questo discorso non finirà facilmente

Pur essendo una persona estremamente razionale quasi tutte le mie scelte sono dirette da sensazioni, sentimenti, e la cosa è paradossale; superata la sensazione di autosufficienza, qualche anno fa, ho finalmente sentito il bisogno degli altri. Anche il vostro dio ha bisogno della vostra venerazione, in fondo. Se mai esistesse un dio del genere non ci metterei molto a mandarlo dove merita. L’amore non si chiede, l’amore si da, se non lo si può dare lo si sente, ma non lo si chiede. Ecco, parliamo un po’ d’amore, per un’idea, per una persona, per l’idea di una persona. Non è sempre facile distinguere fra le ultime due forme, ma posso fornirvi uno schema-base. La cosa migliore che possa capitarvi in questo senso è incassare un rifiuto, allora saprete di non poter avere la persona, ma quanto all’idea, quella nessuno potrà portarvela via; se ciò vi procura del sollievo, allora avete amato l’idea (ed è salutare, e decisamente semplice in quanto operazione razionale, sbarazzarsene). Forse preferite cullare la vostra idea, a questo punto, io invece di questa idea non so proprio cosa farmene: vorrei cullare la persona (ahimè?). Bisogna attuare una scissione, io credo che l’amore per una persona non sia condizionato dall’idea, o almeno non dovrebbe esserlo (ma forse sono ancora legato a un concetto di purezza sentimentale, se vogliamo anche infantile); personalmente ho amato anche persone di cui non avevo un’idea poi così positiva. Detto ciò, se amate la persona e non l’idea e vi trovate di fronte alla necessità di liberarvi di questo sentimento (anche se soffrire per amore non è così male: ci fa sentire vitali, pulsanti, ci indebolisce e quindi rende più umani) è del tutto inutile cercare di modificare l’idea (ci si può autoingannare in vari modi), giacché avete effettuato quella scissione alla radice; è dunque necessario agire sull’irrazionale, ma come? Questo vorrei tanto saperlo, forse, sono enfio di confusione in merito. No, forse non vorrei davvero saperlo. Purtroppo, per me utilizzare la logica per affrontare una questione sentimentale sarebbe come fare un violento frontale contro tutto ciò in cui credo. Mi abbandono dunque al caos, che agisce irragionevolmente poiché -per definizione- senza schema. Questa è stata probabilmente la ragione del mio fallimento, il progettare, il tentare; non è necessario tentare o progettare nulla, probabilmente è giusto lasciare che tutto proceda come un fluido abbandonato alle correnti.
Se uso tutti questi forse è perché mi piace dubitare; la rigidità non è altro che una gabbia, e anche l’elasticità la è, ma almeno di questa si può cambiarne le dimensioni a piacere.

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