Avrei voluto scrivere qualcosa sul film di Gipi

che poi è un film così così, ecco, però inizia benissimo. C’è questo long take d’apertura, “radiofonico”, e alla radio si parla dell’incombente invasione aliena, il che fa immediatamente echeggiare la guerra dei mondi wellesiana; interviene un dirigente (ecco, non ricordo se fosse proprio un dirigente, ma non è questo il punto) del Cesena preoccupato dell’impatto negativo che questi alieni potrebbero avere sulle piccole squadre che puntano sui giocatori del proprio vivaio, che chissà quanto costeranno questi alieni sul mercato e allora solo le grandi squadre potranno permetterseli eccetera eccetera… Benvenuti in Italia, sostanzialmente.
Dopo aver visto il film ho pensato che mi piacerebbe essere uno scrittore di romanzi fantascientifici, tipo Philip K. Dick, ma poi ho anche pensato che non si può decidere ciò che si è (si può decidere di credere di essere qualcosa, ma non è lo stesso) e che non sono idoneo alla scrittura di romanzi, è un problema di verticalità: quando scrivo qualcosa devo arrivare dritto alla conclusione, un po’ come chi soffre di eiaculatio precox.
Allora mi sa che mi accontento di leggerli, i romanzi fantascientifici. Ce n’è uno che ho letto recentemente, i mercanti dello spazio di Pohl e Kornbluth, che è un romanzo davvero incredibile del 1953, ovvero ben quattro anni prima che l’illuminante i persuasori occulti di Vance Packard vedesse la luce e più di cinquanta prima di Mad Men. Oltre ad avere un ritmo assolutamente feroce e a presentare un intreccio di interessi e di complotti (se vi interessano queste cose) riguardo un viaggio su Venere, il romanzo è una indagine sociologica profetica e tagliente (quasi vivisezionante), un dizionario compatto sul consumo, sul consumare e sull’essere al contempo consumati (come [s]oggetti di consumo), è il ritratto estremizzante (e non troppo) ma al contempo spaventosamente attuale di un mondo dove non solo ci sono leggi di mercato, ma dove è il Mercato a scrivere le leggi, a essere Legge.

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10 pensieri su “Avrei voluto scrivere qualcosa sul film di Gipi

  1. Scrittura di romanzi, arrivare subito alla fine. Condivido molto la cosa, la mancanza, l’incapacità, non saprei come definirla. Quando scrivo narratva (e lo faccio troppo sporadicamente!) non riesco ad andare oltre il racconto, magari anche lungo, ma sempre racconto. Non riesco a immaginarmi un percorso troppo ampio, anche se mi piacrebbe (da lettore preferisco i romanzi ai racconti, anche se due dei miei capisaldi autoriali sono Pirandello e Hemingway).

  2. Mi sono sentito un po’ a casa, leggendoti. E ti garantisco che non mi accade spesso. Di colpo sono ritornato al mio primo URANIA, divorato sotto le lenzuola. Abbiamo molti autori FS in comune.
    Apprezzare ‘I mercanti dello spazio’ non è da tuti. Come sai, molti preferiscono l’azione per l’azione, in letteratura come nel cinema.
    Ciao. A presto.
    mfr

  3. Mi fa molto piacere, che ti sia sentito un po’ a casa. Gli Urania sono qualcosa di commovente, ci sono (tanti) momenti in cui potrei vivere solo di loro…
    A presto!

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