Spread

tra le cose che ti ho detto e quelle che avrei voluto dirti: abissale
tra simulacro e realtà: evanescente
tra la mia inutilità e la tua utilitaria: autostradale
tra il dire e il fare: marino
tra il dito e la Luna: di prospettiva
tra Achille e la tartaruga: regressivo
tra sguardi: di posizione
tra Stan Laurel e Oliver Hardy: di conformazione
tra vincitori e vinti: storico
tra speranze e illusioni: di sfumatura
tra coerenza estrema e incapacità di adattamento: non pervenuto
tra noi due: oscillante

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7 pensieri su “Spread

  1. mmmmm.
    tra coerenza estrema e incapacità di adattamento, io, per come le ho capite, avrei detto: di(s)funzione.

    però così a orecchio. forse non significa nemmeno niente.

  2. 🙂
    volevo solo dire che le persone troppo coerenti non hanno capacità di adattarsi agli eventi e di rimodellare le proprie idee quando necessario. e lo è, necessario: bisogna riconoscere quando si sta sbagliando solo perché per essere coerenti si porta avanti una certa idea, fissa.
    io per fortuna sono una persona del tutto incoerente.

  3. ma non pervenuto, allora, in che senso.
    io non l’ho capito.

    però ci sta che sono scìema io.
    anzi, ci sta.

    io però per quello avrei scritto disfunzione. che secondo me, non sono, esattamente speculari. sono disfunzioni simili, ma non necessariamente conseguenziali.
    secondo me, almeno.

    io per dire conosco gìente che non è coerente, ma che non saprebbe andare oltre l’applicazione – immutabile- dei propri rigorosi modelli comportamentali. che magari non ci hanno un cazzo di coerenza coi sermoni che vanno predicando, eppure.

    forse scritta così non si capisce. mi dispiace. non sò parlarmi.

  4. secondo me (il me che ha scritto quella cosa, almeno) non è che siano speculari o legati tra loro in termini causali: sono la stessa cosa, per quello lo spread è “non pervenuto”. la coerenza, e parlo di quella granitica e a-tutti-i-costi, significa incapacità di cambiare prospettiva, quindi di adattarsi quando è necessario farlo. questo almeno è quello che intendevo lì sopra.

    “io per dire conosco gìente che non è coerente, ma che non saprebbe andare oltre l’applicazione – immutabile- dei propri rigorosi modelli comportamentali. che magari non ci hanno un cazzo di coerenza coi sermoni che vanno predicando, eppure.”
    sono d’accordo, però io non ho detto nulla sull’incoerenza, solo che mi sentirei fortunato a esserlo se credessi nell’esistenza della fortuna 🙂

  5. ah. cioè allora io l’ho capito così il post-it sullo spread.
    mi pareva, per come l’avevo capito io, che ci fossero due termini e un intermezzo mono-verbale, eppure didaliscalico a suo modo, a legarli.
    due termini tra loro non dico proprio opposti ma distanti.
    tipo il dito e la luna.
    tipo le cose dette e quelle che pensate ma taciute.

    boh.
    gniènte. questo.
    allora quella roba lì “di coerenza e incapacità di adattamento” che per me poteva pure essere sempre il prosieguo dello schema due termini e un intermezzo non mi tornava. cioè non mi tornava il non pervenuto.

    però ci stà che sono scièma e non ho capito.

  6. figurati 🙂 intendevo lo spread come distanza in punti percentuali tra due cose, e esprimevo il tipo di spread dopo i due punti. quindi non c’è spread tra due cose che considero corrispondenti.
    ma nel post volevo più che altro segnalare la mia preoccupazione per come evolverà il nostro linguaggio se le tv continueranno con questa storia dello spread. a una persona che ti sta a cuore che ti dirà “sento un po’ di spread tra di noi, qualcosa non va?” o ai proverbi che muteranno, tipo “c’è un certo spread tra il dire e il fare” e così via. preoccupazione probabilmente infondata, ma mi premeva esprimerla in qualche modo 🙂

  7. èh, allora si. non l’avevo capito malissimo. però ci sta che non mi spiego bene.

    ho pensato che potevo usare la tua imeil qui a lato per scrivertici che io le faccine gialle non le capisco.

    come si chiamano sti còsi: emoticon. bah. ecco io non li capisco. ma io penso che sono io che ci ho un problema proprio mio con le còse che forse sono un pò una specie di evoluzione veloce del linguaggio, una specie di ansia spasmodica di immediatezza. a me fanno paura e mi mettono un pò a disagio chè ho gli ingranaggi come quelli del bradipo.

    io sono lenta, a capire.
    sorrido.

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