un apprendistato interminabile

A volte vorrei essere un grillo. Uno come quello che quando apro la finestra rompe il silenzio, perché c’è solo lui, o almeno così pare. Un grillo. Cosa bisogna scrivere, nelle lettere d’amore? Continuo a spostare le palline dell’abaco dei fallimenti sperando di imbattermi nel “grazie per averci provato”. C’è una sorta di aspirapolvere, nella nostra cultura, che risucchia i tentativi sfociati nel fallimento per lasciare sul pavimento i traguardi effettivamente raggiunti. Non c’è spazio per i pionieri claudicanti se non nell’oblio. Prima dei Wright un sacco di gente aveva provato a volare fratturandosi ossa e cuore, è una cosa che ricordo ancora, ma se mi aveste chiesto spiegazioni quand’ero bambino sarei entrato nello specifico. Da bambino sapevo un sacco di cose, e sapevo commuovermi davanti a quelle fratture. Chissà quanti Fitzcarraldo aspettano una pacca sulle spalle. Chissà quanti Fitzcarraldo dovrebbero darne una a chi non sogna di spostare le montagne. Cosa bisogna scrivere, nelle lettere d’amore? Ci sono cose che vorrei spiegarti, e sono tante, non le ho contate. Come un Newton senza mela, mi agito nel buio. Non è grave, ma cade. Non so perché cada. Dal tonfo immagino si tratti di qualcosa di grande. La definizione di indefinibilità continua a essere una definizione. Cos’è allora l’indefinibile? “L’impossibilità di rispondere a questa domanda” continua a essere una definizione. Cosa bisogna dunque scrivere, nelle lettere d’amore? Una storia. L’amore è un discorso, diceva Baudrillard; se lo è, è spesso indiscutibile. Le storie che racconto sono la mia realtà. Ognuno dovrebbe (accettare di) averne una. Nella mia gli oggetti pensano, hanno dei sentimenti. Questa è la mia membrana di protezione dalla meccanica passiva, non tanto spensierata quanto impossibilitante il pensiero. Sento di aver bisogno di un rapporto intimo con il mio ombrello per accettare che si bagni al posto mio. Sento di aver bisogno di un rapporto intimo con te per accettare che ci divideremo il temporale.

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3 pensieri su “un apprendistato interminabile

  1. “Chissà quanti Fitzcarraldo dovrebbero darne una a chi non sogna di spostare le montagne.” Ecco.

    Trascinante flusso di parole e pensieri. 🙂

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