Peso fratto g ovvero l’eroismo sentimentale di Pippo Inzaghi

Le persone tendono a dividersi in due categorie. Ci sono quelle che dividono le persone in due categorie e quelle che non lo fanno. Ora sapete a quale appartenga io. Le persone che dividono le altre in due categorie, molto frequentemente, credono tuttavia (la logica di ciò è piuttosto perversa) di appartenere a una terza categoria, della quale farebbero parte solo loro. Assai raramente pensano che anche le altre persone si sentano così, che sarebbe già un passo verso la categoria che non divide. Per questo le pubblicità del tipo “distinguiti dalla massa” funzionano ancora benissimo. Ma cos’è la massa? Peso fratto g, dico io. A giudicare dalla massa di veicoli che vedo in giro comprare un’automobile è l’ultima cosa che farei per distinguermi dalla massa.
Ho conosciuto un signore di Avellino, sul treno. Piano piano, mi diceva. «Studi?» «cerco lavoro, ma di questi tempi…» «piano piano»; «ma quanto ritardo stiamo facendo?» «piano piano»; «ma l’alta velocità?» «piano piano»; «ma la Salerno-Reggio» «piano piano»; «sa, mi pare che abbiano chiuso qualche reparto alle Molinette, non so se…» «se è chiuso torno a casa, che devo fa’». Ma l’amore? Piano piano pure quello, dico io.
Gli italiani si dividono in due categorie: quelli a cui piace troppo il calcio e quelli che lo odiano perché agli altri piace troppo. In pochi hanno capito perché Pippo Inzaghi non abbia cambiato squadra. «Non giocherà», «non sarà nemmeno nella lista Champions»; tutto vero. Io penso di averlo afferrato, il perché: è che ci possono essere cinque minuti che valgono mesi di panchina e più del superamento di un record. Quando entrerà sul quattro a zero in casa, in quegli ultimi cinque minuti, il pubblico sarà pronto a tributargli un boato, ad applaudirlo fino a spellarsi le mani. Lo chiamano affetto.
Per questo io non cambierò maglia, anche se non mi convocherai e non mi iscriverai nella tua lista Champions, e se mi accomoderò in tribuna poco importa. E se saranno solo cinque minuti non ci sono triplette da segnare altrove che li valgano. Piano piano, dicevo.

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2 pensieri su “Peso fratto g ovvero l’eroismo sentimentale di Pippo Inzaghi

  1. Da Milanista, non posso che concordare con te.

    …e aggiungere che se per caso in quei cinque minuti di cui dicevi a Pippo riuscisse di segnare il 5 a 0, verrebbe giù l’intero stadio. ^^

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