv, iniziamo da questo. Un argine alla distruzione dei cervelli mi sembra il primo passo necessario. I danni si spandono in un attimo sul pianeta intero e per recuperare ci vogliono secoli, a volte.
    Sarà forse una lunga storia, ma la rivoluzione dell’uomo, oggi, parte da lì. Ciao e grazie.

  3. Buongiorno,
    Ti contatto tramite commento perché non ho trovato nessun altro modo per farlo.
    Vorrei farti conoscere il servizio Paperblog, http://it.paperblog.com che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete. I tuoi articoli mi sembrano adatti a figurare tra le pagine del nostro magazine Talenti e mi piacerebbe che tu entrassi a far parte dei nostri autori.

    Sperando di averti incuriosito, ti invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti e ti faccio i complimenti per il blog,

    Silvia

    silvia [at] paperblog.com
    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
    http://it.paperblog.com

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